<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655</id><updated>2012-01-26T17:45:56.209+01:00</updated><category term='Musica'/><category term='pensieri'/><category term='I miei articoli su Correre'/><category term='libri'/><category term='running'/><category term='Politica'/><category term='animali'/><category term='Cinema'/><category term='gare'/><title type='text'>Go, Vale, go!</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>137</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7738909375358338059</id><published>2012-01-08T16:06:00.001+01:00</published><updated>2012-01-09T16:14:39.679+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Meglio stare a letto?</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Contare i tornanti non è una buona idea, se si sa quanti sono quelli che portano alla vetta. Ci mancava solo la tosse, un attacco e sono ferma. Perché l’hai fatto, accidenti a te. Lo sai che se ti blocchi una volta rovini tutto, poi magari lo farai anche una seconda e l’allenamento va a rotoli. Certo che lo so, ma quando connetto è troppo tardi. Colpa di quella frazione di secondo in cui il cervello va in apnea e non comunica più con le gambe: il black out di un momento, per il quale mi maledico ogni volta e ogni volta mi ripeto che non dovrà più succedere. Fino alla successiva. Oggi, però, ho una misera giustificazione: la tosse non è una scusa, né uno scherzo. E quel martello che mi picchiava in testa, stamattina, avrebbe dovuto dissuadermi dall’affrontare percorsi collinari. Tesoro, come potrai sopportarmi oggi, se non corro? È vero che tra il riposo assoluto e 18 chilometri spaccacuore ci sarebbero infinite variazioni, ma perché stravolgere il programma per un banale raffreddore? Fatico a respirare e rantolo un po’, robetta. E sprecare una così bella giornata sarebbe un delitto. Cieli così limpidi, in questa stagione, sono una rarità. I colli si mostrano in tutto il loro splendore: denudati dalla vegetazione che cela anfratti segreti, si aprono in panorami nudi e fieri della loro ricchezza. Io ne colgo solo qualche spicchio, si sa che quando corro non ci sono per nessuno. Entro comunque nell’atmosfera – o forse è l’atmosfera che entra in me: deve essere questa la ragione che mi ha spinto fino a qui, alla faccia del mio stato di salute.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;I tornanti sono finiti, non li ho contati. Ora posso prendere fiato, ma il peggio deve ancora venire. Jader, in bici, mi raggiunge non appena mi immetto su via dei Colli – evidentemente sto andando come un bradipo, visto che l’ultima volta mi prese al Cavaioni. &lt;em&gt;Figurati, sono io che mi sono buttato in discesa come mai prima.&lt;/em&gt; Sarà. Certo è che lo strappo in curva, in prossimità di quell’incredibile villa bianca, mi stronca definitivamente. &lt;em&gt;Dai, alla fine di tutto sarai guarita&lt;/em&gt;. Sempre che ci arrivi viva, alla fine. Forza, il percorso spiana e le gambe riprendono a girare. Il muro dopo il parco è poco più di una sfida mentale: il segreto è affrontarlo a testa bassa, senza alzare lo sguardo. Se controlli quando manca sei fregata, lo sconforto ti blocca. Se invece procedi passettino passettino, ti ritrovi in cima quasi senza accorgertene – quasi, ho detto. Anche questa è fatta, e i tre podisti che si intravedono là davanti sono una bella sfida. Che ci posso fare? È una molla che scatta anche in allenamento, e quando capita è un bell’aiuto, perché magicamente scompare la fatica. Oddio, il rischio è di ritrovarsi più avanti svuotati di energie, ma perché negarsi una piccola soddisfazione? Siamo sul tratto per me più critico: non è infinito come quello iniziale a tornanti, né ripido come quello del parco Cavaioni, ma è l’ultimo prima della discesona ed è un gran bastardo, perché ti frega nascondendosi dietro ad una curva. Quello dei tre che prova ad attaccarsi si arrende disperato, urlando come in preda ad un terribile dolore. Mah… Io spero di riprendermi, ora che potrei semplicemente lasciarmi andare, ma anziché sciogliermi mi irrigidisco ulteriormente. Sarà l’idea che ormai è finita, o la prospettiva dei diversi chilometri che ancora mancano, di fatto mi sembra di non poterne più. Avverto una fastidiosa tensione a braccia e spalle, le scuoto ma non passa, sensazione orrenda. Il viavai di podisti mi distrae, altri da raggiungere davanti a me: fortunatamente la zona oggi è molto trafficata. Ritrovo il giusto slancio per affrontare il finale. Via Saragozza tira un po’, ma dopo si vola. Certo, qui occorre fare attenzione alle auto – e stavolta anche ai tifosi che si approssimano allo stadio (a quest’ora?!), ma la Certosa è lì: sei arrivata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;17,1 km, anziché i 18 programmati. Proseguire oltre il parcheggio? E chi ne ha voglia? Uff, così non va bene, e non va bene nemmeno questa media. &lt;em&gt;Sei malata, oggi dovevi stare a letto&lt;/em&gt;. Già, forse sarebbe stato meglio. O forse no.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7738909375358338059?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7738909375358338059/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7738909375358338059' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7738909375358338059'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7738909375358338059'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2012/01/meglio-stare-letto.html' title='Meglio stare a letto?'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5310879253045482978</id><published>2012-01-01T20:27:00.001+01:00</published><updated>2012-01-08T20:28:51.097+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Di anno in anno...</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Difficile stabilire se il 2011 sia stato migliore o peggiore del 2010. Se analizzo solo la mia principale passione, dovrei considerare &amp;nbsp;quello appena terminato un anno decisamente significativo: ho conquistato diversi podi, di cui uno di carattere “internazionale” (per quanto passato del tutto inosservato); ho realizzato tempi che non sfioravo da secoli; ho quindi acquistato fiducia e alimentato nuove motivazioni. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Questi piccoli successi hanno quasi del miracoloso, se si osserva il contesto in cui si sono compiuti. Ho lasciato scadere la ricetta medica per un antidepressivo, non volendo innestare un meccanismo di dipendenza alquanto rischioso. Ma sedare le notti insonni solo con le proprie forze è risultato tutt’altro che facile, non intravedendo alcuna luce in fondo al tunnel: alle cause conosciute era impossibile porre rimedio, e gli eventi senza spiegazione non potevano che approfondire il baratro. Perché di fronte a fattori ambientali, o quantomeno tangibili, puoi cercare di costruirti una sorta di difesa: puoi, se non altro, imbastirvi attorno una rete di ragionamenti; puoi elaborare qualche strategia di sopravvivenza; puoi, insomma, confidare in una soluzione – forse lontana, ma non impossibile. Di fronte all’opportunismo, all’indifferenza e alla meschinità, invece, sei completamente indifeso. Specie quando non te l’aspetti, quando il terreno sotto ai piedi ti manca all’improvviso, proprio quando cominciavi a credere che la base potesse acquistare solidità. Dicono che, toccato il fondo, si possa solo risalire. Stringi i denti, sei abituata alle prove di resistenza, no? Ecco, anche con l’acqua alla gola, a cosa vado a pensare? Quasi mi sento in colpa, nello sfascio totale mi preoccupo di riuscire a correre: come rifiutassi di soffermarmi sui problemi reali. Ma, del resto, se mi fermo cosa risolvo? Un’incazzatura in più, e nulla di concluso. E allora corri, e cerca di farlo meglio che puoi. Non sarà quel paio d’ore in cui stacchi il cervello da casa, lavoro e spese a peggiorare la situazione. Ricordi? Si può solo risalire…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Può succedere che una porta si apra, un piccolo spiraglio, ma meglio di niente. Può accadere che qualcuno ti sorrida, nonostante il tuo brutto muso. Può realizzarsi un sogno che credevi impensabile. C’è qualcosa da ricordare, in questo 2011. Tutto è ancora molto precario, è vero, ma la salita è un po’ meno affannosa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;A proposito di salite, ovviamente ho iniziato il nuovo anno correndo. Non che mi interessasse celebrare l’evento, trattandosi di un qualsiasi giorno festivo – utile, in quanto tale, a dimenticare la sveglia e allenarmi nelle ore che preferisco. E cosa potevo scegliere se non il Giro dei Colli? Appuntamento fisso da diverse settimane: mi sto ubriacando di saliscendi, speriamo producano gli effetti sperati. “Podisticamente” parlando, obiettivi ambiziosi per questo 2012 (devo averlo già detto…). Di altri versanti preferisco tacere: meglio mettere a tacere il mio pessimismo cosmico e non azzardare visioni future – tanto, a breve finirà il mondo, no?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5310879253045482978?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5310879253045482978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5310879253045482978' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5310879253045482978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5310879253045482978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2012/01/di-anno-in-anno.html' title='Di anno in anno...'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1037753067177575258</id><published>2011-12-26T12:25:00.000+01:00</published><updated>2011-12-26T12:25:12.321+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>Mr Gwyn: Baricco è tornato</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non ricordo se mi sono innamorata prima del Baricco scrittore o del Baricco affabulatore. Certo è che a quei tempi – i tempi di Oceano Mare e Seta, di Pickwik e Totem – qualsiasi cosa scrivesse o pronunciasse mi ammaliava. Alzavo gli occhi dalle pagine e fissavo il vuoto, come ipnotizzata, per poi chiedermi come fosse possibile che frasi tutto sommato così semplici sapessero evocare immagini di assoluta suggestione. Con una leggerezza e una facilità quasi irritanti: ma come fa, accidenti a lui? E come riesce a rendere attraente qualsiasi libro passi tra le sue mani? Ricordo che un commesso di Feltrinelli disse che i romanzi che Baricco citava avevano immediatamente un picco di vendite. Ci sono cascata anch’io, peccato che il più delle volte quei testi su di me non abbiano prodotto lo stesso effetto: la qualità della divulgazione aveva superato la qualità del prodotto originale.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non si è mai distinto per particolare simpatia, lo riconosco. Ma, come si dice, nessuno è perfetto. Il suo piglio un po’ snob non sarebbe stato un difetto, se non avessi riscontrato uno scadimento nella sua produzione: come se la fama, l’ammissione a personaggio da copertina, il proliferare di attività collaterali avesse affievolito la vena creativa del romanziere. Il processo parrebbe quasi scontato: troppo preso dalla promozione di sé e del suo sapere, resta ben poco con cui riempire le pagine. Dopo &lt;i&gt;Seta&lt;/i&gt;, non ho rilevato nulla degno di nota. Fatico persino a ricordare il titolo dei successivi romanzi.&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/--HgFfWNX1jo/TvhZdEZvDqI/AAAAAAAAAaI/lOLXJ0uxx60/s1600/mr-gwyn-alessandro-baricco1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="200" src="http://2.bp.blogspot.com/--HgFfWNX1jo/TvhZdEZvDqI/AAAAAAAAAaI/lOLXJ0uxx60/s200/mr-gwyn-alessandro-baricco1.jpg" width="171" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Così, anche questo Mr Gwyn ha rigirato tra le mie mani con molta circospezione. Non ho saputo resistergli, era ovvio. Ma nutrivo un certo timore nell’approcciarlo: troppi condizionamenti rischiavano di inficiare il mio giudizio. L’amore dei tempi passati e la delusione delle prove più recenti si alternavano, stridendo: quale avrebbe prevalso in corso di lettura? Sarei riuscita a mettere a tacere entrambe, affrontando il nuovo romanzo con una semplice, sana e ingenua curiosità? È quanto ho tentato di fare. Sono bastate poche pagine: per alzare gli occhi dal libro, fissare il vuoto ed esclamare &lt;i&gt;E’ tornato!&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Quelle asserzioni abbaglianti buttate lì come nulla fosse; quella pennellate che danno colore ai sentimenti, senza mai nominarli; quei personaggi tanto assurdi quanto straordinari. Storie piccole, che evocano altre storie, eppure spiccano per la loro singolarità. Questo è il Baricco che amavo: il Baricco che amo, simpatico o antipatico che sia.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1037753067177575258?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1037753067177575258/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1037753067177575258' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1037753067177575258'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1037753067177575258'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/12/mr-gwyn-baricco-e-tornato.html' title='Mr Gwyn: Baricco è tornato'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/--HgFfWNX1jo/TvhZdEZvDqI/AAAAAAAAAaI/lOLXJ0uxx60/s72-c/mr-gwyn-alessandro-baricco1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1740884755656834842</id><published>2011-12-18T17:06:00.000+01:00</published><updated>2011-12-18T17:06:32.150+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Castelmaggiore - Maratonina del Progresso</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Perdere la quinta posizione ad un paio di chilometri dall’arrivo è un duro colpo, considerando che saranno premiate le prime cinque. Chissà, magari con un po’ di grinta in più, o con qualche incitamento, avrei potuto riagguantare il margine perduto. Ma tant’è, oggi è andata così. E mi dicono che dovrei essere contenta, perché il tempo realizzato è di tutto rispetto. &lt;i&gt;Due minuti in meno dell’anno scorso non significano nulla? &lt;/i&gt;Sì, però allora la strada era ghiacciata. &lt;i&gt;Allora, tutti i lavori, in salita vuoi che non ti siano rimasti nelle gambe.&lt;/i&gt; Certo, avrei dovuto fare almeno un po’ di scarico questa settimana. Insomma, va bene tutto, ma io contavo di rientrare nella cinquina, quindi non posso dirmi soddisfatta. Non è una novità? Vero anche questo. Significa che sono perennemente stimolata a fare meglio, no? Se questa testa fosse solo meno bacata… Innanzitutto, dovrei smetterla di farmi condizionare dalle performance più o meno sorprendenti delle mie avversarie: partendo dall’ovvio presupposto che dovrò sempre vedermela con questa o con quella (se no che gara sarebbe?), se credessi maggiormente in me e nelle mie possibilità eviterei di rimuginare ogni volta sui bicchieri mezzi vuoti. A quel mezzo pieno vogliamo buttarci un occhio, una volta ogni tanto?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ci sarà tempo per le riflessioni. Il bilancio di fine anno dovrà tenere conto di svariati fattori. La corsa mi ha salvato dal baratro e, nella bufera, certi progressi hanno del miracoloso. Avrò modo di approfondire. Ciò che invece non può aspettare è l’accantonamento della lieve delusione odierna. Basta gare, almeno per un mese e mezzo. Che i frutti maturino nella giusta stagione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1740884755656834842?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1740884755656834842/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1740884755656834842' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1740884755656834842'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1740884755656834842'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/12/castelmaggiore-maratonina-del-progresso.html' title='Castelmaggiore - Maratonina del Progresso'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-6440965276031698367</id><published>2011-11-20T20:37:00.002+01:00</published><updated>2011-11-25T20:53:13.554+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Una ragazza di campagna</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-VZtNSsv_coo/Ts_yC5j6yFI/AAAAAAAAAZ4/T0idSd3joSw/s1600/nassetti2011.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" hda="true" height="320px" src="http://2.bp.blogspot.com/-VZtNSsv_coo/Ts_yC5j6yFI/AAAAAAAAAZ4/T0idSd3joSw/s320/nassetti2011.jpg" width="182px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Per qualche misteriosa ragione, la società preferisce vederci schierati al via del Trofeo Nassetti, piuttosto che a quello della Due Mulini. Così mi sono lasciata convincere, nonostante le mie gambette non fossero molto del parere: tutta quella salita, a solo una settimana dalla maratona? Suvvia, non è poi così dura. E un po’ di potenziamento, giusto per richiamo, potrebbe risultare funzionale ai prossimi impegni. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I ricordi di questa gara sono molto vaghi: risalgono al 2004, ed ero reduce da ben due maratone – Carpi e New York. Allora guadagnai parecchio terreno in salita, perdendone altrettanto in discesa. Stavolta però sento che faticherò di più nell’arrampicata, i muscoli sono ancora provati e hanno ormai dimenticato tutti i collinari dei mesi estivi. In compenso, saprò lanciarmi in picchiata: su questo versante ho fatto progressi – sempre che i pendii non siano sterrati.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La competizione si rivela un tira e molla tra me e Monica. Non ho idea di chi ci preceda, né controllo chi abbiamo alle spalle. Mi illudo che ci stiamo giocando la quinta posizione e mi fisso su questa ipotesi. In un tratto che percepisco di una durezza infinita, lei mi stacca, definitivamente. Faccio di tutto per ricucire lo strappo, ma il margine resta inviolato. La fatica di oggi supera di gran lunga quella di domenica scorsa. Il piazzamento, poi, è alquanto deludente: altro che quinta posizione, lei ottava e io nona. Prestazione insignificante. Certo, non potevo aspettarmi nulla di brillante. Ma nemmeno di tornare a casa senza la minima soddisfazione. E non si tratta solo della mia (scarsa) prova, ma del contesto di questa gara - chissà perché piace così tanto. Il ristoro è tra i più miseri che abbia mai approcciato, il pacco gara pressoché inesistente (un portachiavi, so già dove finirà), gli spogliatoi inaccessibili ai podisti. Il percorso potrà forse apparire suggestivo, ma questo non è certo un merito degli organizzatori. Insomma, oggi era meglio stare a casa e rimandare di una settimana l’impegno agonistico. Anche perché inevitabilmente domani il fisico chiederà il conto. Me la sono cercata, niente da dire. Devo però esorcizzare quanto prima questo senso di inconcludenza: domenica prossima ci riprovo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Riprovo cioè a realizzare qualcosa che possa avere un senso: un tempo finale soddisfacente, un piazzamento significativo, un risultato, insomma, per qualche verso gratificante. Perché mi sembra alquanto improbabile che quella gara che ci suggerivano di evitare sia ambita da atlete di livello stellare. Ovvio, ci saranno sempre i fenomeni irraggiungibili, ma non certo più di quanti ne abbia incontrato (per modo di dire) ad Ozzano. Anzi, se non fosse per quel tratto sterrato che mi rovina la media, la Due Mulini sarebbe ottima per le mie caratteristiche. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Certo che questo clima… Tornare dall’allenamento col ghiaccio tra i capelli è un’esperienza che speravo di avere archiviato per sempre. Quell’inverno mi stese al tappeto, non mi sono più rialzata del tutto. Cosa dovrei pensare, ora che siamo solo in novembre? Evitiamo catastrofismi, ma evitiamo anche di sbatterci alla rincorsa di una performance alquanto improbabile. L’anticipo di inverno ha smorzato i miei entusiasmi: cambio di programma! Proverò a riscattarmi a Lavino, poi invertirò la rotta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Due gradi sottozero, inizio il riscaldamento, ma i piedi si assiderano strada facendo. E se tornassimo a casa? Dico davvero! Tanto anche oggi finirò come un cane bastonato, ho già individuato la folta schiera delle pretendenti al podio e oltre. D’accordo, ormai siamo qua, tanto vale… &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Tengo il ritmo, più di così non potrei andare. Non un granché, ma oggi è una prova di sopravvivenza. Ansimo come un moribondo, e il gelo mi attanaglia la gola. Ho persino l’impressione che si siano ghiacciate le lacrime dentro agli occhi, tanto mi risulta fastidioso sbattere le palpebre. Che disagio correre senza occhiali, ma con questa nebbia sarebbe servito un tergicristallo. Al settimo chilometro penso che siamo già a metà – ed è una considerazione decisamente positiva. Lo sterrato arriva però a mettermi alla prova – e l’ha sempre vinta lui, specie nella cavedagna più impiastricciata. Nulla di terribile, lo ammetto, ma io lo affronto al solito come una papera nel fango. Cerco di rifarmi una volta tornata sull’asfalto, per quel poco che manca. Se non altro, nessuna approfitta della situazione. Quinta. Tempo inferiore a quello del 2010. Senso compiuto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ora concediamo a questi poveri muscoli un po’ di respiro. Quanto basta per avvicinarsi al 2012 con la giusta carica – sempre che sopravviva all’inverno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-6440965276031698367?