martedì 15 marzo 2011

Feccia

Il percorso è sempre quello. Una volta segnavo i chilometri con la vernice, adesso mi affido al Garmin, così posso introdurre qualche variazione – invertendo il senso di marcia, deviando verso altre strade, aggiungendo giri intermedi.

Oggi corsa blanda, in scioltezza: la mezza di domenica, per quanto sembri smaltita, è senz’altro ancora nelle gambe. E se ne voglio affrontare un’altra tra pochi giorni, meglio concedersi un po’ di respiro. Tanto più che è una giornataccia, la pioggia non tarderà e il vento…beh, al vento mi devo purtroppo rassegnare – giuro, non è una scusa per giustificare le scarse prestazioni!
Sono ormai a metà strada, dopo la villa e il ponticello sul canale, proseguirò dritto anziché svoltare a sinistra verso casa, così da allungre di un paio di chilometri. Oggi c’è meno traffico del solito, ma un podista l’ho già incrociato. L’individuo sbuca dalla curva non ha però nulla a che vedere con la corsa: mi aveva appena superato su uno scooter, ora si esibisce in piedi a braghe calate. Un attimo e sparisce, sul suo ronzino. E adesso? Corro fino al cancello della villa, si è appena chiuso e c’è qualcuno sul sentiero. Chiamo, ho bisogno di aiuto. Sento lo scooter riavvicinarsi, ma evidentemente nota il movimento e si dirige proprio nella stessa direzione che avevo intenzione di percorrere. Intanto è arrivato, in auto, uno degli uomini che avevo allertato. Gli espongo la situazione, mi chiede se voglio un passaggio. Posso fidarmi? Vorrei solo accertarmi che l’idiota non torni indietro. Si è fermato poco in là, non ha quindi intenzione di arrendersi, il bastardo. Finalmente riparte e sparisce dalla visuale. Ringrazio per l’assistenza e decido di riprendere la corsa, rinunciando però al mio programma: mi affretterò sulla via del ritorno, sperando di non avere altri guai.

Dieci chilometri scarsi, peraltro interrotti. Nera di rabbia. Non è il primo episodio del genere, ma era passato tanto tempo e non ci pensavo più. Del resto, è pomeriggio inoltrato, orario in cui le strade su cui corro sono solitamente abbastanza frequentate. Eppure, quel breve tratto senza case, leggermente in curva, ha qualcosa di malefico. Con quale coraggio tornerò ad allenarmi sul mio percorso abituale? Com’è possibile che la nostra libertà debba ancora essere limitata da trogloditi che vorrei si estinguessero tra mille sofferenze? Sembra che capiti solo a me, non ho mai sentito altre ragazze lamentarsi per fatti del genere. Possibile? Non so davvero come reagire, ho il terrore che il fetente si apposti ad aspettarmi. Cambiare zona, ma dove? Ho sempre ritenuto una fortuna vivere ad un passo dalla campagna, poter uscire di casa ed iniziare a correre senza dovermi spostare in auto. L’ideale sarebbe che l’orso trovasse compagnia, ma abbiamo tutti programmi, orari e zone difficilmente conciliabili. Non ho soluzioni, oggi ho solo una grande amarezza. L’idea che gente da galera possa condizionare i miei movimenti mi è intollerabile. Questo mondo mi fa schifo.

10 commenti:

Anonimo ha detto...

condivido la tua rabbia. anch'io, correndo(a livelli infimi), sono incappata qualcuno di questi sfigati, repressi, tristissimi omuncoli. chiama gente, rompi le scatole, non lasciare che abbiano campo libero. io ho insultato per chilometri un ragazzino in bicicletta che mi ha dato una pacca sul sedere mentre correvo.. e gli ho aizzato contro un gruppo di vecchietti XD forza Vale!

Doc ha detto...

Per quel che vale, ti sono vicino.
Mi spiace.
Un abbraccio

Filippo ha detto...

Letto il tuo commento su FB non è servita la fantasia per intuire il misfatto. Non che sia di conforto ma capita molto più spesso di quanto immagini, "Anonimo" consiglia bene, questi pseudo umani mal sopportano il chiasso e la confusione, essendo fondamentalmente dei vigliacchi, se non lo fai già, trova il modo di portarti dietro il telefonino, ad un amica i CC consigliarono anche un fischietto, varia i percorsi ma non farti imprigionare da un essere insulso, te lo dico come augurio, non come facile e banale consiglio.
Ciao

Sergio ha detto...

Purtoppo so di gente a cui è anche capitato anche di peggio!!E' veramente uno schifo......l'unica possibile soluzione è di correre in compagnia... Anch'io ti sono vicino, ciao Sergio

Gianluca ha detto...

Mi spiace molto...
Anche io proporrei di variare i percorsi (per non essere prevedibili).
Immagino che tu non abbia visto la targa, anche i cinquantini hanno la targa... comunque anche senza la targa, fai denuncia ai carabinieri!
Io non sono d'accordo con chi dice "tanto non serve". Serve sempre, anche perché i carabinieri, nei piccoli centri (anche io abito in un piccolo paese) li conoscono tutti i coglioni, e può darsi che descrivendo lo scooter e il casco si facciamo una idea di chi possa essere.
Un abbraccio.

Daniele ha detto...

Condivido solidarietà e disprezzo: gli esempi che ci vengono dall'alto purtroppo daranno i loro frutti.

Anche alla mia bella è successo un caso simile: ha evitato la zona per un po' ma ora si è rifatta coraggio. Gli esibizionisti da motorino sono troppo mosci per delle runner come voi.

Foia ha detto...

Hai tutta la mia solidarietà.
Certi soggetti mi fanno vergognare di essere un uomo :(

Valentina ha detto...

Grazie a tutti per la solidarietà e per i consigli.
Non ho ancora adottato nessun "provvedimento", ma oggi sono comunque tornata sul mio percorso, ho solo cambiato orario (mattino anzichè pomeriggio). Vedremo nei prossimi giorni, quando dovrò riprendere gli allenamenti pomeridiani.

Anonimo ha detto...

Vale,
sono davvero dispiaciuto per quello che ti è accaduto! :-(

Hai proprio ragione, la parola feccia è la più appropriata per etichettare simili "bagagli"...

Un abbraccio.

Matteo

monica ha detto...

mi dispiace valentina...è davvero uno schifo!!! ma non farti abbattere troppo. non possiamo dargliela vinta. mi unisco al consiglio del primo commento!

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