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/6440965276031698367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=6440965276031698367' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6440965276031698367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6440965276031698367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/11/una-ragazza-di-campagna.html' title='Una ragazza di campagna'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-VZtNSsv_coo/Ts_yC5j6yFI/AAAAAAAAAZ4/T0idSd3joSw/s72-c/nassetti2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4575960732792784000</id><published>2011-11-06T20:24:00.001+01:00</published><updated>2011-11-12T20:29:43.992+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratona Internazionale Ravenna Città d'Arte: SECONDA!!!</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sprofondata nel divano, Nina sulle gambe, cerco di sciogliere quel nodo che stringe in gola ogni volta che assisto alle immagini della folla sul Ponte di Verrazzano. Inutile nasconderlo: è là che vorrei essere. Inutile cercare di spiegarne le ragioni: finirei col ripetermi. Ma è anche inutile continuare a rimuginare: oggi non c’è spazio per la tristezza. Evidenziamo bene questa data, perché ciò che si è realizzato stamattina difficilmente potrà replicarsi. E pazienza se la partecipazione era scarsa: io c’ero.&amp;nbsp; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sul cielo plumbeo prende forma un vivido arcobaleno. Non piove più, anche il vento si sta calmando. Contrasti di luce e di colori: la campagna riesce sempre ad affascinarmi. Quando riferirò questi particolari susciterò grande stupore: io che noto il paesaggio mentre corro? Davvero strano. Sarà che sto bene. Nessuno sforzo, il ritmo scorre facile. Durerà? Ma certo, perché non dovrebbe? Il passaggio alla mezza è ottimo, resta “solo” un’altra metà. Ho trovato diversi compagni occasionali, strada facendo: anche questo è un fatto insolito. Altrettanto strano è l’avviso di un ciclista che ci incrocia: &lt;i&gt;sei seconda&lt;/i&gt;. Figuriamoci! Nella mischia tra chi si fermerà al trentesimo e chi proseguirà oltre, come avrà potuto contare le donne in gara? Meglio non pensarci, c’è ancora tanto da correre. Soprattutto, il peggio deve ancora venire. Se il lunghissimo lungofiume mi aveva proiettato in una sorta di trance (quanto amo gli infiniti rettilinei!), ora la città richiede ben altra concentrazione. A breve, un bivio dividerà le sorti del gruppo, qualcuno già allunga per lanciarsi sull’arrivo. Mentre per i maratoneti inizia la caccia all’indicazione. Attimi di panico, adesso dove si va? L’incubo che si materializza! Sì, perché capita occasionalmente che le mie notti siano disturbate da un sogno inquietante: sto gareggiando e, per qualche ragione, sbaglio strada. Capitasse davvero, proprio oggi, potrei commettere una strage! Un cartello giallo e un signore con la bandierina mi riportano alla realtà: sono ancora in gara e, innanzitutto, ancora in buona spinta. Individuo una sagoma familiare: Gaetano, possibile? Avrei voluto averlo accanto dall’inizio, sarebbe stato un buon traino, ma lui è partito sparato e chi l’ha visto più. Sul cavalcavia mi avvicino, e scendendo lo supero: Dai, vieni! Gli offro uno stimolo, ma non riesce a reagire più di tanto. Mi spiace, ma io proseguo. Qualcuno ha detto ancora che sono la seconda donna, che sia vero? Tra lo sterrato dei parchi, il labirinto di curve e il lastricato del centro storico, mantenere questa andatura ha del miracoloso. Rimbalzano voci sulla mia posizione, comincio a crederci davvero. Ma non posso accontentarmi, ho un tempo da sfidare e devo avere io la meglio. A tutta, fino alla fine. Si può fare. Un ragazzo in bici si accoda e comincia ad incitare. Penso sia l’amico del podista che ho appena affiancato, il suo tifo mi è comunque d’aiuto. Si preoccupa anche di precederci per sgomberare la strada dai cittadini a passeggio. Sia lui che l’amico si accalorano. &lt;i&gt;Sei seconda, sei seconda, brava, brava, a braccia alzate! &lt;/i&gt;Mai sentito tanto entusiasmo da un compagno di corsa. Mai arrivata con tanta spinta al traguardo di una maratona. L’annuncio dell’arrivo della seconda donna, seguito dal mio nome, è un suono che non credevo avrebbe potuto accarezzare i miei timpani.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-kADZKZO3CWo/Tr7I6KSDy3I/AAAAAAAAAZg/ae9tjQ4rIaw/s1600/P1590603.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="240" src="http://2.bp.blogspot.com/-kADZKZO3CWo/Tr7I6KSDy3I/AAAAAAAAAZg/ae9tjQ4rIaw/s320/P1590603.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Certo, so benissimo che il piazzamento ha un valore relativo, dovendo essere contestualizzato. È comunque un fatto, per me importantissimo. Così come è importantissimo il tempo realizzato: anche questo deve essere contestualizzato. Perché la pioggia e il vento, il groviglio di strade e la varietà di pavimentazione hanno certamente condizionato la prestazione. E che dire del particolare momento della mia vita in cui ho piazzato una maratona? L’ultima settimana impegnata nel trasloco, con tutti gli annessi e i connessi. Insomma, non credo peccare di presunzione nel ritenere che, in condizioni più favorevoli, qualche minuto si poteva limare. È un impegno per il futuro. Finalmente comincio a crederci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-OplpvupvJek/Tr7JBWwc4PI/AAAAAAAAAZo/fQNcYWyeCEw/s1600/P1590606.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="311" src="http://3.bp.blogspot.com/-OplpvupvJek/Tr7JBWwc4PI/AAAAAAAAAZo/fQNcYWyeCEw/s320/P1590606.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="text-align: justify;"&gt;&lt;span class="Apple-style-span" style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I messaggi di congratulazioni hanno cominciato a fioccare subito dopo il mio arrivo: da Federica, che aveva da poco terminato la sua prova, a Luciano che era alle mie spalle e non lo sapeva (e nemmeno io mi sono accorta di averlo superato: che magnifica sorpresa ritrovarci dopo anni, in una così importante occasione); Antonio, che non ha potuto correre con me; Mirko e Monica, impegnati nella gara sociale; Katia, che mi ha individuata sul web. E poi Maggie, Alberto, Scianca, Sabrina, Luca, Sarah, e quanti altri?... Spero che l’orso sia riuscito a ringraziare tutti, fosse anche con un ruglio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4575960732792784000?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4575960732792784000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4575960732792784000' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4575960732792784000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4575960732792784000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/11/maratona-internazionale-ravenna-citta.html' title='Maratona Internazionale Ravenna Città d&apos;Arte: SECONDA!!!'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-kADZKZO3CWo/Tr7I6KSDy3I/AAAAAAAAAZg/ae9tjQ4rIaw/s72-c/P1590603.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3098180903421158204</id><published>2011-10-16T20:43:00.004+02:00</published><updated>2011-10-19T20:50:38.495+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratonina di Cremona</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Seconda puntata della serie “Cosa ci faccio qui?”. Il bollino rosso sul pettorale ci ha aperto l’accesso all’area di partenza riservata ai top runner – il perché resta un mistero, forse dipende dall’iscrizione al campionato italiano fatta dalla società. Tremo dal freddo, la temperatura rigida deve avermi atrofizzato i pensieri, ho infatti la mente sgombra da qualsiasi assillo. Non avverto tensioni, quasi si trattasse di una tapasciata qualsiasi. Cosa mi sta succedendo? Comincio ad agitarmi solo quando la massa di podisti alle nostre spalle comincia ad avanzare verso di noi: tremila persone che si apprestano a calpestarmi. Lo sparo scatena le bestie, l’impresa ora è restare in piedi. Barcollo per qualche centinaio di metri, incapace di impostare un decente assetto di corsa. Fortunatamente l’incubo è di breve durata, la strada si allarga e trovo la mia scia. Ritmo allegro, ma non forsennato: azzardato immaginare di mantenerlo fino alla fine? Può darsi, ma è ancora troppo presto per fare i conti. Di tanto in tanto,&amp;nbsp;mi appaiono flash dell’edizione dei bei tempi: ne ho vaghi ricordi ma, ripensandoci, constato che forse anche allora affrontai la gara con una sorta di sospensione del giudizio. Non avevo neppure calcolato quale ritmo avrei dovuto mantenere per realizzare un ipotetico tempo ideale: ottenni quel risultato, con discreta agilità. Bei tempi, si diceva.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-82FPMxGyQt0/Tp8b3M1Wx3I/AAAAAAAAAYs/dWmtGvKI_FY/s1600/Cremona.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" rda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-82FPMxGyQt0/Tp8b3M1Wx3I/AAAAAAAAAYs/dWmtGvKI_FY/s320/Cremona.jpg" width="187px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un po’ di tifo carica sempre. Al decimo penso che siamo ormai a metà, come se mancasse poco: ottimo segnale. Salto anche questo ristoro, troppo affollato (non ho ancora esorcizzato il mio terrore): spero nel passaggio della bottiglia da parte di qualche anima buona, ma ovvio che ognuno faccia per sé. Poco male, in fondo la sete non è un problema. Anche i guanti, di cui avrei voluto liberarmi dopo pochi chilometri, ora non danno più fastidio. Né caldo né freddo, meglio di così! Sento che posso spingere ancora, e quasi mi spavento: se poi scoppio? Trattenersi o lasciarsi andare? Ascolto le sensazioni, sempre buone, e procedo a caccia di sorpassi. Atlete che mi sembravano irrimediabilmente lontane si fanno via via più vicine. Ne supero un paio, e subito punto a quella successiva. Siamo ormai al diciottesimo, nessun indugio è più ammesso. Guadagno ancora qualche posizione, guardo il crono e vedo numeri che mi piacciono tantissimo. La ragazza che ho appena superato viene incitata da un suo sostenitore, galvanizzata mi riprende. Io non demordo e torno davanti. Manca un chilometro, per un attimo mi sento appagata, come se avessi già esaurito il mio compito. Ma è proprio adesso che bisogna sputare sangue. Vado in apnea, ma la rampa finale ha anche stavolta un effetto deleterio: i pietroni mi frenano, e lei ne approfitta. Dopo mi chiederà addirittura scusa - Scherzi? Scusa per cosa? La gara è gara, sei stata bravissima, complimenti! Io invece avrei potuto spremermi un po’ di più, non ho espresso grinta a sufficienza. Il tempo è ottimo, ci mancherebbe, il migliore dal lontano 2006. Resta però la percezione di non avere dato tutto il possibile, di avere lasciato margini inespressi. Posso interpretarlo come un buon pronostico, certo, ma condizioni perfette come quelle di oggi sarà difficile ritrovarle: clima secco, temperatura moderatamente fresca, assenza di vento, percorso agile (né nervoso né monotono), ritmo stimolato dai tanti podisti lungo tutto il tracciato. Inoltre, la lontananza e il senso di anonimato: l’ho già constatato, cambiare aria mi fa bene. Lontana dalle solite strade, dalle solite sfide, dai soliti confronti, mi sento più leggera. Non conosco nessuno e nessuno mi conosce: sono tra migliaia di persone, ma è come se fossi solo con me stessa. Tutto torna: l’orso si conferma tale. Prima di andare in letargo, però, deve ancora sistemare alcune cose.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3098180903421158204?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3098180903421158204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3098180903421158204' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3098180903421158204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3098180903421158204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/10/maratonina-di-cremona.html' title='Maratonina di Cremona'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-82FPMxGyQt0/Tp8b3M1Wx3I/AAAAAAAAAYs/dWmtGvKI_FY/s72-c/Cremona.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7676642864951525965</id><published>2011-10-09T16:29:00.001+02:00</published><updated>2011-10-14T20:54:09.203+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Zena, Savigno e dintorni</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il lungo è un’esperienza mistica: un confuso monologo interiore scandito da ritmo del respiro, un flusso di (in)coscienza che affastella immagini, pensieri, sensazioni. C’è sempre un po’ di apprensione nell’approccio: l’impresa richiede un notevole impegno di forze fisiche e mentali la cui gestione non ha nulla di scontato. La compagnia può aiutare, c’è chi non può farne a meno. Non io. Questione di abitudine, o di indole – certe bestiacce o si sa come prenderle, o meglio lasciarle perdere. Oggi mi lascio perdere. E lascio perdere anche gli scaffali da svuotare e le scatole da riempire: a Jader l’incombenza. Stamattina va così. E non è che la cosa mi entusiasmi. Con tutto quello che c’è da fare, penso solo a correre: e mentre corro, penso a tutto quello che c’è da fare. Parto malissimo. Fatico a carburare e mi sento immediatamente fuori giri: con queste premesse, dove credo di andare? C’è vento, ovviamente contrario. Se sforo anche solo di un secondo mi altero, così rischio di scoppiare subito. Non va, non dovrei essere qui, non avrei nemmeno dovuto iscrivermi: come si può pensare ad una maratona, nel bel mezzo di un trasloco? &lt;em&gt;Smettila, e vai forte!&lt;/em&gt; Se non ci fossi tu… Beh, a dire il vero oggi manchi davvero. Anzi, è in assoluto la prima volta che non mi segui in un lunghissimo. Già ti sento: &lt;em&gt;Come è andata?&lt;/em&gt; La mia risposta può essere una sola, e devo portartela a casa con entusiasmo.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le gambe cominciano a sciogliersi. Chissà, forse ci voleva la salita per risvegliarle. Questo è il tratto più impegnativo, fino al giro di boa c’è parecchio da faticare. Ma è come se fossi spinta da nuova energia. Succede, nel lungo. All’inizio si arranca, si vorrebbe avanzare subito a perfetta andatura, ma la partenza repentina non lo consente. È che, in prospettiva di tanti chilometri,&amp;nbsp; il riscaldamento diventa un optional. Come in rodaggio, si sbuffa per un buon tratto. Fino al varco. Non ha una linea ben definita, né è segnalato con preavviso: inaspettatamente, ti accorgi che stai correndo in scioltezza, senza curarti d’altro. Come in trance. La sfida diventa allora mantenere questo stato di grazia fino alla fine. Ecco Zena: dietrofront! Adesso è più facile, si frulla che è un piacere. Superate le salite più dure, mancano “solo” dodici chilometri, dolcemente ondulati. Sto correndo troppo bene, mi aspetto il botto da un momento all’altro. Arriverà in prossimità del cartello 5, non so perché ma lì inizia per me il tratto più ostico. Eccolo. Non succede nulla... Passo il 4, ancora tutto bene. Vedo il 3, e penso che ormai è fatta. Al 2 prendo la rincorsa, adesso c’è quella salita che mi stronca. L’1 è passato, avanti a tutta! &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&amp;nbsp; &lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-j-kZIvjJosM/TpiE8rzm-SI/AAAAAAAAAYk/P7pn_YUPbUo/s1600/DSC_0060.JPG" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" oda="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-j-kZIvjJosM/TpiE8rzm-SI/AAAAAAAAAYk/P7pn_YUPbUo/s320/DSC_0060.JPG" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Fossi arrivata con questa spinta anche alla fine della Bologna-Savigno, domenica scorsa. Quel giorno la mia tabella prevedeva 30 km, la gara cadeva quindi a fagiolo. Ovviamente,&amp;nbsp;lungi da me l'&amp;nbsp;intenzione di svolgerla tranquillamente, come un qualsiasi allenamento. Impensabile: quando attacco il pettorale, scatta la molla della competizione, soprattutto se un buon piazzamento è alla mia portata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Assaporo l’ebbrezza della prima posizione fino al sesto chilometro, quando un &lt;em&gt;Ciao bella&lt;/em&gt; infrange i miei sogni di gloria. Come ipotizzato, ecco l’outsider che rompe le uova nel paniere. L’avessi vista alla partenza, non mi sarei illusa. Invece la forte atleta modenese che conobbi due anni fa alle Eolie (e che miracolosamente precedetti a Lucca, il mese scorso), sbuca all’improvviso, saluta e se ne va. Pazienza, cerchiamo almeno di mantenere un distacco dignitoso. Percorso infame, questo: sempre a corda tesa, finché ti abbatte definitivamente verso il venticinquesimo chilometro. Dalla regia mi avvisano che chi mi precede ha percorso l’intera salita camminando, alle prese coi crampi: potrei quindi avere qualche speranza. Mi impongo di continuare a correre, anche se l'andatura non differisce molto dal camminare svelto. È però una questione mentale: se cedo alla pendenza, mi sento sconfitta. Insisto a sfidarlo, questo Mongiorgio, ma lui è più forte di me. A poco serve, infatti, lasciarsi andare in picchiata, dopo un chilometro di agonia: al termine della discesa, sono piantata. Avverto anche un vago senso di nausea. Arriverò alla fine? Già mi vedo calpestata da tutto il mondo podistico che ho alle spalle. Cerco disperatamente immagini positive dentro di me, ma nulla riesce a liberarmi dal piombo che ho nelle gambe. Come rovinare, in soli tre chilometri, una prestazione fino a quel punto discreta... È vero, doveva essere solo un allenamento e, in quanto tale, è stato svolto alla grande. Quel finale così sofferto, però, lascia un pessimo sapore: devo addentare al più presto qualcosa di più gustoso.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-NBh5Ld6CJ3I/TpiEMKmwPcI/AAAAAAAAAYc/V-t-QBqElAY/s1600/DSC_0126.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" oda="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-NBh5Ld6CJ3I/TpiEMKmwPcI/AAAAAAAAAYc/V-t-QBqElAY/s320/DSC_0126.JPG" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7676642864951525965?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7676642864951525965/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7676642864951525965' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7676642864951525965'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7676642864951525965'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/10/zena-savigno-e-dintorni.html' title='Zena, Savigno e dintorni'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-j-kZIvjJosM/TpiE8rzm-SI/AAAAAAAAAYk/P7pn_YUPbUo/s72-c/DSC_0060.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5079094386193568402</id><published>2011-09-18T22:17:00.001+02:00</published><updated>2011-09-26T22:20:47.879+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Porretta - Lizzano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Brrr, qui c’è aria da neve! Beh, forse esagero, ma scommetto che ai piedi del Corno se non nevica, poco ci manca. Quel monte è come il castello di Fata Morgana: perennemente circondato da nubi minacciose. Riuscire a scorgere la croce issata sulla cima è un evento, il più delle volte è necessario raggiungere la vetta per individuarla. È anche vero che, in giornate di raro nitore, proprio da quella vetta è possibile intravvedere il mare. Ma questa è un’altra storia - la storia di un’escursionista che ha abbandonato gli scarponi da quando un’improvvida discesa le ebbe procurato un’amara cicatrice. La passione per il trekking frantumata nell’attimo di un grido – e amplificata a dismisura quella per la corsa.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un’altra storia, si diceva. Quella che mi porta ancora qui, sulla strade che conducono al parco del Corno alle Scale. Di nuovo a Porretta, come un mese fa, ma stavolta diretta a Lizzano – come un anno fa. La medaglia d’oro del Trofeo Alto Reno è già mia (sempre che non stramazzi lungo il percorso): partire con una certezza è un fatto eclatante, specie per chi di certezze non ne possiede pressoché alcuna. Non sia mai che questa evidenza mi tolga quel minimo di determinazione indispensabile per affrontare una gara tanto impegnativa. Figuriamoci! Una prova sotto tono abbatterebbe il mio morale, già tanto precario: non me lo posso certo permettere. In questa fase sto mettendo costantemente alla prova i miei margini di miglioramento, e l’obiettivo di oggi è portare a casa un’ulteriore conferma. Certo, se non avessero cambiato il percorso avrei un preciso punto di riferimento, limare qualche minuto al crono dell’anno scorso era infatti ciò a cui ambivo. Ma così, con un chilometro in meno, a cosa posso puntare? Al piazzamento? Parametro affatto significativo: le concorrenti sono diverse e, sicura vincitrice a parte, ne ignoro le caratteristiche. Alle mie sensazioni, forse. Ricordo una sofferenza infernale, certe salite affrontate sulle ginocchia, persino qualche tratto camminato. Eh no, stavolta di camminare non se ne parla proprio. Ho zompettato allegramente (più o meno) su rampe ben più temibili, non sarà certo una Porretta-Lizzano a mettermi in crisi! Vedremo poi la media finale, almeno quella qualche indicazione la potrà fornire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nemmeno stavolta ho coscienza della mia posizione, temo di essermi persa qualcuna che non ho più visto dopo la partenza. Ovviamente non mi guardo alle spalle, ma vado avanti tranquilla, ché le gambe girano bene. Il vento infastidisce meno di quanto avevo paventato, il caldo è discreto ma sopportabile: si corre piacevolmente. Devo preoccuparmi? Intendo: non sarà che queste belle sensazioni siano sintomo di una partenza avventata, che pagherò strada facendo? Ma no, non ho esagerato. Del resto, sono solo 15 chilometri scarsi, mica ci si può industriare con chissà quali tattiche. In costante salita, poi, si può solo sperare che le gambe non cedano all’improvviso. Che strano, non è dura come la ricordavo. Eppure fu proprio qui che mi bloccai di colpo, col traguardo distante anni luce. Il cartello segna 12, ne mancano due o tre? Non ho capito bene quale sia l’effettiva lunghezza di questa gara, ciò che conta è che ormai ci siamo e, soprattutto, che sono ancora sufficientemente in spinta. A breve saremo deviati verso l’arrivo, mentre i più temerari proseguiranno diritti verso il Cavone. C’è un muro da scalare prima di vedere la fine, ce la dobbiamo proprio guadagnare questa meta. Quasi travolgo i giudici, che non so cosa stiano pasticciando (tanto per cambiare…): basta che annotino correttamente la mia presenza e il mio risultato – che è di tutto rispetto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La medaglia è davvero bellissima. La foto che la ritrae altrettanto: è stata pubblicata su tutti i giornali, sono quasi diventata famosa… Ci vuole proprio poco, è vero, ma questo poco mi aiuta a sorridere – e solo io so quanto ne abbia bisogno. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-6DI2fGPBZD8/ToDecDZkJEI/AAAAAAAAAYQ/EzGdBehoQf0/s1600/DSC_0050.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" kca="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-6DI2fGPBZD8/ToDecDZkJEI/AAAAAAAAAYQ/EzGdBehoQf0/s320/DSC_0050.JPG" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5079094386193568402?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5079094386193568402/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5079094386193568402' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5079094386193568402'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5079094386193568402'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/09/porretta-lizzano.html' title='Porretta - Lizzano'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-6DI2fGPBZD8/ToDecDZkJEI/AAAAAAAAAYQ/EzGdBehoQf0/s72-c/DSC_0050.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8917413559309274388</id><published>2011-09-11T21:00:00.002+02:00</published><updated>2011-09-18T17:15:16.204+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Lucca - Campionati italiani 10 km</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Era troppo caldo per correre forte, sudavo io a fare il tifo.&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Questo il commento di &lt;a href="http://www.stefanobaldini.net/"&gt;Stefano&lt;/a&gt; al mio ringraziamento: il suo “Vai Vale!” mi ha illuminato, ma non è stato sufficiente a farmi volare come avrei voluto. Ho mancato il mio obiettivo per due manciate di secondi, eppure non mi sembrava di chiedere troppo. Chissà, se avessi controllato il crono sul finale, avrei forse trovato le forze per uno sprint più grintoso, guadagnando magari una posizione sulla ragazza che mi precedeva di un passo e non facendomi acchiappare da quella che mi seguiva. Ragazze, appunto, la metà dei miei anni o poco più. Incoraggiante potersi ancora confrontare con tanta gioventù. Interessante, d’altro canto, confrontarsi con il top delle atlete. Beh, in questo caso parlare di confronto è un po’ azzardato: diciamo che si parte tutte assieme e si percorre il medesimo tragitto ma, per chi guarda, è come assistere a gare completamente diverse. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Cosa ci faccio qui? Me lo sono chiesta dall’inizio, da quando cioè il presidente ha cominciato ad accennare alla nostra partecipazione ai &lt;a href="http://www.fidal.it/2011/COD3115/Index.htm"&gt;campionati italiani&lt;/a&gt; assoluti – e, sottolineo, assoluti. Devo venire anche io? A fare cosa? 10 km, distanza infernale. Bisogna correre forte dall’inizio alla fine, chi è capace? E meno male che sono solo due giri, se non altro non si rischia il doppiaggio. Spero solo di non arrivare ultima…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Partenza alle 17, che razza di orario! Detesto gareggiare di pomeriggio: tutto il giorno a pensare alla gara, tutte energie sprecate. Però, che meraviglia è Lucca, un vero peccato non potersi fermare con più calma. L’ultima volta che venni qui fu per il &lt;a href="http://www.velvetgoldmine.it/concerti.html"&gt;concerto di David&lt;/a&gt; - e fu anche l’ultima volta che lo vidi, sembrano passati secoli. Se allora mi avessero detto che sarei tornata in questa città per una gara podistica, avrei riso come una pazza. Oggi invece non c’è proprio niente da ridere. Cerco di convincermi che farò una gran gara, qualche volta ha funzionato – come a New York, nel magico 2005. Ero carica di rabbia e la sfogai sul mio Moleskine: “Io sono calma e farò una gran gara”, ripetuto in un’intera pagina. Non sarà stato quello, ma realizzai una delle mie migliori prestazioni. Oggi non succederà nulla di simile, sono passati quei tempi, ma voglio ancora credere di potermi stupire. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il primo passaggio è discreto, ma è proprio adesso che il gioco si fa complicato. L’impressione è di essere ancora in spinta, in costante fase di sorpasso. Ma l’atleta a cui puntavo si allontana: ha accelerato lei oppure ho rallentato io? Gli ultimi 500 metri sono i più nervosi, una S, quindi una curva a U prima del breve rettilineo finale. Pare che, rispetto al primo giro, abbia guadagnato una quindicina di posizioni. Sarà. Sta di fatto che volevo andare più forte e non ci sono riuscita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-2IvBgn7pGpQ/TnYK4SD_eJI/AAAAAAAAAXk/DU7njgc0E9M/s1600/DSC_0062.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" rba="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-2IvBgn7pGpQ/TnYK4SD_eJI/AAAAAAAAAXk/DU7njgc0E9M/s320/DSC_0062.JPG" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8917413559309274388?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8917413559309274388/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8917413559309274388' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8917413559309274388'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8917413559309274388'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/09/lucca-campionati-italiani-10-km.html' title='Lucca - Campionati italiani 10 km'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-2IvBgn7pGpQ/TnYK4SD_eJI/AAAAAAAAAXk/DU7njgc0E9M/s72-c/DSC_0062.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5519908994935582857</id><published>2011-08-21T09:06:00.001+02:00</published><updated>2011-08-25T21:38:08.817+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Altri 5 Passi in Val Carlina</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;- Scusa, ma dov’è finita la prima? &lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;- Cosa dici? Sei tu la prima!&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Già, pare proprio che sia così. Eppure Greta ha salutato tutte subito dopo il via, e io non l’ho certo ripresa. Diceva che non era giornata, ma chi fa caso a simili discorsi in fase di partenza? Oggi, poi, la temperatura trasforma in delirio qualsiasi ragionamento. C’è chi sostiene che la cura migliore per guarire da un infortunio sia correrci sopra, chi dichiara che partecipa solo per rilassarsi, chi non ne ha avuto abbastanza della gara in montagna del giorno prima. Poi ci sono io, che sento ancora nelle gambe gli ultimi allenamenti, mi chiedo se abbia mangiato abbastanza e mi sforzo di stare serena, tanto non si può vincere due volte la stessa competizione.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Dai, che la salita più dura è finita.&lt;/em&gt; Scuoto la testa, ho già esaurito le riserve, stavolta non arrivo alla fine. Un muro infinito a inizio gara può stroncare anche le migliori intenzioni, soprattutto quelle di chi conosce il seguito del percorso: se sono morta adesso, come potrò affrontare il tratto di vera montagna che incombe a metà via? Almeno riuscissi a ritrovare un assetto decente, invece di barcollare come se mi mancasse il terreno sotto i piedi. Coraggio, è solo una fase di transizione, sai bene che la variazione di pendenza condiziona l’andatura: questo po’ di discesa inizierà presto a produrre i suoi effetti, così potrai recuperare e attaccare con grinta le prossime rampe. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Ecco la prima donna!&lt;/em&gt; Cari, peccato che vi siate persi un passaggio. Capita. Essere seconda è già una grande soddisfazione, ma la strada è ancora tanta e le avversarie sono notevoli: insomma, sarà sofferenza fino all’ultimo metro. Le ondulazioni consentono di mantenere un buon ritmo, un barlume di lucidità mi fa persino apprezzare il paesaggio ameno. Godrò di meno sul sentiero per stambecchi che stiamo ora imboccando. Il podista che mi precede continua a correre, io lo tallono pur camminando: imito le skyrunner viste in TV, se lo fanno loro avrà senz’altro un senso. Meglio poi fare attenzione a dove si mettono i piedi, tracciato troppo esposto per i miei gusti. Meglio anche non alzare lo sguardo: non scorgendo la fine del tunnel si rischia di cedere allo sconforto. Ogni tanto azzardo qualche passo di corsa, giusto per non dire che ho sempre camminato. Sento delle voci, è arrivato il mio giorno o stiamo per uscire dal bosco? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Grande Vale! Dai, che il peggio è passato.&lt;/em&gt; Puro ossigeno il tifo personalizzato… Il giro di boa mi permette di individuare le inseguitrici, il distacco è abbastanza importante, ma non saprei dire se possa ritenersi definitivo: c’è ancora da penare parecchio. Appena un attimo di respiro poi si riprenderà a salire, con tanto di ulteriore tratto montanaro, stavolta arricchito da una “bella” discesa. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La corro tutta, incredibile. È breve, lo so, l’asfalto è lì che mi aspetta: curva a sinistra poi giù in picchiata. Uno sguardo oltre la mia spalla, nessuno in vista: che sia al sicuro?&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Ecco la prima donna!&lt;/em&gt; Ancora? Ho già sentito tante volte questa esclamazione, vuoi proprio che siano tutti accecati? Se insistono finirò col crederci… &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Strade trafficate, segno che siamo ormai prossimi all’arrivo. Deviati su una traversa secondaria, troviamo ancora qualche saliscendi. Mi sorprendono le forme della chiesa di Lizzano, che noto dall’alto: hanno un ché di orientaleggiante, non l’avevo mai constatato prima. A dire il vero, non avevo mai individuato neppure la chiesa, o forse ne ho perso memoria. Sfinita come sono, è già tanto se ricordo il mio nome. Sento nuovamente delle voci, e vedo gente: forse è davvero la volta buona.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Ecco la prima donna!&lt;/em&gt; Editto che suona ufficiale. È dunque vero: ho vinto io, anche quest’anno. Bel mistero. Mi fiondo sulla fontana, l’acqua fresca lava tutte le perplessità e allevia le fatiche: i “mai più” di pochi minuti fa scorrono e vanno. Restano solo i sorrisi di chi oggi esprime radiosa contentezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-qXI9ZuM-TvI/TlakPFfpzfI/AAAAAAAAAXU/ommmnkRYcjQ/s1600/DSC_0031.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" qaa="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-qXI9ZuM-TvI/TlakPFfpzfI/AAAAAAAAAXU/ommmnkRYcjQ/s320/DSC_0031.JPG" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5519908994935582857?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5519908994935582857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5519908994935582857' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5519908994935582857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5519908994935582857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/08/altri-5-passi-in-val-carlina.html' title='Altri 5 Passi in Val Carlina'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-qXI9ZuM-TvI/TlakPFfpzfI/AAAAAAAAAXU/ommmnkRYcjQ/s72-c/DSC_0031.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total><georss:featurename>40042 Lizzano In Belvedere BO, Italia</georss:featurename><georss:point>44.163298 10.894032599999946</georss:point><georss:box>44.096205499999996 10.827615599999946 44.2303905 10.960449599999945</georss:box></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5103586286747983510</id><published>2011-08-07T16:54:00.001+02:00</published><updated>2011-08-08T17:08:33.076+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Porretta</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Quando su di te pesano troppe aspettative, diventa estremamente facile deluderle. Non è che, avendo vinto due gare consecutive, risulti automatico vincere anche le altre. &lt;em&gt;Beh, e perché no? Nemmeno a Vidiciatico credevi di farcela. Chi ci sarà mai oggi?&lt;/em&gt; Non lo so, ma meglio evitare illusioni: troppe atlete che non conosco, potrebbero benissimo essere tutte più forti di me. È vero, stamattina sono un po’ spenta: sarà l’intontimento causato dalla dormitina fatta&amp;nbsp;in auto, sarà la consapevolezza che non si può sempre essere al top, o sarà forse che ultimamente mi vedo un mostro. Fosse anche semplicemente la solita scaramanzia pre-gara, una cosa è certa: il mio obiettivo è migliorare il tempo realizzato l’anno scorso, a prescindere dal piazzamento. Ovvio che mi interessi anche quest’ultimo, come negarlo? Ma è su di me che devo essere concentrata.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Concentrazione che vacilla quando, proprio nel momento di tregua, al termine del primo terribile tratto in salita, un’agile atleta mi spodesta dalla terza posizione. Il miraggio del podio svanisce miseramente. Una più tosta a questo punto avrebbe detto: non sia mai! E sarebbe partita in quarta per riagguantare il vantaggio perduto. Io invece vorrei stramazzare al suolo, mi sembra di non avere mai fatto tanta fatica in vita mia e, come ogni volta che mi coglie questa sgradevole sensazione, penso che farei meglio a ritirarmi e che di gare simili non ne vorrò più vedere fino a chissà quando. Film già visto, che noia… Perché lasciarsi inquinare da tante scemenze, quando la ragazza è lì ad un passo. Eh sì, la discesa aiuta e io prendo il volo. Torno in carreggiata con una marcia in più. Peccato che, quando dovrò scalare nuovamente, il mio motore non ne voglia più sapere. Che delusione. Nonostante tutti i miei strabilianti allenamenti in salita, con risultati che mai avrei sognato, oggi il dislivello mi sta uccidendo. E la giovane avversaria ne approfitta. Ora posso solo sperare che si scollini il più presto possibile, ma questa rampa non finisce mai, e quando concede un attimo di respiro ecco che subito torna ad impennarsi. Ecco, ora si scende davvero: la vedo, è proprio a tiro. Ma quel briciolo di distanza che ci separa non accenna a diminuire. Una decina di secondi. Incolmabili. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Mi dispiace. È quanto mi sento di dire al mio presidente, che si aspettava certo di più. Io ho abbassato di oltre un minuto e mezzo il mio tempo su questo percorso: non è poco, su un simile tracciato. Dovrei essere pienamente soddisfatta, ma… quando mai? So di avere reso al massimo, ho dato fondo a tutte le mie forze, altre non ne avevo. Allora perché non riesco a togliermi dalla testa quel duello da cui sono uscita sconfitta? Il tarlo continua a rodere: se avessi reagito così, se avessi attaccato colà, se avessi provato a… Basta!!! Il risultato è ottimo, ti vuoi convincere? Obiettivo centrato: stai migliorando, è evidente. Alza lo sguardo, che altre mete sono all’orizzonte - e non ammettono incertezze.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-aPtSfBklOvE/Tj_7vYjckWI/AAAAAAAAAW8/XenBZc8DDSY/s1600/Porretta.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" naa="true" src="http://4.bp.blogspot.com/-aPtSfBklOvE/Tj_7vYjckWI/AAAAAAAAAW8/XenBZc8DDSY/s320/Porretta.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5103586286747983510?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5103586286747983510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5103586286747983510' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5103586286747983510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5103586286747983510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/08/porretta.html' title='Porretta'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-aPtSfBklOvE/Tj_7vYjckWI/AAAAAAAAAW8/XenBZc8DDSY/s72-c/Porretta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-6919540089859003762</id><published>2011-07-10T21:44:00.002+02:00</published><updated>2011-07-11T21:59:13.017+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Berzantina: finalmente mia!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--oa1VT15gTw/ThtUdp1xidI/AAAAAAAAAWo/QiB_4U7pR3w/s1600/DSC_0001.JPG" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" m$="true" src="http://3.bp.blogspot.com/--oa1VT15gTw/ThtUdp1xidI/AAAAAAAAAWo/QiB_4U7pR3w/s320/DSC_0001.JPG" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Resisti, resisti, resisti. È questo l’imperativo che scandisce il ritmo dei miei passi affaticati, lungo il sentiero che si inerpica nel bosco, dopo un paio di chilometri dal via. Gaetano, poco più in su, piegato sulle ginocchia, procede camminando. Capisco che, su simili pendenze, camminare svelti o correre a fatica cambi poco; si tratta però di una questione mentale: bloccare la corsa è comunque un segno di cedimento, specie se accade su un percorso già collaudato.&amp;nbsp;E' quanto mi capitò l'anno scorso, e ancora non me lo perdono – anche perché significò rinunciare alla sfida per la prima posizione. Oggi ho un solo obiettivo: tagliare il traguardo con la certezza che non avrei potuto fare meglio. In fondo, non dovrei nemmeno essere qui. Risparmiamo benzina e diamo priorità all’allenamento, ci dicevamo: accontentiamoci dei bei risultati appena ottenuti e non carichiamoci di ulteriori tensioni – perché, per quanto sia, il pettorale scatena sempre qualche tempesta ormonale. Quindi, tabella eseguita alla lettera per l’intera settimana, nonostante la canicola: medio, collinare, ripetute in pianura e in salita; per riposare, lunedì una trentina di chilometri in bici e sabato una breve sgambata in tutta scioltezza, con la prospettiva di un bel giro sui colli&amp;nbsp;domenica mattina. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Però, la Berzantina…Del tutto inspiegabile il mio affetto per questa gara, cosa c’entro io con la corsa in montagna? Eppure ho perso il conto di quante ne ho corse da quando, secoli fa, partecipai come non competitiva, trascinata dai compagni della mia prima società. In seguito feci l’abbonamento alla seconda posizione in classifica – che è certo un bell’andare, ma dopo un po’ ti lascia come un senso di incompiuto. C’è sempre chi va più forte, cosa vuoi farci? E non sarà diverso neppure quest’anno, inutile illudersi. Quindi evitiamo di pensarci e passiamo oltre. Però…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sabato pomeriggio, scaricando dall’auto il cocomero appena acquistato, ho una visione: il tavolo del ristoro finale, ricco di succose fette rosse. Ecco ciò a cui maggiormente mi dispiacerà rinunciare. &lt;em&gt;Giusto, allora domani si va!&lt;/em&gt; Sei matto? Non sono preparata, e poi è così lontano. &lt;em&gt;Ma se sei in formissima, non ti spaventerà mica quella corsaccia? Dai, che facciamo un giretto...&lt;/em&gt; Lo ammetto: era proprio ciò che volevo sentirmi dire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Senza preavviso, senza preparazione, senza aspettative. Correre per correre. Sono in testa, non c’è dubbio. Ignoro chi siano le inseguitrici, né ho idea di dove possano essere: mi preoccupo solo di spingere più che posso. Al primo tornante butto un occhio alle spalle: non scorgo pericoli, ma potrei ingannarmi. Restano un paio di chilometri da scalare, se non cedo qui sarà poi difficile acchiapparmi in picchiata. E’ questa l’unica gara in cui riesco a lanciarmi anche nella discesa sterrata, ma solo perché si sviluppa su una strada larga, ghiaiata ma ben battuta, e non eccessivamente ripida. Quando finalmente riprende l’asfalto, frullo come Bip Bip. Il susseguirsi di curve strette costringe a frenare, ma consente anche di verificare chi sta arrivando. Sembrerebbe tutto tranquillo, potrei magari mollare un po’ la presa, in effetti sono un po’ stanchina. Suvvia, hai tirato fino adesso, ormai arriva alla fine: e gustati l’opportunità di superare qualche maschietto, che è sempre bello cogliere il loro disappunto nell’essere sorpassati da una donna. Giù in volata prima della rampa d’arrivo: destra, sinistra, traguardo! Ho spezzato l’anatema del secondo posto e, incredibile, ho fatto vibrare il quarto WOW! Essere sola su quel gradino altissimo è quasi imbarazzante: non condivido affatto la scelta degli organizzatori di premiare come vincitori assoluti i primi tre uomini e solo la prima donna, ma non posso evitare di sprizzare gioia da tutti i pori. E pensare che non dovevo neppure essere qui… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-6919540089859003762?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/6919540089859003762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=6919540089859003762' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6919540089859003762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6919540089859003762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/07/berzantina-finalmente-mia.html' title='Berzantina: finalmente mia!'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--oa1VT15gTw/ThtUdp1xidI/AAAAAAAAAWo/QiB_4U7pR3w/s72-c/DSC_0001.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1516821869819139765</id><published>2011-07-03T16:05:00.002+02:00</published><updated>2011-07-08T16:15:57.753+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Vidiciatico - "Corri nel Verde"</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-LiXNqET3zCk/ThcQmUW6XtI/AAAAAAAAAWk/w3YunTEyJvA/s1600/Gualandi+3+luglio+2011%5B1%5D.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" m$="true" src="http://3.bp.blogspot.com/-LiXNqET3zCk/ThcQmUW6XtI/AAAAAAAAAWk/w3YunTEyJvA/s320/Gualandi+3+luglio+2011%255B1%255D.jpg" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Sì vabbè, però… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;D’accordo, d’accordo, non lo dico. Confesso che il pensiero mi è sfuggito, ma affermare che ho vinto perché non c’era nessuno sarebbe irrispettoso nei confronti delle mie avversarie. E che avversarie! Sulla linea di partenza avevo già individuato la medaglia d’oro, la stessa dell’anno precedente. Ipotesi aperte sulle restanti posizioni: queste valli di confine sono facile terreno per tante atlete toscane, particolarmente agili sui percorsi montanari. Fortunatamente oggi si corre su asfalto, quindi nessuna difficoltà tranne la pendenza. Da parte mia, di salite ne sto masticando parecchie e &lt;a href="http://valerunner.blogspot.com/2011/06/cronoscalata-di-san-luca.html"&gt;l’ultima prova&lt;/a&gt; ha dato esiti più che soddisfacenti. Quindi, quale che sia il parterre, le premesse per una gara brillante ci sono tutte: devo esserne convinta dal primo all’ultimo metro.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Arial, Helvetica, sans-serif;"&gt;Al via ci fiondiamo in discesa; riesco ad aprirmi un varco e supero subito le prime due atlete che mi precedevano. Quando però l’inclinazione è tale da costringermi a frenare, ecco Monica che sgattaiola agile. Non mi do per vinta, appena riesco a mollare le briglie le sono sui talloni. Presto il pendio impennerà, e allora il gioco si farà duro. La strada inizia dunque a salire: mi sento in grado di attaccare perciò non indugio e vado. Poi la pagherò, lei è indiscutibilmente più forte e, soprattutto, ha una grinta che io mi sogno. Ora però sono in vantaggio, ed è già un risultato: una bella boccata di fiducia. Questa salita, però, non da tregua. Ansimo come un moribondo, eppure sono ancora in grande spinta. Chissà, forse schiatterò di colpo, senza preavviso. Chissà… Intanto mi trovo ancora qui, e sono più i chilometri fatti che quelli mancanti. Appunto: è proprio sul finale che si subiscono le umiliazioni più dure. Non penserai davvero di poter vincere questa gara? Anzi, probabilmente non sei neppure in testa, magari c’è un’altra là davanti, tanto avanti che nemmeno la vedi. Ovvio, deve essere per forza così. Nel dubbio, però, meglio continuare a tenere alto il ritmo. Quanto vantaggio avrò? Non mi guardo mai alle spalle, neppure stavolta. A cosa servirebbe, se non a destabilizzarmi? Ho corso finora sentendomi il fiato sul collo, più di così non potrei dare. Sul finale la strada spiana, mancherà qualche centinaio di metri. &lt;em&gt;Attenta alle spalle&lt;/em&gt;. Lo sapevo! Dai, fai frullare quelle gambe, che ne hai ancora. Curva a destra, il traguardo è là. Tanti &lt;em&gt;Brava Vale&lt;/em&gt; accolgono il mio arrivo. Avrò mica vinto? &lt;em&gt;Prima donna&lt;/em&gt;. Ho vinto! Arriva subito Monica, anche lei mi acclama. Rallegramenti per entrambe: entrambe abbiamo battuto la vincitrice del 2010, e non di poco! Io ancora stento a crederci. Inutile dire che avrei riso in faccia a chiunque avesse pronosticato un simile risultato. Dovevo invece dare più credito ai proverbi: il terzo WOW è affermato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1516821869819139765?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1516821869819139765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1516821869819139765' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1516821869819139765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1516821869819139765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/07/vidiciatico-corri-nel-verde.html' title='Vidiciatico - &quot;Corri nel Verde&quot;'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-LiXNqET3zCk/ThcQmUW6XtI/AAAAAAAAAWk/w3YunTEyJvA/s72-c/Gualandi+3+luglio+2011%255B1%255D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3049581566164166699</id><published>2011-06-25T09:02:00.001+02:00</published><updated>2011-06-27T20:59:08.834+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Cronoscalata di San Luca</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;A&lt;/em&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt; testa bassa, spingi in avanti e non saltellare!&lt;/em&gt; Ti sento, sai? Sei all’arrivo ad aspettarmi ma è come se mi stessi accompagnando in questa prova di sopravvivenza. L’anno scorso ero all’esordio, oggi so cosa mi aspetta, ma non sono sicura che questo sia un vantaggio: viene meno la leggerezza dell’assenza di aspettative e si rimugina sulle insidie del percorso, come se un muro di 2 km consentisse chissà quali tattiche. Due chilometri, cosa vuoi che siano? Alle 16 parte il primo atleta, io dopo 6 minuti e 30 secondi: pochi indugi, così mi tolgo subito il pensiero. Se solo fossi un po’ meno agitata… Non ha senso innervosirsi, non per questa gara. Oggi avevo in tabella le ripetute in salita, invece partecipo alla cronoscalata: solo una piccola variazione di programma, niente di più. Basta un numero attaccato sul petto a scatenare l’adrenalina? Decisamente, sì. Nonostante la sfida più pregnante sia quella con me stessa. In termini ufficiali, l’ambizione è quella di confermare la posizione del 2010. Personalmente, però, mi preme rilevare se e quanto i miglioramenti cronometrici riscontrati nei recenti allenamenti sapranno riprodursi anche in questa prova. Io e il cronometro, cosa c’è di più bello? Finalmente nessuna minaccia per i miei piedi!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Riuscirò a raggiungere Samanta, partita subito prima di me? &lt;em&gt;A testa bassa, spingi in avanti e non saltellare! &lt;/em&gt;Spingo, spingo. Queste orfanelle mi stanno schiantando, ma non mollo. Anzi, è proprio nel tratto più duro che mi riesce il sorpasso. Vorrei dirle una parola, se solo avessi un alito da spendere. Ma lei non ha bisogno di alcun incitamento, anzi, probabilmente aspettava solo me per cambiare marcia. Grande Sam, sei in ottima forma! Quando la salita concede un attimo di tregua io non sento più le gambe, tu invece parti in quarta e torni al tuo posto. Brava davvero! Se ne avessi tenterei un nuovo attacco: se ne avessi, appunto. Solo nel rettilineo finale ho la forza di sprintare, ma ormai l’arrivo è lì. Se non altro, per un po’ mi godo il limbo della prima posizione. So che non durerà, le avversarie più forti devono ancora partire. La mia vittoria personale però è già conquistata: 42 secondi in meno rispetto all’anno scorso. Ci sta proprio un grande WOW! E quando la classifica è completa, mi trovo in seconda posizione. Ci sta davvero un altro grande WOW!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Due WOW in un colpo solo è molto di più di quanto potessi aspettarmi. Chissà però se il proverbio funziona…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-63Slf2oZXZU/TgjSO0ZgiPI/AAAAAAAAAWQ/BzIlFyxxnno/s1600/DSC_0015.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" i$="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-63Slf2oZXZU/TgjSO0ZgiPI/AAAAAAAAAWQ/BzIlFyxxnno/s320/DSC_0015.JPG" width="212px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3049581566164166699?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://www.ilrestodelcarlino.it/bologna/sport/2011/06/26/532185-luca.shtml' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3049581566164166699/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3049581566164166699' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3049581566164166699'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3049581566164166699'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/06/cronoscalata-di-san-luca.html' title='Cronoscalata di San Luca'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-63Slf2oZXZU/TgjSO0ZgiPI/AAAAAAAAAWQ/BzIlFyxxnno/s72-c/DSC_0015.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1075818003378767088</id><published>2011-06-20T15:49:00.000+02:00</published><updated>2011-06-20T15:49:41.381+02:00</updated><title type='text'>Trofeo Pier Ugo Bentivogli: oltre 200 premiati nella classifica finale. Commento e classifiche.</title><content type='html'>&lt;a href="http://corrintoscana.myblog.it/archive/2011/06/02/trofeo-pier-ugo-bentivogli-oltre-200-premiati-nella-classifi.html"&gt;Trofeo Pier Ugo Bentivogli: oltre 200 premiati nella classifica finale. Commento e classifiche.&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1075818003378767088?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://corrintoscana.myblog.it/archive/2011/06/02/trofeo-pier-ugo-bentivogli-oltre-200-premiati-nella-classifi.html' title='Trofeo Pier Ugo Bentivogli: oltre 200 premiati nella classifica finale. Commento e classifiche.'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1075818003378767088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1075818003378767088' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1075818003378767088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1075818003378767088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/06/trofeo-pier-ugo-bentivogli-oltre-200.html' title='Trofeo Pier Ugo Bentivogli: oltre 200 premiati nella classifica finale. Commento e classifiche.'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7397837960629132318</id><published>2011-05-22T21:02:00.001+02:00</published><updated>2011-05-23T21:08:42.272+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Strapanaro (altro flop)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;C’è chi è soddisfatto, nonostante il peggioramento di 4 minuti rispetto alla buona prestazione di un mese fa; c’è chi invece contava di migliorare quella prestazione di almeno una trentina di secondi ed è quindi sconfortata dal risultato odierno. Ed hanno poca presa le parole di conforto: &lt;em&gt;con questo percorso e con questa temperatura, non si poteva fare meglio; anzi, il risultato di oggi vale più di quello di allora&lt;/em&gt;. Sarà. Di fatto, l’obiettivo è ancora lì appeso, e sembra spostarsi in continuazione. Per che cosa mi alleno?...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-Kjm4EtIZ6c4/TdqwVVDww8I/AAAAAAAAAVg/N77atUrfp_k/s1600/STRAPANARO1.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320px" j8="true" src="http://2.bp.blogspot.com/-Kjm4EtIZ6c4/TdqwVVDww8I/AAAAAAAAAVg/N77atUrfp_k/s320/STRAPANARO1.jpg" width="192px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Gambe un po’ legnose, forse la &lt;a href="http://valerunner.blogspot.com/2011/05/vatti-fidare-dei-volantini-proposito.html"&gt;Montanara&lt;/a&gt; non è smaltita del tutto. La partenza, però, promette bene: basterebbe riuscire a mantenere questo ritmo, tutto sommato abbastanza agevole. Ma il primo tratto sterrato fa scattare l’allarme, e da qui in poi non mi riprendo più. Identico sforzo, ma ridotto rendimento. Capisco che il percorso non si presta alla ricerca della prestazione, e questa considerazione mi rende meno determinata. Subdola, si insinua la tentazione del ritiro: meglio fermarsi subito, piuttosto che subire un risultato deludente. Ma che dici? Poi cosa racconti? &lt;em&gt;Mi sono ritirata&lt;/em&gt;… Bella roba! Scaccio il demone e cerco di non perdere il riferimento di alcuni podisti che corrono sul mio ritmo, qualcuno riesco addirittura a staccarlo, segno che non sono scoppiata del tutto. Quanto manca? I chilometri sono come elastici, si allungano all’inverosimile. Nessun conforto dalle oasi di salvezza: oggi ovviamente i ristori sono presi d’assalto, quindi troppo affollati per me. Dovrei fermarmi, ma poi chi riparte più? Se non altro, il paesaggio offre scorci di notevole fascino – non so però come interpretare il fatto che io riesca ad apprezzare la natura circostante, considerando che, solitamente, quando corro vedo solo la strada davanti ai miei piedi: significa forse che ho smesso di pensare alla gara? Eh no, non rassegniamoci adesso, cerchiamo almeno di dare un senso a tanta fatica. Gli ultimi tre chilometri sono sempre i più critici (a ben pensarci, il 3 è decisamente il mio incubo: non riesco a liberarmene): senti che ormai è fatta, ma quel traguardo non si vede mai. Nel penultimo provi ad accelerare, come sarebbe bello arrivare in spinta, ma i mille metri finali sono come mille frustate: per quante gare tu abbia già terminato, ogni volta ti chiederai come sia possibile che un chilometro sia così lungo. Oh no, sterrato anche il finale! Come sarebbe una volata su questo prato, solcato da un minuscolo sentierino? Fisso il cronometro, che almeno di 3 se ne veda uno solo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nessuna buona notizia da comunicare, vado ad affogarmi sotto la doccia – unica goduria della giornata. Non c’è dubbio: le gare con docce a disposizione meritano quattro stelle, a prescindere.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7397837960629132318?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7397837960629132318/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7397837960629132318' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7397837960629132318'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7397837960629132318'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/05/strapanaro-altro-flop.html' title='Strapanaro (altro flop)'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-Kjm4EtIZ6c4/TdqwVVDww8I/AAAAAAAAAVg/N77atUrfp_k/s72-c/STRAPANARO1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4626175792893495011</id><published>2011-05-18T14:02:00.000+02:00</published><updated>2011-05-18T14:02:34.694+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Vatti a fidare dei volantini (a proposito della Camminata Montanara di Vergato)</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Due paroline agli ideatori del volantino: “Il percorso si snoda su strade asfaltate” non può avere un significato diverso da quello letteralmente espresso. Vi saranno fischiate le orecchie quando, piantata sul sentiero CAI in mezzo al bosco, non solo ho perso la posizione che avevo appena conquistato, ma ho rischiato di essere travolta e calpestata da tutti i podisti che avevo alle spalle. Preferivo schiattare in salita, piuttosto che rovinare in questo tunnel! Ecco, uno spiraglio di luce e finalmente l’asfalto. E la salita - guai a te se ti lamenti! &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Non la immaginavo così dura, questa gara. Mai era rientrata nei miei programmi, anche perché in passato il percorso era diverso, una classica corsa in montagna di 21 km - quindi, da non prendere neppure in considerazione. Ma 15 km “su strade asfaltate” si possono affrontare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Si continua a salire. Mi preoccupo della mia tecnica, chiedendomi se sto saltellando a vanvera o se invece riesco a proiettarmi in avanti: sento la voce di Jader che, sotto il portico di S.Luca, mi sprona a spingere a testa bassa fino al centesimo metro. E rivedo la tappa di Salina, la vittoria in Val Carlina, la cronoscalata: ricordi di estrema fatica ma di immensa soddisfazione. È questa che devo ritrovare, quale che sia il risultato finale. Correre fino alla fine, ché un solo passo camminato rovinerebbe tutto. Piegata dalla pendenza e dalla fatica, osservo le mie cosce, cercando di individuare i muscoli impegnati nello sforzo: dove sono? &lt;em&gt;Per forza ti stanno davanti, hai visto che gambe hanno?&lt;/em&gt; &lt;em&gt;Sono il doppio delle tue!&lt;/em&gt; Sarà. Passi sulle prove brevi, passi anche sulle salite, ma nelle lunghe distanze non dovrebbero contare le “dimensioni”: l’Incerti non mi sembra un esempio di possanza. Vabbè, certi paragoni sono fuori luogo. Intanto, una di quelle dotata di cotante gambe è lì ad un passo, non credevo l’avrei più rivista, per lo meno non nella fase ascendente. Mi consolo. Nonostante mi fossi sentita una vera schiappa di fronte alle mie compagne, capaci di spendersi in due gare al giorno, constato che non sono la sola a soffrire l’interminabile salita: anzi, sto recuperando rispetto a chi, su simili percorsi, è indubbiamente più forte. Faccio il pieno di grinta e punto l’obiettivo. Il tracciato mi aiuta: siamo ormai in cima, fate largo che prendo il volo! Discesa impegnativa, non c’è che dire, ma non tocco i freni, incurante dell'incessante diluvio.&amp;nbsp;Circa 5 km così lanciati non sono pochi, e mettono a dura prova la tenuta delle esili leve. Qualche tratto pianeggiante o nuovamente in salita spezza il ritmo: cambio pericoloso, che però affronto senza scosse. Solo in prossimità dell’ultimo chilometro mi trovo in difficoltà: pendenza da panico, fortunatamente solo per un centinaio di metri. Poi l’ultima apnea, fino al traguardo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ho dato tutto, come mi avevi chiesto. Adesso ho tanto freddo, portami a casa..&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4626175792893495011?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4626175792893495011/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4626175792893495011' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4626175792893495011'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4626175792893495011'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/05/vatti-fidare-dei-volantini-proposito.html' title='Vatti a fidare dei volantini (a proposito della Camminata Montanara di Vergato)'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-532298124650278205</id><published>2011-05-08T21:11:00.001+02:00</published><updated>2011-05-09T21:24:14.189+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Black out a Fornace Zarattini</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I risultati delle ultime prove e quelli dei più recenti allenamenti mi avevano illusa. Ma una settimana in cui lo sconforto ha fatto da padrone non poteva che concludersi con una prestazione disastrosa. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Esattamente ciò che ci voleva per sprofondare ancora più in basso: è proprio vero, al peggio non c’è mai limite. Credi di vedere una luce in fondo al tunnel, speri di poterti riappropriare delle piccole cose che sembrano alla portata di tutti tranne che alla tua, assapori nuovamente il gusto di quella banale normalità che tanto ti manca. Invece… Certo, superficialità e opportunismo non dovrebbero più sorprenderti, ma risulta difficile non vacillare di fronte ad un futuro sempre più sfocato.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La gara, dicevamo. Una pessima gara. La classica giornata no, può succedere. Mettici il vento, per buona parte contrario (il mio incubo fisso), mettici queste &lt;a href="http://www.cssport.it/varie/anteprima.php?url_img=http://www.cssport.it/admin/files/129477648623462/129683933755_b.jpg"&gt;scarpe nuove&lt;/a&gt; che vorrei buttare nella spazzatura (una volta che mi trovo bene con un &lt;a href="http://www.google.it/imgres?imgurl=http://www.mizuno.eu/resources/i.aspx%3Fp%3D/51AB9F5198CD82815254627FE24CA666F45A51441C2CA43AF8E3B9CA19CEFFBF/ProductDetail/SS10_08KN93325_U.jpg&amp;amp;imgrefurl=http://www.mizuno.eu/mk-hbs/detail/running/racing/_/_/08KN933-wave-aero-8/&amp;amp;usg=__peEdKGC7rRsKYyfMkljO5xZDioY=&amp;amp;h=370&amp;amp;w=370&amp;amp;sz=30&amp;amp;hl=it&amp;amp;start=15&amp;amp;sig2=e89yj2wYBlDWAAyCI3_NSA&amp;amp;zoom=1&amp;amp;tbnid=6tej6i9APhpZZM:&amp;amp;tbnh=113&amp;amp;tbnw=151&amp;amp;ei=Bz_ITdjnJcX5sgaK4aSYAw&amp;amp;prev=/search%3Fq%3Dmizuno%2Bwave%2Baero%2B8%26um%3D1%26hl%3Dit%26sa%3DN%26rlz%3D1T4GGLR_it%26biw%3D1003%26bih%3D535%26tbm%3Disch&amp;amp;um=1&amp;amp;itbs=1&amp;amp;iact=rc&amp;amp;dur=344&amp;amp;page=2&amp;amp;ndsp=18&amp;amp;ved=1t:429,r:10,s:15&amp;amp;tx=64&amp;amp;ty=46"&gt;modello&lt;/a&gt;, questo diventa introvabile), mettici anche qualche carico di troppo: ce ne sarebbe abbastanza per giustificare lo scadente risultato. L’insoddisfazione è comunque alquanto condivisa: i tempi, in generale, sono piuttosto alti – come si dice, mal comune… Insomma, cancelliamo tutto o cerchiamo di calamitare, dal pagliaio, qualche ago positivo? Vediamo: sono arrivata alla fine, nonostante già dal sesto chilometro avessi capito che non giravo affatto; ho effettuato un sorpasso godendo più del solito (piccola vendetta); sono stata premiata sul palco. Seppelliamo pure questa controprestazione, senza però accantonare l’obiettivo: continuando a crederci e, soprattutto, resistendo alla furia degli eventi. Pare sciocco accanirsi nella corsa quando tutto va a rotoli, ma se rinunciassi anche a questa insanabile passione finirei con l’impazzire.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-532298124650278205?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/532298124650278205/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=532298124650278205' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/532298124650278205'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/532298124650278205'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/05/black-out-fornace-zarattini.html' title='Black out a Fornace Zarattini'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-9207619318836379295</id><published>2011-04-25T16:49:00.002+02:00</published><updated>2011-04-26T16:56:02.208+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Ozzano Emilia - Camminata della Resistenza</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L’idea era: dopo Lovoleto, riposo. E così è stato. Più o meno. Per tre giorni mi sono comportate benissimo: non ho neppure guardato le scarpette, né ho degnato della minima attenzione la bicicletta. Mi sono persino concessa un massaggio, preoccupandomi che le mani esperte lavorassero a dovere su quell’infimo dolorino che mi perseguita da mesi. L’umore, però, cominciava ad alterarsi, meglio correre ai ripari. Appunto, meglio correre. Una sgambatina appena, giusto per mantenere viva la circolazione e non polverizzare quel po’ di forma faticosamente conquistata. Cerco la scioltezza e la decontrazione, ma mi sento una schifezza. Vabbè, un altro giorno di riposo poi andrà meglio. Sabato mattina sono ancora una mezza podista, ma già domenica va meglio -sarà che è Pasqua… Ma sì, ho cazzeggiato per una settimana, rischio di ammosciarmi: domani gareggio, tanto per darmi una scrollata. Consideriamolo un bel medio collinare, dopo tanto tempo un allenamento così ci sta bene. Specie in previsione di quella corsaccia che non avrei minimamente preso in considerazione se non fosse finita nel calendario sociale – non che sia obbligata, ma quando non ho valide ragioni per esimermi preferisco partecipare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;So poco o nulla di questa Corsa della Liberazione. Se non ricordo male, gli anni passati era discretamente partecipata, per quanto poco considerata dalle società solitamente più agguerrite nel classico circuito provinciale. Non posso fare raffronti, essendo per me la prima volta, ma oggi mi sembra che siamo davvero in pochi. Incontro qualche amico, ma non individuo nessuna concorrente – almeno, nessuna faccia conosciuta. Di certo, una griglia di partenza così rilassata non ricordo di averla mai vissuta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;So che dovrò affrontare una lunga salita, occorre quindi prudenza. Del resto, c’è poco da calcolare: qui non posso inventare nulla, si tratta semplicemente di resistere allo sforzo, sfruttando al meglio ogni minima risorsa. Tanto più che sono in testa, e non ho la minima idea di chi mi stia seguendo. Le rampe sembrano non avere mai fine, appena un attimo di respiro e di nuovo un’altra a spezzare le gambe. Sto tenendo discretamente, solo un piccolo cedimento che però non ha avuto repliche. Prima o poi dovrà pur finire… Con la discesa inizia anche una strada bianca: mi avevano parlato di un breve sterrato, assicurandomi però che fosse in salita. Sorvoliamo, lasciamo andare le gambe che qui si corre bene. Supero un paio di amici che erano partiti prima, partecipando alla non competitiva: mi incitano e mi acclamano come la prima donna. Riuscirò a restare tale? Mi piacerebbe sapere chi corre dietro di me, a quale distanza, ma non faccio nulla per scoprirlo: sono troppo impegnata ad affrontare questi &lt;a href="http://connect.garmin.com/activity/81435740"&gt;saliscendi&lt;/a&gt;, del resto più di così non potrei spingere. In salita ho visto rosso, in discesa ho frenato un po’ nei tratti particolarmente ripidi, per poi lanciarmi i picchiata a rotta di collo. Ultimo chilometro, sono imballatissima ma ancora in spinta. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Mi sto ancora cambiando quando dal palco chiamano la prima donna. Quanta fretta! Premiazione insieme ai primi tre uomini, chissà perché non con le altre due donne – che, ancora, non so chi siano. Una vittoria da poco, d’accordo, ma pur sempre una vittoria. Le più forti avranno preferito godersi il 25 Aprile in luoghi più ameni, beate loro: oggi però io mi godo la mia medaglietta d’oro. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-9207619318836379295?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/9207619318836379295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=9207619318836379295' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/9207619318836379295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/9207619318836379295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/04/ozzano-emilia-camminata-della.html' title='Ozzano Emilia - Camminata della Resistenza'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4842298738066218209</id><published>2011-04-17T20:48:00.002+02:00</published><updated>2011-04-19T08:57:52.312+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Lovoleto - Maratonina della canapa</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;La graziella ha le ruote piccole, sembra un giocattolo rispetto alla possente bicicletta da uomo di papà. Eppure la bambina pedala come una forsennata, non vuole affatto restare indietro. Il parco è proprio lì, oltre la rampa: il gioco è a chi arriva prima. È la sfida di ogni domenica: ogni pomeriggio di festa, con la bella stagione, si fa una scampagnata fino a San Marino. Il parco, coi suoi anfratti, le sue grotte, i suoi sentieri; il laghetto coi pesci rossi, il ponticello, le statue; la villa, col Museo della civiltà contadina che tanto piace a papà, quasi avesse nostalgia di quegli anni. Si perlustrano angoli ormai non più nascosti, si sbircia la lenza dei pescatori, ci si rilassa sul prato col ronzio della radiolina – ché papà non vuole perdersi i risultati delle partite. Poi si torna a casa: una bella rincorsa per l’ultima sfida sulla la rampa…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Quella rampa, tra il terzo e il quarto chilometro, è il primo dei tre cavalcavia che movimentano un piatto percorso di campagna,. Amo questa gara. Non tanto perché, citando il &lt;a href="http://www.podisti.net/2010/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=9155:domenica-a-lovoleto-la-15-maratonina-della-canapa&amp;amp;catid=12:newsflash&amp;amp;Itemid=113"&gt;comunicato stampa&lt;/a&gt;, sono la “detentrice del maggior numero di presenze sul podio nelle precedenti edizioni, due vittorie e tre medaglie di bronzo”: quei (bei) tempi ormai sono andati, da quando il montepremi è diventato troppo ricco per il mio mediocre livello. È che su queste strade mi sembra quasi di uscire dal letargo: si risvegliano sensi, ricordi, emozioni; riassaporo odori e colori familiari, riconosco scorci e paesaggi, sento miei i luoghi che attraverso. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il rischio è arrivare all’appuntamento troppo carica di aspettative. Mi sono ripetutamente imposta di stare coi piedi per terra: lasciamo perdere le illusioni, il raffreddore di questi giorni non può avermi lasciato indenne e le sorprese, si è già visto, sono sempre da mettere in conto. Inutile però nascondere che “sento” questa gara più di quanto dovrei. Ostento tranquillità, ma solo io so quanto tenga al risultato. Con le prime posizioni già opzionate, principale avversario diventa il cronometro – la cui sentenza sarà poi determinante anche ai fini della classifica del &lt;a href="http://www.podisti.net/2010/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=9164:domenica-ultima-tappa-del-trofeo-bentivogli-a-loveleto&amp;amp;catid=12:newsflash&amp;amp;Itemid=113"&gt;trofeo provinciale&lt;/a&gt;: i calcoli non sono il mio forte, so solo che qui ci giochiamo il primo posto. E pensare che, all’inizio dell’anno, dubitavo di poter rientrare nelle prime tre…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Mai come oggi ho sperato di riuscire ad aggrapparmi a qualche podista di buon cuore. Ne trovo un paio strada facendo, ma dopo un po’ mi abbandonano, me tapina. Sto forse cedendo? Il secondo cavalcavia, in prossimità del tredicesimo chilometro, è un duro scoglio, può avere un effetto tanto deleterio da compromettere tutto il seguito della competizione. Quando mi sembra di essere tornata in carreggiata, il colpo più duro: plotone in avvicinamento, allarme rosso! Non esiste nulla che mi metta più in apprensione del rumore di passi (tanti passi) alle mie spalle, purtroppo quel trauma vibra ancora. Il sorpasso si rivela indolore, ma non senza conseguenze: nel gruppo c’è una ragazza che non mi aspettavo affatto di vedere. Sorpresa e delusione mi abbattono, non riesco infatti ad restare in scia. Mancano circa quattro chilometri, sono tanti, tutto è ancora da decidere. Le gambe rispondono, i passaggi lo confermano. Ci vorrebbe quella marcia in più capace di mettere a tacere la stanchezza e chiamare all’appello risorse apparentemente nascoste: bisognerebbe però riuscire ad ingranarla. Adesso sì servirebbe un aiuto: qualcuno che mi spronasse, che mi incitasse a recuperare la posizione, a non darmi per vinta. Come quell’anno in cui Alberto, a meno di due chilometri dall’arrivo, mi accompagnò a riconquistare la terza posizione (ai bei tempi di cui si parlava…). Cerco le forze dentro di me, ma da sola non mi basto. Fino al ventesimo ancora ci credo, poi vado in trance pregando che finisca in fretta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un piccolo miglioramento rispetto alle precedenti prestazioni sulla distanza, ma non quanto speravo. Il violento attacco di tosse che mi piega a metà, impedendomi di parlare e respirare, mi fa capire però che pretendevo troppo. &lt;em&gt;Da quando non facevi questi tempi? Dovresti essere ampiamente soddisfatta!&lt;/em&gt; Dovrei?...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4842298738066218209?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4842298738066218209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4842298738066218209' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4842298738066218209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4842298738066218209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/04/lovoleto-maratonina-della-canapa.html' title='Lovoleto - Maratonina della canapa'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2263265656809754581</id><published>2011-04-09T20:17:00.002+02:00</published><updated>2011-04-11T21:01:33.095+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>S.Agata Bolognese - Camminata di Terre d'Acqua</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In teoria l’orario dovrebbe essermi favorevole, essendo lo stesso in cui solitamente mi alleno. Ma una gara è tutt’altra storia: comporta pensieri, apprensioni, rituali che non possono protrarsi troppo a lungo. Non per me - specie in questo periodo, già sufficientemente carico di tensioni. Le perplessità iniziano già dalla sera prima: cosa faccio domattina? Punto la sveglia per una piccola sgambata o dormo finché ne ho? Poi, cosa mangio? E quando? Se solo potessi dire due paroline a chi ha fissato alle 16,45 l’orario di partenza… Di buono ci sarà che forse mi abbronzerò un po’ – vale a dire, fisserò ulteriormente il segno dei calzini, già bello definito. Del resto, senza giardino e senza spiaggia, il look zebrato è inevitabile. Poco importa, ormai ci sono abituata. Non ho invece ancora fatto l’abitudine a questa insolita temperatura: talmente insolita che quasi stento a crederci. Trenta gradi ai primi di aprile, possibile? Possibile che sia già sudata ancora prima di iniziare il riscaldamento? E pensare che fino a qualche giorno fa mi preoccupavo perché avevo perso uno dei guanti che utilizzo in gara. È ovvio, sarà un fenomeno transitorio, succederà anzi che ci ritroveremo a battere i denti quando il calendario segnerà l’inizio dell’estate. Sarà…ma oggi come la mettiamo? Insomma, orario assurdo, temperatura assurda, aggiungiamoci pure il vento – che, purtroppo, assurdo non è: incrociamo le dita e spremiamo ciò che abbiamo. Cioè, ben poco. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Tre chilometri scorrono veloci, poi sarei già a posto. Nel senso che sono già impiccata e mi chiedo come possa percorrerne altri sette. Devo trovare qualche ragione valida per non ritirarmi, almeno una. Potrei fissarmi su chi mi precede, ponendomi l’obiettivo di guadagnare terreno: sfida dura, ma non impossibile. L’errore sarebbe, anzi, considerarmi già vinta. L’imperativo, oggi, è resistere. Resistere perché, comunque vada, questo è un ottimo allenamento che mi sarà utile prossimamente; resistere perché un ritiro mi renderebbe insopportabile (agli altri e a me stessa); resistere perché c’è in gioco anche il trofeo provinciale, perciò è necessario arrivare. Possibilmente vivi. Mai vista una simile strage su così breve distanza. Crollano a manciate, come birilli. Io mi sto trascinando, meglio non sapere a quale andatura, ma c’è chi sta molto peggio. Nell’ultimo chilometro riesco persino a riagguantare un’avversaria che mi aveva superata all’inizio del mio tracollo, peccato però che non riesca a mantenere il vantaggio - se non altro, nessun’altra riesce ad approfittare della mia crisi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Chi ha finito in ambulanza, chi ha finito camminando, chi non ha finito proprio. Una vera gara di sopravvivenza, grazie anche al prezioso contributo dell’organizzazione: un solo ristoro, al sesto chilometro, quasi nascosto nei campi. Oggi essere in classifica equivale ad avere vinto, a prescindere dalla posizione.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-BVRezz0f9T0/TaNP7SS1QOI/AAAAAAAAATc/5uLR2xvSO5A/s1600/DSC_0019.JPG" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" r6="true" src="http://1.bp.blogspot.com/-BVRezz0f9T0/TaNP7SS1QOI/AAAAAAAAATc/5uLR2xvSO5A/s320/DSC_0019.JPG" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2263265656809754581?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2263265656809754581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2263265656809754581' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2263265656809754581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2263265656809754581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/04/sagata-bolognese-camminata-di-terre.html' title='S.Agata Bolognese - Camminata di Terre d&apos;Acqua'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-BVRezz0f9T0/TaNP7SS1QOI/AAAAAAAAATc/5uLR2xvSO5A/s72-c/DSC_0019.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8611551340717482714</id><published>2011-03-20T20:59:00.009+01:00</published><updated>2011-03-22T14:19:52.317+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratonina di Imola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;a href="https://lh5.googleusercontent.com/-dh3RxOra6pc/TYeydzvGfsI/AAAAAAAAATU/BhOsSjPN-OQ/s1600/eolo.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="158" r6="true" src="https://lh5.googleusercontent.com/-dh3RxOra6pc/TYeydzvGfsI/AAAAAAAAATU/BhOsSjPN-OQ/s200/eolo.jpg" width="200" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Me ne sono capitate tante, nella mia vita “podistica”, ma questa mi mancava. Non mi era infatti mai successo che un’avversaria mi si parasse davanti, tagliandomi la strada, per impedirmi di sorpassarla, zigzagando in modo isterico fino ad averla vinta. Avrebbe comunque avuto la meglio, essendo poi riuscita a staccarmi di una trentina di secondi, ma è anche vero che quell’atto inconsulto mi ha tarpato le ali: proprio da lì, infatti, ho cominciato ad arrancare. Gli ultimi chilometri sono stati un vero calvario, l’incredibile forza con la quale avevo affrontato la bora nella seconda parte di gara sembrava avermi abbandonato all’improvviso. Evidentemente stavo raschiando il fondo, ed è bastato un vuoto di concentrazione per farmi crollare. Peccato. Ciò non toglie che, all’arrivo, mi sia comunque detta &lt;em&gt;Brava!&lt;/em&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sì, perché un crono simile non me l’aspettavo, non in una simile giornata. Quando mi sono ritrovata a spingere contro un vento che piegava, ho smesso di controllare i passaggi. Credevo che, finita la salita, avrei potuto prendere il largo, invece il cambio di direzione è equivalso ad un muro improvviso. Mettercela tutta, solo questo dovevo fare, traendo energie dal progressivo approssimarsi della concorrente che mi precedeva: schiacciata sull’obiettivo, non si dice così? Meno di una manciata di chilometri all’arrivo, ce la posso fare. Invece…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Certo che gli esempi di eccelsa sportività non mancano, neppure nel nostro umile sport. Mi è appunto saltato in mente il racconto di &lt;a href="http://www.podisti.net/2010/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=8688%3Acastiglione-del-lago-pg-10-strasimeno&amp;amp;catid=99%3Aprimapagina&amp;amp;Itemid=778"&gt;Ilaria&lt;/a&gt;, a proposito di quanto le accadde sulla linea del traguardo della Strasimeno: la sua reazione, sì, fu encomiabile. Tanto di cappello, Ilaria. E perdonami se oggi non ti ho riconosciuta, sono davvero irrecuperabile…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Tornando alla mia gara, visto che non era in programma, rappresentava quindi poco più di un allenamento; visto che la settimana è stata tutt'altro che riposante; soprattutto, vista la forza di Eolo, quasi quasi me lo dico ancora: &lt;em&gt;Brava!&lt;/em&gt; (Sottovoce, però, che non mi senta nessuno...)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;﻿﻿﻿﻿ &lt;table cellpadding="0" cellspacing="0" class="tr-caption-container" style="margin-left: auto; margin-right: auto; text-align: center;"&gt;&lt;tbody&gt;&lt;tr&gt;&lt;td style="text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh4.googleusercontent.com/-hfw7vg5UzOg/TYihYVpSX2I/AAAAAAAAATY/NT8y7UD1p8A/s1600/IMOLA11.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; margin-bottom: 1em; margin-left: auto; margin-right: auto;"&gt;&lt;img border="0" height="240" r6="true" src="https://lh4.googleusercontent.com/-hfw7vg5UzOg/TYihYVpSX2I/AAAAAAAAATY/NT8y7UD1p8A/s320/IMOLA11.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;tr&gt;&lt;td class="tr-caption" style="text-align: center;"&gt;arrivooooo!!!&lt;/td&gt;&lt;/tr&gt;&lt;/tbody&gt;&lt;/table&gt;﻿﻿﻿﻿&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8611551340717482714?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8611551340717482714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8611551340717482714' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8611551340717482714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8611551340717482714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/03/maratonina-di-imola.html' title='Maratonina di Imola'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh5.googleusercontent.com/-dh3RxOra6pc/TYeydzvGfsI/AAAAAAAAATU/BhOsSjPN-OQ/s72-c/eolo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7557154658241510849</id><published>2011-03-15T20:00:00.002+01:00</published><updated>2011-03-16T11:04:28.775+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Feccia</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il percorso è sempre quello. Una volta segnavo i chilometri con la vernice, adesso mi affido al Garmin, così posso introdurre qualche variazione – invertendo il senso di marcia, deviando verso altre strade, aggiungendo giri intermedi. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Oggi corsa blanda, in scioltezza: la mezza di domenica, per quanto sembri smaltita, è senz’altro ancora nelle gambe. E se ne voglio affrontare un’altra tra pochi giorni, meglio concedersi un po’ di respiro. Tanto più che è una giornataccia, la pioggia non tarderà e il vento…beh, al vento mi devo purtroppo rassegnare – giuro, non è una scusa per giustificare le scarse prestazioni!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sono ormai a metà strada, dopo la villa e il ponticello sul canale, proseguirò dritto anziché svoltare a sinistra verso casa, così da allungre di un paio di chilometri. Oggi c’è meno traffico del solito, ma un podista l’ho già incrociato. L’individuo sbuca dalla curva non ha però nulla a che vedere con la corsa: mi aveva appena superato su uno scooter, ora si esibisce in piedi a braghe calate. Un attimo e sparisce, sul suo ronzino. E adesso? Corro fino al cancello della villa, si è appena chiuso e c’è qualcuno sul sentiero. Chiamo, ho bisogno di aiuto. Sento lo scooter riavvicinarsi, ma evidentemente nota il movimento e si dirige proprio nella stessa direzione che avevo intenzione di percorrere. Intanto è arrivato, in auto, uno degli uomini che avevo allertato. Gli espongo la situazione, mi chiede se voglio un passaggio. Posso fidarmi? Vorrei solo accertarmi che l’idiota non torni indietro. Si è fermato poco in là, non ha quindi intenzione di arrendersi, il bastardo. Finalmente riparte e sparisce dalla visuale. Ringrazio per l’assistenza e decido di riprendere la corsa, rinunciando però al mio programma: mi affretterò sulla via del ritorno, sperando di non avere altri guai.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Dieci chilometri scarsi, peraltro interrotti. Nera di rabbia. Non è il primo episodio del genere, ma era passato tanto tempo e non ci pensavo più. Del resto, è pomeriggio inoltrato, orario in cui le strade su cui corro sono solitamente abbastanza frequentate. Eppure, quel breve tratto senza case, leggermente in curva, ha qualcosa di malefico. Con quale coraggio tornerò ad allenarmi sul mio percorso abituale? Com’è possibile che la nostra libertà debba ancora essere limitata da trogloditi che vorrei si estinguessero tra mille sofferenze? Sembra che capiti solo a me, non ho mai sentito altre ragazze lamentarsi per fatti del genere. Possibile? Non so davvero come reagire, ho il terrore che il fetente si apposti ad aspettarmi. Cambiare zona, ma dove? Ho sempre ritenuto una fortuna vivere ad un passo dalla campagna, poter uscire di casa ed iniziare a correre senza dovermi spostare in auto. L’ideale sarebbe che l’orso trovasse compagnia, ma abbiamo tutti programmi, orari e zone difficilmente conciliabili. Non ho soluzioni, oggi ho solo una grande amarezza. L’idea che gente da galera possa condizionare i miei movimenti mi è intollerabile. Questo mondo mi fa schifo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7557154658241510849?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7557154658241510849/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7557154658241510849' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7557154658241510849'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7557154658241510849'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/03/feccia.html' title='Feccia'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3782688972952084355</id><published>2011-03-13T21:02:00.002+01:00</published><updated>2011-03-14T21:14:54.455+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Pieve di Cento - Maratonina delle Quattro Porte</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Incredibile, alle 12,30 siamo già diretti verso casa. Che sia merito della pioggia? Oppure gli organizzatori si sono resi conto che terminare le premiazioni quando in piazza sono rimasti solo i piccioni non ha molto senso? Comunque sia, ciò che conta è avere in saccoccia un risultato per certi versi sorprendente. Il che non significa soddisfacente al 100% (quando mai?), ma quantomeno piuttosto interessante. Specie in questa gara, che mi ha sempre bistrattata. Ingrata! Io che l’ho ammirata, apprezzata, quasi anelata, ne sono uscita tutti gli anni piegata a metà. Eppure si svolge sul mio percorso ideale: rettilinei infiniti persi nella campagna, orizzonti malinconici interrotti solo da argini o casolari, borghi anonimi e silenti che appena ci notano. Peccato che questo periodo dell’anno la nostra pianura patteggi una sorta di gemellaggio con la Patagonia: il vento non da tregua. Chi vive in città a malapena lo nota, le costruzioni riparano e smorzano le folate, ma appena fuori dai centri abitati occorre armarsi di forza e pazienza per affrontare certi allenamenti. E io, che già esco alquanto malconcia dall’inverno, arrivo all’appuntamento con Pieve ricca di buoni propositi ma povera di energie. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Oggi, però, qualcosa ha girato per il verso giusto. Che cosa, non saprei dire. Voglio pensare che la preparazione stia dando i suoi frutti, cos’altro, se no? &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Mi approssimo verso la linea di partenza abbastanza serena. Del resto, qui c’è poco da giocarsi: sarebbe già tanto riuscire a piazzarsi tra le prime venti, al massimo si può ambire ad un premio di categoria. La mia più diretta avversaria è proprio accanto a me, intenta a scherzare con i podisti che ci circondano. L’orso, invece, sta come sempre sulle sue. Non colgo facce familiari, vorrei solo che partissimo presto perché comincio a sentire freddo. Oggi devo spezzare l’incantesimo: rivolgere la gara, questa gara, a mio favore. Che non si dica, anche stavolta, che a Pieve faccio sempre schifo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nei primi chilometri mi mantengo a distanza di sicurezza, troppa ressa attorno a lei. È vero che nel gruppo si sta riparati, ma è noto che io non riesco a correre tra tanti piedi. Il ritmo è buono, ma stranamente prudente: avrei scommesso in uno slancio maggiore, se non altro per acquisire margini di sicurezza. Mi sto avvicinando, non posso farne a meno. Mi nota e alza l’andatura. Bene, io sto qui. Già immagino una lotta all’ultimo metro, come un mese fa. Dopo il decimo chilometro, al riparo dell’argine, cambio marcia. Senza chiedermi se sia opportuno o meno, rompo gli indugi e me ne vado. Mi aspetto una reazione, sarò sicuramente subito riagguantata. Invece no, procedo sorpassando a destra e a manca. Incosciente? Forse, ma accendo nella mente il film della Stralugano e cerco di riviverlo. Che prestazione, fu quella! Un spalla a spalla snervante, finché non decisi di dare una sferzata, proprio quando mancavano una decina di chilometri all’arrivo. Perché non dovrebbe riuscirmi anche oggi? Mi concentro sulle mie forze, ne ho ancora e devo averne fino alla fine. Non mi guardo indietro, mai. Tutto si proietta davanti a me. Nell’ultima manciata di chilometri il vento mi mette alla prova: non è particolarmente forte, ma in questa fase basta un alito di troppo a farmi penare. Sto rallentando, eppure non avverto i classici segnali di crisi che ammosciano le gambe, riducendoci a strisciare sulla linea del traguardo. Manca un chilometro. &lt;em&gt;Dai che è finita&lt;/em&gt;, mi sprona un ragazzo, invitandomi a seguirlo. Ci provo, e ci riesco. Riesco a spingere ancora, a tirare un finale in apnea: schiatterò, pazienza…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;a href="http://www.podisti.net/2010/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=8749:pieve-di-cento-bo-28-maratonina-delle-4-porte&amp;amp;catid=35:primapagina&amp;amp;Itemid=97"&gt;Marescalchi&lt;/a&gt; mi scorge da lontano, il mio nome risuona là dove sto per arrivare. Il cronometro mi infligge una punta di delusione. Dettagli. Di poco spessore, rispetto alle due principali soddisfazioni della giornata. La seconda di queste: ho realizzato il mio miglior tempo in questa gara, corsa oggi per la sesta volta. Un altro tassello del mio puzzle: quasi quasi comincio a credere che riuscirò a completarlo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="https://lh3.googleusercontent.com/-Xa82E5H-QKU/TX52whTq2EI/AAAAAAAAATQ/Wa7uS4PagZU/s1600/Pieve.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" q6="true" src="https://lh3.googleusercontent.com/-Xa82E5H-QKU/TX52whTq2EI/AAAAAAAAATQ/Wa7uS4PagZU/s320/Pieve.jpg" width="135" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3782688972952084355?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3782688972952084355/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3782688972952084355' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3782688972952084355'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3782688972952084355'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/03/pieve-di-cento-maratonina-delle-quattro.html' title='Pieve di Cento - Maratonina delle Quattro Porte'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='https://lh3.googleusercontent.com/-Xa82E5H-QKU/TX52whTq2EI/AAAAAAAAATQ/Wa7uS4PagZU/s72-c/Pieve.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-6992095336084963868</id><published>2011-02-27T20:46:00.002+01:00</published><updated>2011-02-28T20:53:56.674+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Camminata di Castenaso</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Come sempre mi indigno, e come sempre mi accorgo di essere l’unica a farlo: finendo così, per l’ennesima volta, col chiudere un occhio, cercando di non dare ascolto al mio senso di colpa. Perché, se fossi coerente, non parteciperei a tutte queste gare così spudoratamente fuori regola. Nello specifico, articolo 15.2 delle &lt;/span&gt;&lt;a href="http://www.fidal.it/files/30bis_Norme_Organizzazione_Manifestazioni_Ed_2011.pdf"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Norme FIDAL per l’organizzazione delle manifestazioni&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;: "I premi previsti per ciascuna posizione di classifica devono essere i medesimi sia per le categorie femminili che maschili."&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Le manifestazioni che si attengono a questa norma sono una rarità. Se la Federazione è la prima a fregarsene, figuriamoci le società o, addirittura, i podisti. Nessuno sembra farci caso, neppure le dirette interessate. Eppure il tema non dovrebbe riguardare solo le poche che arrivano ad aggiudicarsi un premio, e nemmeno dovrebbe ritenersi una mera questione di principio: qui si parla di normative totalmente ignorate, nell’indifferenza totale. Occorrerebbe forse un boicottaggio di massa, chissà. Di fatto, vuoi per disinteresse, vuoi per comodità, vuoi anche per esigenze di squadra, tutto procede come niente fosse – e io stessa, con la mia partecipazione, contribuisco a far sì che la prassi si mantenga inalterata. Il mio resta dunque un semplice ed inutile sfogo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sfogo di altra natura, e di diverso contenuto, è quello che vorrei indirizzare a chi, pochi giorni fa, aveva cominciato a lamentarsi per il caldo eccessivo…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;In fila sotto la neve per ritirare il premio di categoria, si può? L’unico aspetto positivo di questa corsa era che tutte le pratiche del dopo gara (ristoro, ritiro pacchi, premiazioni), si svolgevano al riparo di un comodo porticato, in modo piuttosto agile. Perché mantenere un meccanismo funzionante? Meglio cambiare tutto, no? Allora facciamo che il ristoro rimane al solito posto, mentre i pacchi gara li facciamo distribuire da un camion parcheggiato in prossimità dell’arrivo, le premiazioni ufficiali le celebriamo all’interno della palestra mentre i premi di categoria li consegniamo in un angolo del campo sportivo: giusto per ravvivare un po’ il movimento podistico. Naturalmente, facciamo il possibile per pasticciare con l’ordine di arrivo, così da&amp;nbsp;vivacizzare ulteriormente il viavai dei podisti affaticati e disorientati.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Comincio a perdere lucidità, mi rendo conto di essere ormai priva di reazioni: stringo il mio pacco come fosse un peluche, quasi riuscisse a riscaldarmi. Al ristoro non ci arrivo, non ce la faccio: voglio solo buttarmi in auto ed&amp;nbsp;essere a casa il prima possibile. A malapena riesco a ripensare alla mia gara. Come è stata? Il &lt;em&gt;Brava Vale!&lt;/em&gt; di Jader gridato al mio arrivo farebbe pensare ad una prestazione rilevante. Io, naturalmente, avrei molto da ridire. Certo, considerata la voglia (zero) che avevo stamattina, la tentazione di concludere prima ancora di iniziare, il rattrappimento totale in prossimità del via, potrei affermare che ho chiuso alla grande. Ovviamente non è così, devo però ammettere che non ho avuto cedimenti né vistosi cali di ritmo. Anzi, mi sono sentita in spinta dall’inizio alla fine. Con fatica, sia chiaro, tanta fatica: gestita però con tenacia e sopportazione. Sarà che avevo puntato ad una preda succulenta: quasi un miraggio, tanto risultava inaspettata. Pensavo davvero di poterla agguantare, ci ho creduto fino all’ultimo chilometro. Ma crederci non è stato sufficiente. Se almeno il crono potesse darmi qualche indicazione – ergo, se avessi pigiato sul tasto &lt;em&gt;stop&lt;/em&gt; anziché sul &lt;em&gt;lap&lt;/em&gt;. Tocca invece attendere l’uscita delle classifiche ufficiali per conoscere il responso. Sospendiamo dunque il giudizio, troppo freddo per ragionare. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Questo periodo dell’anno per me è sempre molto critico, l’inverno mi distrugge e l’idea che lo dovrò sopportare per troppo tempo ancora mi sfinisce ulteriormente. Rischio così di andare in riserva, ritrovandomi priva delle energie necessarie per godere della bella stagione – quando arriverà. Non posso permettermelo. L’ultimo chilometro è sempre il più sofferto, ma subito dopo già pensi alla prossima volta: si tratta solo di stringere i denti, le soddisfazioni arriveranno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-6992095336084963868?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/6992095336084963868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=6992095336084963868' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6992095336084963868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6992095336084963868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/02/camminata-di-castenaso.html' title='Camminata di Castenaso'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8612391277262498403</id><published>2011-02-13T21:16:00.000+01:00</published><updated>2011-02-15T20:52:43.040+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Camminata di Viadagola</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Diciamolo: che barba ogni anno le stesse gare! Un colpo di vita ogni tanto, è chiedere troppo? Evidentemente sì. Quindi, non potendo girovagare a piacere alla scoperta di nuovi orizzonti, non mi resta che attenermi al solito, immutabile, fisso calendario sociale, che si ripresenta ogni volta come la fotocopia del precedente. Cerchiamo allora di interpretarlo al meglio, iniziando per esempio col ricordare le passate edizioni della gara odierna: come mi piazzai, con quale tempo, chi mi precedette e chi invece riuscii a battere. Scontato il proposito: fare progressi – se non in tutti gli elementi elencati, almeno in qualcuno di essi. Vediamo i principali:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;• Piazzamento - L’anno scorso arrivai nona. Quest’anno dovremmo avere al via i quattro fenomeni della mia squadra, la sorpresa dell’anno, l’extraterrestre del Marocco, la mia bestia nera: sono già scivolata in ottava posizione, senza contare le varie ed eventuali. Mi sa che questo aspetto non sarà migliorato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;• Tempo - Nel 2010 un’assoluta schifezza, il peggio non va neppure contemplato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Temperatura mite, per il periodo, ma la fastidiosa pioggerellina che impregna l’aria di umidità fa rabbrividire: occorre scaldarsi bene, queste distanze richiedono cure attente. Mi aspetta una faticaccia, tre giri infernali, con quella curva a U che spezza il ritmo e che, sul finale, piega le gambe. Già immagino che partirò a scheggia, riuscirò a mantenermi brillante o mi spegnerò come un cerino consumato? Soprattutto: saprò restare incollata a chi conta o la vedrò sfrecciare lontano come spesso (troppo spesso) accade? Mah, intanto sembra abbia smesso di piovere. Stanotte ho sognato qualcosa che ha a che fare con la corsa, ma non ricordo esattamente che cosa. Segno comunque che, sotto la calma apparente, un po’ di agitazione c’è. Eppure non mi pare di avvertire particolare tensione, nemmeno quando siamo tutti schierati in attesa dello sparo – ergo, del momento più critico: la liberazione dei bipedi selvaggi, scatenati nella caccia al posto migliore, disposti a tutto pur di non restare indietro. Non riesco a trovare la “mia” corsa finché mi sento attanagliata dalla massa. Credo, anzi, di essere alquanto ridicola in fase iniziale: una papera spaventata che starnazza per farsi spazio, col terrore di essere arpionata da bestie feroci. Ecco infatti chi approfitta della mia cautela: cosa fanno tutte là davanti? No no, non va per niente bene, qui bisogna impegnarsi. Fuori una, fuori due, fuori tre. Ma quest’ultima non ci sta, me la ritrovo innanzi, attaccata alla mia bestia nera. Tutte e due lì ad un passo. E io? Io mi sento già alquanto impiccata, potrei spremermi ancora? Non è forse prematuro? Queste elucubrazioni mi tolgono energia, a che serve scervellarsi? Qui ci si deve giocare tutto in dieci chilometri, non c’è tempo per giocare con le tattiche. Un altro giro è andato, posizioni immutate. Se non che, come un’apparizione, noto uno scollamento tra le due. Pronta all’assalto, guadagno una posizione – e con essa una boccata di fiducia: chissà che non riesca addirittura il colpaccio. Intanto, vediamo di mantenere questo vantaggio. Anche perché chi mi scodinzola davanti non pare avere nessuna voglia di cedere, anzi, il distacco va aumentando. E’ lei che accelera o io che rallento? Forse entrambe le cose. Di fatto, dopo l’ennesima frenata per la curva a U (finalmente l’ultima), arranco a fatica. L’ultimo paio di chilometri, quelli che dovrebbero mettere le ali, sono interminabili. Se non altro, ho avuto modo di sbirciare alle mie spalle, senza scorgere pericoli di sorta. Questo non significa che possa mollare la presa, sia mai! Cos’è, ormai, un chilometro? Una ripetuta media, come fossi sul mio rettilineo: si vede la fine, non te ne sei accorta? Già la fine: la visualizzo, la sento, la godo quasi. Ma ancora non la scorgo. Curva secca a destra, ormai ci siamo. Qualcuno mi incita, qualcun altro indica dove devo girare, con un altro ancora quasi mi scontro. Caos totale, che mi fa perdere la direzione. Vedo un arco e mi ci fiondo: peccato non sia quello giusto. Un addetto mi sbarra la strada: &lt;em&gt;Dall’altra parte!&lt;/em&gt; Mi blocco contro le transenne, arretro quindi imbocco la retta via: altra curva a destra e volata fino al traguardo. Fortunatamente la posizione non era a rischio, ho perso solo diversi secondi. Ma, dico, si può strutturare un arrivo con doppia curva a gomito? Lasciamo perdere. Consideriamo invece gli elementi messi inizialmente in discussione:&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;• Piazzamento – Quinta: nemmeno nelle più rosee aspettative&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;• Tempo – Nonostante il crono “inquinato”, un minuto in meno dell’anno scorso&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sono quasi contenta – sottolineo, &lt;u&gt;quasi&lt;/u&gt;.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-MCl61hY1SbQ/TVmNe1vaI3I/AAAAAAAAATI/IeIoJneYHQQ/s1600/Viadagola+2011+002.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" h5="true" height="212" src="http://3.bp.blogspot.com/-MCl61hY1SbQ/TVmNe1vaI3I/AAAAAAAAATI/IeIoJneYHQQ/s320/Viadagola+2011+002.jpg" width="320" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8612391277262498403?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8612391277262498403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8612391277262498403' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8612391277262498403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8612391277262498403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/02/camminata-di-viadagola.html' title='Camminata di Viadagola'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-MCl61hY1SbQ/TVmNe1vaI3I/AAAAAAAAATI/IeIoJneYHQQ/s72-c/Viadagola+2011+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-6563290845697654702</id><published>2011-02-08T12:55:00.000+01:00</published><updated>2011-02-08T12:55:57.286+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gare'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Zola Predosa - Trofeo Lolli Auto</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;L’ho fatto arrabbiare. Eppure, cosa avrò mai detto di male? Dovevo forse bullarmi con un &lt;em&gt;Oggi me le fumo tutte&lt;/em&gt; quando, considerata la forza delle avversarie e la mia attuale fase di preparazione, sappiamo bene che mi dovrò accontentare? È vero: mi manca quella sicurezza che, probabilmente, inciderebbe positivamente sui risultati. Ma è anche vero che c’è una bella differenza tra ciò che esprimo a voce e ciò che celo in me: difficilmente rivelerò cosa chiedo a me stessa, preferisco trincerarmi dietro una modesta scaramanzia. Del resto, esibire le mie ambizioni non mi ha mai portato bene. E non mi pare che tu apprezzi chi lo fa: proprio sulla linea di partenza mi hai pregato di incollarmi a colei che si è già dichiarata facile vincitrice (“&lt;em&gt;tanto non c’è nessuno…”).&lt;/em&gt; Sarà fatto: oggi l’obiettivo non è il cronometro, ma il piazzamento, e lotterò fino allo stremo per non lasciare nulla di intentato.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Siamo tre, in un gruppetto che procede a passo svelto. Forse un po’ troppo svelto: comprendo che il ritmo è azzardato, ma se lo è per me lo è anche per loro. Vorrà dire che scoppieremo tutte quante, adesso non posso lasciarle andare via: servirebbe solo a demoralizzarmi. È già sufficiente il colpo che accuso alla notizia che non siamo noi in testa: davanti, molto davanti, c’è la sorpresa dell’anno. Volto noto, spesso presente, discreta atleta ma non temibile come avversaria: fino, appunto, ad ora. Ha stravinto il 10mila del 6 gennaio e oggi ci precede di un paio di minuti: niente male come exploit per una MF40. Brava lei… Sta di fatto che, appurato ciò, la sfida si fa ancora più avvincente: se prima si lottava per il gradino migliore del podio, ora in gioco c’è il podio stesso – e nessuna vuole accontentarsi del quarto posto. Cerco di stare coperta, sto bene, mi sembra anzi che potrei spingere un po’ di più, ma meglio non rischiare. Avverto segnali di difficoltà da parte di chi ha ormai perso la certezza della vittoria. Mi faccio&amp;nbsp;avanti, approfittando della discesa dal cavalcavia. Non voglio però essere io a tirare, perciò assesto il mio passo lasciandomi superare nuovamente. L’altra è sempre incollata come un’ombra. Ho un’ulteriore occasione di sorpasso, non resisto e vado. L’ombra sempre lì. Qualcuna, invece, resta indietro: un’assistente di gara ci avverte che è distanziata di 300metri, pare abbia ceduto. Siamo circa al tredicesimo chilometro, la gara è ancora lunga, non illudiamoci. Intanto, chi mi tallona cerca di eliminarmi: già avevo notato una sua presa di posizione alquanto prepotente, della serie "fatti in là che passo io", se poi passiamo allo sgambetto mi infurio. &lt;em&gt;Ehi, vuoi farmi fuori?!&lt;/em&gt; Si scusa e passa davanti, col proposito di essere lei a tagliare l’aria. Io invece non sono capace di stare a ruota, non quando si procede alla medesima andatura. È dunque un testa a testa che mette alla prova resistenza fisica e mentale.&amp;nbsp;Il rimto&amp;nbsp;non è più brillante come nella prima metà di gara, temo un black out improvviso, per quanto tutto mi sembri sotto controllo. La mia speranza è che accada come anni fa a Lovoleto, quando fu lei a cedere, ad una manciata di chilometri dall’arrivo. Ma, per ora, non pare avere affatto questa intenzione. Anzi, procede spedita ad un passo da me. Va bene così, non sto forzando, posso quindi ipotizzare uno scatto sul finale. Forse. A dire il vero, non è che abbia chissà quali risorse da cui attingere, sono decisamente al limite delle mie possibilità. Anche lei ha rallentato, manca ormai un chilometro e bisogna rompere gli indugi. Mi affianco, ma lei reagisce: è un tira e molla continuo, nel quale vince la potenza. Cioè lei. Sei secondi di differenza, da mangiarsi le mani. Ma, del resto, nessuna recriminazione: ho dato tutto ciò che avevo. Sul podio, almeno, ci sono arrivata. Un minuto in meno dell’anno scorso, anche questo è un buon segnale. Il Garmin, poi, indica 21,4 km: non voglio mettere in discussione la misurazione ufficiale, ma la media al km che riporta lo strumento è incoraggiante, specie in questa fase, ancora carica dei lavori di potenziamento. Insomma, la stagione è iniziata con ottimi auspici. Ora so che i prossimi risultati non saranno altrettanto gratificanti, dato che la concorrenza sarà maggiore. L’importante è avere ben chiaro l’obiettivo principale: tutto il resto è contorno.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-6563290845697654702?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/6563290845697654702/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=6563290845697654702' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6563290845697654702'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6563290845697654702'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/02/zola-predosa-trofeo-lolli-auto.html' title='Zola Predosa - Trofeo Lolli Auto'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2648622239099889027</id><published>2011-01-16T20:39:00.003+01:00</published><updated>2011-04-20T10:46:18.955+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Compleanno</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il modo migliore per festeggiare il compleanno è correre una bella gara. Già, peccato che in questo periodo dell’anno la materia prima scarseggi. Com’è possibile che io sia nata nella stagione che più detesto? Chi mi sopportò nella sua pancia per nove mesi dice che, stando ai suoi calcoli, avrei dovuto farmi viva in dicembre: evidentemente non ne volevo sapere di mettere fuori la testa, col freddo che c’era. Fosse stato possibile, avrei volentieri temporeggiato per un bel po’ di tempo ancora, aspettando il disgelo, come un orso in letargo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Consoliamoci col fatto che la ricorrenza cade di domenica, posso dunque far festa anche in assenza di appropriate celebrazioni – che, visto il momento, sono rigorosamente bandite.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Una gara, si diceva. Dunque, ci sarebbe la Classica della Madonnina, qualcosa in più di 12 km in circuito, molto partecipata e combattuta: non mi ispira affatto. Oppure, a San Bartolomeo in Bosco, la Maratonina d’inverno: corsa nel lontano 2005 col mio pacer preferito. Peccato che dell’evento ricordi solo un gran freddo: lande desolate perse nella nebbia, frustate da venti gelidi che spirano da ogni lato. Certo, la distanza si accorderebbe al mio attuale programma di allenamento. Basta però un’occhiata al volantino della gara per farmi decidere: le premiazioni discriminano la categoria femminile in modo vergognoso. A prescindere da ambizioni e/o reali possibilità di piazzamento, è una questione di principio: continuo ad indignarmi per simili scelte che, sia ben chiaro, si beffano del regolamento Fidal – e mi chiedo per quale ragione quest’ultima conceda l’omologazione a manifestazioni che non rispettano le norme da essa stessa emanate. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Escluse quindi le uniche gare abbordabili, non resta che attenersi alla tabella: un fartlek di 24km su percorso ondulato. La &lt;a href="http://connect.garmin.com/activity/63684157"&gt;Val di Zena&lt;/a&gt; chiama, e io corro! Stavolta non da sola. Questo sì che è un evento. L’ultimo ad accompagnarmi su questo percorso fu &lt;a href="http://valerunner.blogspot.com/2010/06/memorie.html"&gt;Maurizio&lt;/a&gt;, qualche secolo fa. Oggi invece siamo in tanti. Troppi. Sì, perché un orso resta orso anche quando accetta di allenarsi in compagnia: in due può essere piacevole, in tre può risultare interessante: oltre è un casino. Specie quando non ci si può appropriare dell’intera carreggiata: il fondovalle è suggestivo e panoramico, ma è pur sempre una strada provinciale sulla quale è necessario procedere in fila indiana. Sembra invece che si preferisca l’ammucchiata. Da dietro mi toccano un piede, facendomi barcollare. Partiamo malissimo! Già la mattina era iniziata nel peggiore dei modi, col morale mandato nel fango da quei &lt;a href="http://valerunner.blogspot.com/2011/01/maledetto-forno.html"&gt;sporchi individui&lt;/a&gt; che non mi danno pace neppure la domenica: sto davvero rasentando l’esaurimento nervoso. Qualche centinaia di metri e di nuovo, stavolta quasi finisco a terra. &lt;em&gt;Stai davanti tu, per favore!&lt;/em&gt; Dentro ribollo, ma che diamine! Già non tollero simili comportamenti in gara, come possono accadere mentre ci si sta semplicemente allenando? Alla terza volta esplodo: non inveisco perché sono tra amici, ma mi fermo di colpo e li lascio andare. La tensione accumulata sta per esplodere in pianto: cerco di ingoiare il magone, come si può correre e piangere allo stesso tempo? Dove voglio andare, in queste condizioni? Torno indietro, che è meglio. Proprio oggi che corre anche Jader… Al diavolo! Cosa ci eravamo detti? Oggi devi svolgere il tuo allenamento, senza guardare in faccia a nessuno: così deve essere. Gli altri sono più lenti, o forse si stanno risparmiando per un allegro finale. Non mi importa. &lt;em&gt;Faccio un po’ di variazioni&lt;/em&gt;. E parto. Tre minuti a perdifiato, annaspo ma non cedo. Mi aspetto di essere raggiunta nel tratto di recupero. Invece no, sono ancora sola. E sto da dio! Ho superato anche la crisi emotiva e mi sento più carica del solito: due settimane fa, stesso luogo e medesimo allenamento, ho mollato la presa in più di un’occasione. Oggi, invece, vado via liscia, tanto da sorprendere un anziano ciclista che, incuriosito dal soggetto, decide di scortarmi. &lt;em&gt;Stai facendo i 16&lt;/em&gt;, esclama. &lt;em&gt;Bene&lt;/em&gt;, rispondo – &lt;em&gt;Figuriamoci&lt;/em&gt;, dico tra me. Mi chiede dove sia il traguardo, pensa forse che stia gareggiando? &lt;em&gt;Al dodicesimo&lt;/em&gt;, rispondo. Mi avvisa che gli altri sono a cento metri, boh… &lt;em&gt;Ho detto 16, ma erano quasi 17&lt;/em&gt;. Sì, come no, su questo percorso, poi! &lt;em&gt;E adesso stai recuperando.&lt;/em&gt; Buffo avere un tifoso mentre ci si allena. Dopo ogni commento si allontana, proseguendo per la sua strada, suppongo. Lo ritrovo invece di lì a poco, fermo ad aspettarmi, per un nuovo incitamento. &lt;em&gt;Ancora due chilometri.&lt;/em&gt; La notizia che da lì tornerò indietro lo spiazza e mi fa guadagnare ulteriori punti. Eccomi dunque al punto critico, il temibile strappo del dodicesimo chilometro. Nulla di drammatico, si tratta solo della salita più dura del percorso, tutto sommato abbastanza corta. Si fa comunque sentire – e la massima soddisfazione, in questo tratto, è sorpassare qualche ciclista che sta schiattando sui pedali. Il ciclista che sta invece superando me, ora, è un ambasciatore dei miei compagni di allenamento: &lt;em&gt;Scusami, mi hanno detto di informarti che sono tornati indietro&lt;/em&gt;. Chissà perché, la notizia mi dà un’ulteriore spinta. Trovo il fiato per ringraziarlo e per allungare a testa bassa fino alla cima: dove mi aspetta il mio fan, che si complimenta e mi saluta – stavolta definitivamente.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Già a metà o solo a metà? Non saprei dire. Ho perso il conto delle variazioni, ma ho ancora energie per affrontarne altre. Dodici chilometri sono un’inezia, poi stanno aspettando solo me quindi devo sbrigarmi. Soprattutto, devo arrivare in splendide condizioni e sentire l’applauso. D’accordo, non esageriamo. Ma questa insolita fiducia nelle mie forze non può passare inosservata. Specie considerando che stavo per mandare tutto all’aria (per non dire tutti a quel paese), dopo neanche cinque chilometri di corsa. Mai come oggi è valso il motto “meglio soli”… Sono un asociale, lo so. Ma se voglio trotterellare in allegria, vado ad una tapasciata qualsiasi, dove il bello è proprio chiacchierare a destra e a manca senza curarsi del cronometro. Sugli allenamenti “veri”, invece, non transigo: devo attenermi al mio schema e non ammetto interferenze. Proprio così. Io, la donna più scombinata di questa terra, che non riesce a mantenere l’ordine nemmeno sul comodino, per quanto riguarda la corsa ho bisogno di seguire binari ben delineati. In fondo, non è poi così contraddittorio. Sono troppo ingarbugliata e, soprattutto, insicura per potermi gestire in scioltezza: necessito di linee guida. Magari da contestare, eventualmente da modificare, addirittura da stravolgere se necessario. Ma guai a chi mi tocca la tabella. Per non parlare di chi mi tocca i piedi!&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ecco il chilometro 3. Ormai è fatta. Gli ultimi due sono ondulati quanto basta da spezzare le gambe, che a questo punto hanno accumulato un discreto carico di stanchezza. Ma il cartello che segnala la fine dell’allenamento non è più un miraggio, e l’idea è sufficiente a fare emergere le ultime risorse – ed è quasi come tagliare il traguardo di una gara.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Bene, è andata molto bene. Siamo tutti soddisfatti, meglio di così?!...&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;So che mi aspetta una giornata triste, e che non mancheranno altre crisi di pianto. Per quasi due ore, però, sono stata padrona di me stessa e al comando della situazione. Lampi di vitalità che illuminano un periodo nero: vedere la luce mi fa sperare che il buio si possa presto dissolvere. Una volta per tutte. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TTSdWXeY7RI/AAAAAAAAASU/PkRUuj-V-xQ/s1600/compleanno+2011.jpg" imageanchor="1" style="margin-left: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="212px" n4="true" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TTSdWXeY7RI/AAAAAAAAASU/PkRUuj-V-xQ/s320/compleanno+2011.jpg" width="320px" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-size: large;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2648622239099889027?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2648622239099889027/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2648622239099889027' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2648622239099889027'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2648622239099889027'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/01/compleanno.html' title='Compleanno'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TTSdWXeY7RI/AAAAAAAAASU/PkRUuj-V-xQ/s72-c/compleanno+2011.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2681822827227015536</id><published>2011-01-11T11:49:00.000+01:00</published><updated>2011-01-11T11:49:17.598+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pensieri'/><title type='text'>Maledetto forno</title><content type='html'>&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;Quanto può durare una notte? Il frastuono ha trapassato i tappi di lattice, attraversato i timpani e schiantato il cuore, facendolo sobbalzare. Era già successo, ma subito il sonno aveva preso il sopravvento: isolare le orecchie nel loro ronzio era servito. Fino ad ora. Fino a quando quel tarlo non ha deciso di esplodere. E non c’è protezione che tenga. Non so da quanto tempo stia dormendo, forse non ho neppure superato la fase di dormiveglia quando, d’improvviso, emergo dall’assopimento, come avessi appena appoggiato la testa sul cuscino: un segnale di avvertimento, un campanello d’allarme, sta per accadere qualcosa. &lt;strong&gt;Stomp&lt;/strong&gt;! Tremano i muri. Le pulsazioni vanno alle stelle: d’ora in avanti non c’è tappo che tenga. Il rombare di quelle macchine infernali, lanciate a pieno regime, rimescola le mie viscere e i miei pensieri. Provo ad isolarmi, concentrandomi sul respiro, tentando di ascoltare solo il sibilo naturale che mi scorre in testa. Ma ormai il diavolo mi ha posseduto, e stanotte non avrò più pace. Sono in trappola. Non posso gridare a nessuno la mia rabbia, chi mi ascolterebbe? Quel vecchio ignorante che tutto possiede è sensibile ad un solo rumore, quello dei soldi. Jader, beato lui, in qualche modo riesce a dormire - almeno finché non sarò io stessa ad esasperarlo. Cerco di immobilizzarmi, rannicchiata nel mio angolino, inseguendo disperatamente pensieri tranquillizzanti. Ma presto sopraggiungono i brividi: ho freddo, troppo freddo. Devo andare in bagno, devo trovare qualcosa per scaldarmi, devo prendere fiato ché mi manca persino l’aria. Arrotolata nel plaid, mi accuccio sul divano stringendomi ad una tazza fumante: i nervi cedono, liberando lacrime che non incontrano argine. La pareti rimbombano, la stanza buia e fredda mi opprime, la casa intera sta per schiacciarmi. Non ho scampo. Sopportare la schiavitù ai tappi per le orecchie non è bastato, ora non c’è più nulla che possa fare. Non riuscirò più a dormire, non riuscirò più a correre, finirò col non riuscire nemmeno più a connettere. Nevrotica. Ecco come mi ridurrò: una pazza nevrotica insofferente al mondo intero. Mi faccio tutt’uno col divano, sperando di cedere allo sfinimento. Di anullarmi. Vorrei interrompere il flusso malefico di pensieri catastrofici, aggrapparmi ai bei ricordi e convincermi che altri potranno aggiungersi all’elenco: vorrei guarire da questo male a cui non so dare un nome ma che mi sta logorando. E finirà per logorare anche lui, che ovviamente si è svegliato e mi osserva silenzioso: impotente, più forte di me ma come me disarmato, inevitabilmente contagiato dalla mia disperazione. &lt;i style="mso-bidi-font-style: normal;"&gt;Ti prego, vieni a letto.&lt;/i&gt; Certo, tanto è tutto inutile. Qui o là non fa differenza. A questo punto neppure il silenzio fa la differenza: perché il rumore si è insinuato dentro di me, esaurendo le mie difese. Stringo la tua mano e lascio trascorrere le ore: la notte non è ancora finita, ma ho già paura di quella che verrà domani.&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="MsoNormal" style="margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;"&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Quando, come un coperchio, il cielo pesa greve &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Sull'anima gemente in preda a lunghi affanni, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;E in un unico cerchio stringendo l'orizzonte &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Riversa un giorno nero più triste dell notti; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Quando la terra cambia in un'umida cella, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Entro cui la Speranza va, come un pipistrello, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Sbattendo la sua timida ala contro i muri &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;E picchiando la testa sul fradicio soffitto; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Quando la pioggia stende le sue immense strisce &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Imitando le sbarre di una vasta prigione, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;E, muto e ripugnante, un popolo di ragni &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Tende le proprie reti dentro i nostri cervelli; &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Delle campane a un tratto esplodono con furia &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Lanciando verso il cielo un urlo spaventoso, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Che fa pensare a spiriti erranti e senza patria &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Che si mettano a gemere in maniera ostinata. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;- E lunghi funerali, senza tamburi o musica, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Sfilano lentamente nel cuore; la Speranza, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Vinta, piange, e l'Angoscia, dispotica ed atroce, &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Infilza sul mio cranio la sua bandiera nera. &lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color: purple;"&gt;Charles Baudelaire &lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2681822827227015536?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2681822827227015536/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2681822827227015536' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2681822827227015536'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2681822827227015536'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2011/01/maledetto-forno.html' title='Maledetto forno'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4780234078203870716</id><published>2010-12-26T16:35:00.001+01:00</published><updated>2010-12-27T16:43:47.624+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Sant'Agata Bolognese - Podistica di Santo Stefano</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Perché mi lascio convincere così facilmente? L’avevo detto e ripetuto: non ne ho voglia. È troppo lontano, è una distanza insipida, è un malefico circuito: quale sarebbe il gusto? Senza contare il costo dell’iscrizione, assolutamente sproporzionato. Certo, si parla di una cifra irrisoria per i più, ma non per me, che sto ormai rinunciando a tutto ciò che, non tanto tempo fa, consideravo irrinunciabile. Ecco individuata la ragione del mio cedimento: avendo soppresso ogni forma di svago, le manifestazioni podistiche restano le uniche occasioni per scambiare due battute e alleggerire un po’ la mente. Perché, anche nel più profondo dei baratri, senza la corsa non so stare. Confesso che a volte mi sento in imbarazzo: con tanti problemi, tra serie preoccupazioni, il mio pensiero va sempre al momento in cui potrò calzare le scarpe e uscire a correre. Stupida, vero? Eppure, le poche volte in cui il senso di colpa ha avuto la meglio sull’impulso, non ne ho tratto alcun beneficio: le difficoltà, anziché diluirsi, sono lievitate grazie nervosismo rimasto privo di sfogo. Quindi, i vari &lt;em&gt;dai vieni, dai vai, dai tanto devi pur correre&lt;/em&gt; hanno vinto la mia indolenza: e sia, facciamoci anche la "Podistica di Santo Stefano".&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Partecipai a questa gara qualche anno fa, solo perché rientrava nel calendario sociale. Non ha lasciato particolari tracce nella mia memoria, ricordo solo il gran freddo e i colori delle nostre divise, come sempre numerose. Stavolta, invece, saremo in pochi – per quanto, ovunque mi trovi a correre, ci sia sempre qualche rappresentante del G.S. Gabbi mai visto prima. Quello che oggi mi sta superando, per esempio, non ho idea di chi possa essere. Per un attimo mi ha sconcertato, la somiglianza con Masca è impressionante, ha persino lo stesso berretto: sto quasi per dirgli qualcosa, &lt;em&gt;Ehi, hai messo il turbo?&lt;/em&gt; Ma no, non è lui. A quest’altro invece provo ad attaccarmi: è l’ultimo giro, e siamo nel tratto con vento contrario. Devo riuscire ad approfittare della sua scia, costi quel che costi. Ecco, dopo la curva cambia l’aria, si va un po’ meglio. Ma devo avere speso parecchio, perché colgo segni di cedimento. Lui se ne accorge: si gira, rallenta e mi incoraggia. Non è una faccia nuova, ma non saprei dire chi possa essere. Getta uno sguardo dietro di me: non si pronuncia, devo preoccuparmi? Proprio così: ecco una ragazza che mi supera di gran lena. Un’altra mi aveva già umiliata nel giro precedente, affiancandomi e facendomi ciao ciao prima di staccarsi, non so se per cortesia o per beffa. Di fatto, sono già due posizioni perse. Eppure non mi sembrava di avere rallentato tanto. Certo, la solita gamba ci sta mettendo del suo, incriccandosi proprio sul finale: si è comportata bene fino a qui, ormai mi ero illusa di riuscire ad arrivare indenne al traguardo, invece anche oggi… Stringo i denti, provo a non pensarci. Il ragazzo Gabbi è sempre con me, pare proprio intenzionato a scortarmi. Rettilineo finale, oltre l’incrocio si vede l’arrivo. Ma è proprio qui che un’altra si defila: accidenti, la mia avversaria storica, che avevo superato all’inizio! Falso allarme, non è lei, e vano risulta il mio tentativo di seguirla per tentare la volata. Cerco comunque di dare tutto negli ultimi metri, almeno per evitare un ulteriore smacco. I tre giri infernali sotto il diluvio sono finalmente terminati. Solita coda per uscire dal tracciato. Vari addetti consegnano cartellini con l’ordine di arrivo: a tutti tranne che a me, evidentemente non mi sono classificata per nessuno dei premi in palio. Del resto, in una gara in cui premiano una settantina di uomini e appena dieci donne è difficile conquistare una posizione significativa. Dovremmo avere tutte l’orgoglio di boicottare manifestazioni tanto scorrette in questo aspetto, invece anch’io finisco col cascarci sempre, non dovrei quindi neppure lamentarmi. Oggi, però, vedere tutti carichi di pacchi enormi, mentre io mi ritrovo con una sportina di plastica contenente una confezione di biscotti e un detersivo, beh, mi innervosisce alquanto. Mi cambio il più in fretta possibile, sotto il portico, indifferente agli sguardi curiosi di qualche passante. Poi subito a casa, e mi venga un coccolone se il prossimo anno sarò lontanamente sfiorata dall’idea di partecipare alla Podistica di Santo Stefano.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel pomeriggio alcuni amici mi rendono noto che ero stata chiamata alla premiazione. Perché non ne sapevo nulla? Scrivo all’organizzazione chiedendo chiarimenti: in risposta, mi viene confermata la mia posizione in classifica, senza però precisare per quale ragione non fossi stata informata per tempo. Il premio che mi spetta potrò ritirarlo alla prossima tapasciata… &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Parzialmente rincuorata per il risultato, restano comunque valide le considerazioni di cui sopra.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TRiz6HF0RhI/AAAAAAAAAQg/TkswWEONWU8/s1600/S.Agata+002.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TRiz6HF0RhI/AAAAAAAAAQg/TkswWEONWU8/s320/S.Agata+002.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4780234078203870716?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4780234078203870716/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4780234078203870716' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4780234078203870716'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4780234078203870716'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/12/santagata-bolognese-podistica-di-santo.html' title='Sant&apos;Agata Bolognese - Podistica di Santo Stefano'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TRiz6HF0RhI/AAAAAAAAAQg/TkswWEONWU8/s72-c/S.Agata+002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5457082495989901469</id><published>2010-12-19T20:50:00.000+01:00</published><updated>2010-12-20T20:53:50.052+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Corrida del Progresso - Castel Maggiore</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Discussione inutile: se gli altri corrono senza troppi problemi anche su strade ghiacciate, perché io non dovrei fare altrettanto? Già, perché? Può essere che io non sia come gli altri. Tutti affrontano in scioltezza sentieri sterrati, io mi sento inghiottita dalle sabbie mobili; tanti si buttano a capofitto giù dai monti, io vorrei chiamare il soccorso alpino;&amp;nbsp;molti esaltano la poesia del podista sulla neve, io maledico qualsiasi elemento che modifichi l’assetto dell’asfalto. Sarà questione di equilibrio, di muscolatura, di testa bacata: fatto sta che, se non sento l’appoggio ben saldo, entro in crisi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Oggi, quindi, avrei dovuto starmene beatamente a letto. Cosa aspettarsi, con la neve caduta venerdì e i cinque gradi sotto zero di stamattina? Se rinunciassi a priori, però, potrei pentirmene, quindi vado e decido. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Dal secondo al quarto chilometro è una pista da pattinaggio&lt;/em&gt;, avvisa Fausto.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Sono venuto giusto per qualche saluto, ma vado a correre alle 11 per i fatti miei, adesso si scivola troppo&lt;/em&gt;, precisa Francesco.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Torno a casa! E qui inizia la discussione di cui sopra. Va bene, va bene, parto. Ma non meravigliarti se torno indietro subito.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;È infatti ciò che valuto quando, dopo il terzo chilometro, sono sorpassata da un amico che raramente mi precede. &lt;em&gt;Oggi non è la gara per te&lt;/em&gt;. Confermo, sto appunto aspettando lo svicolo giusto per defilarmi. Le avversarie che intendevo controllare mi hanno già salutato da un po’, che senso ha continuare a barcollare? Invece no, continuo. In fondo le altre non sono tanto lontane, e finirà pure questo ghiaccio prima o poi… Finisce, sì, ma in modo molto approssimativo: proprio quando sembra si possa avanzare spediti, ecco il tratto sdrucciolevole che frena l’andatura. Intanto, però, ho recuperato un paio di posizioni, quelle perse nel momento di maggiore difficoltà: non so cosa significhi in termini di classifica, ma devo comunque difendere questa piccola conquista. L’aria gelata mi trafigge, nulla di più sgradevole della sensazione di freddo a gara inoltrata. Anche i pensieri sono assiderati, colgo solo le segnalazioni chilometriche e considero che non manca poi molto. Beh, è tutto relativo, ma cerco di vederla favorevolmente. Questo, del resto, è il mio territorio: sono le strade che mi vedono ogni giorno, in qualsiasi stagione, più o meno affaticata. A volte le percorro in un senso, altre nella direzione inversa; spesso sfrutto solo una parte del tracciato, di tanto in tanto compio l’intero giro. Insomma, oggi gioco in casa: potevo forse sottrarmi ad una simile occasione? &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Sono riuscita ad agganciare un podista che mi ha fatto cenno di seguirlo. Procediamo dunque di buon passo. Beh, a dire il vero non sto controllando i passaggi: ultimamente, quando percepisco di non essere sui ritmi che vorrei, preferisco non accertarmene, onde evitare cali di motivazione. Il risvolto negativo di questa pratica è che, così facendo, viene a mancare lo stimolo a tentare un’accelerata per guadagnare secondi che potrebbero risultare significativi. Ma oggi è inutile pensare al crono, mai andatura è stata tanto altalenante. Nell’ultimo chilometro sembra che le gambe non ne vogliano più sapere: accidenti a voi, proprio adesso?! Ci manca solo che chi mi sta puntando ne approfitti per colpirmi alle spalle. Ignoro però il margine di rischio: non mi sono mai voltata indietro, né lo faccio ora. Gli incitamenti sul rettilineo finale mi fanno sentire al sicuro. Marescalchi grida il mio nome – e non si astiene dalla solita battuta a proposito dei miei scarsi sorrisi. Scopro quindi di essere quinta. Le prime quattro sono outsider venute chissà da dove: non potevo ottenere nulla di più. Del resto, oggi è già tanto aver varcato la linea del traguardo. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Chiuso l’anno podistico. Un bilancio? Non sono solita analizzare il passato, né azzardare buoni propositi per il futuro. Basta comunque un rapido sguardo a ritroso per rilevare una pessima stagione primaverile e una timida ripresa nei mesi estivi e autunnali. Conclusione dignitosa e, oserei affermare, promettente: non stilo elenchi di belle intenzioni, ma inutile negare che proietto nel 2011 le ambizioni che aleggiano da tempo nei miei intendimenti. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TQ-zKJ1xniI/AAAAAAAAAPk/dT-SBepz3rc/s1600/Castel+Maggiore+004.jpg" imageanchor="1" style="clear: left; cssfloat: left; float: left; margin-bottom: 1em; margin-right: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TQ-zKJ1xniI/AAAAAAAAAPk/dT-SBepz3rc/s320/Castel+Maggiore+004.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="border-bottom: medium none; border-left: medium none; border-right: medium none; border-top: medium none; clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TQ-y-DGfdNI/AAAAAAAAAPg/a5cldymCMYw/s1600/Castel+Maggiore+005.jpg" imageanchor="1" style="clear: right; cssfloat: right; float: right; margin-bottom: 1em; margin-left: 1em;"&gt;&lt;img border="0" height="320" n4="true" src="http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TQ-y-DGfdNI/AAAAAAAAAPg/a5cldymCMYw/s320/Castel+Maggiore+005.jpg" width="212" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5457082495989901469?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5457082495989901469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5457082495989901469' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5457082495989901469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5457082495989901469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/12/corrida-del-progresso-castel-maggiore.html' title='Corrida del Progresso - Castel Maggiore'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TQ-zKJ1xniI/AAAAAAAAAPk/dT-SBepz3rc/s72-c/Castel+Maggiore+004.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4098707313876567994</id><published>2010-12-14T14:14:00.001+01:00</published><updated>2010-12-14T14:16:30.929+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratonina di Santa Lucia - Savignano sul Rubicone</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Nel fine settimana è prevista neve. Omettendo per decenza le imprecazioni che sorgono spontanee, mi limito a considerare che, con molte probabilità, anche quest’anno la maratonina di Castel Maggiore sarà solo una classifica da consultare per mera curiosità. Peccato. Non tanto per un ipotetico risultato mancato, impensabile in questa fase esprimersi al meglio: peccato perché una gara sotto casa è sempre un’occasione golosa. Ma l’idea di avventurarmi su strade ghiacciate non mi sfiora minimamente. Del resto, la mia stagione si è conclusa domenica scorsa, a Savignano sul Rubicone. È la seconda volta, quest’anno, che gareggio in quella località a me ignota. Decisamente per dovere: quale piacere si potrebbe mai riscontrare nel macinare centinaia di chilometri per competere in contesti privi di qualsiasi attrattiva? L’interesse della società verso certe manifestazioni resta per me un mistero sul quale evito di scervellarmi. Di certo, avrei evitato tranquillante quest’ultima prova se non fosse stata decisiva per la mia posizione nella classifica annuale: ebbene sì, allo stato attuale delle cose devo tenere conto anche di certi dettagli. Quindi, corriamo questa Maratonina di Santa Lucia, e vediamo di correrla al meglio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Tralasciamo il fatto che si definisca “maratonina” una gara di 14 km circa, e dimentichiamo anche la fatica della maratonina vera, corsa appena una settimana fa e scarsamente smaltita. Qui si tratta semplicemente di non farsi prendere dall’ansia di prestazione e di mantenere un ritmo il più possibile brillante: è nelle mie possibilità, quindi nessun problema.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Gomitate e imbottigliamento subito dopo lo sparo: calma, è tutto sotto controllo. Anzi, avere evitato una partenza a razzo può essere solo produttivo. Il plotone si sgrana di lì a poco, fate largo che passo io! La giornata è luminosa, fredda ma non gelata. Le gambe sembrano girare discretamente, centrare l’obiettivo è ormai una certezza. Mi metto in scia ad un compagno di società mai visto prima, ovviamente mantenendomi a distanza di sicurezza. Quando avverto un accenno di rallentamento, mi stacco e sorpasso. Il Rubicone è alla nostra destra, poi lo attraverseremo per tornare verso il punto di partenza. Il percorso non è male: lunghi rettilinei di campagna, come piacciono a me. Peccato che, dopo il giro di boa, un leggero venticello ci soffi in faccia: per debole che sia, si fa sentire. Comincio ad accusare. Una giovane podista in rosso mi supera quasi fischiettando. E ci si mette anche la solita gamba a farmi perdere secondi preziosi. È solo un momento, adesso passa e torni a procedere spedita, in fondo manca poco. Un altro chilometro, un altro ancora, poi ancora uno e infine l’ultimo. Che sarà mai? Stai superando un sacco di gente, non vedi? D’accordo, sono uomini quindi contano poco, ma è pur sempre una bella soddisfazione, no? Rientriamo in paese, ormai ci siamo. Mi affianco ad un ragazzo che mi incita, prova addirittura a spronarmi affinché riprenda la ragazza in rosso: grazie per la fiducia, ma quella mi ha superato chilometri fa, chi la vede più? Ovviamente, le mie risposte sono solo virtuali, mi guardo bene dal sprecare fiato. Non commento neppure la sua rincuorante segnalazione: Dietro non ne hai nessuna. Evviva, ma nei due chilometri che restano può arrivare il mondo intero. Ehi, che dico? A questo punto, quale che sia la mia posizione, non può più cambiare. Del resto sono ancora in buona spinta, anzi, posso persino provare a spingere un po’ di più. Mi infilo in una pista ciclabile che mi fa deviare dal percorso, costringendomi ad allungare di parecchie decine di metri: rischio!!! Fortunatamente non ho avversarie alle calcagna, poche centinaia di metri ed è fatta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Ma sì, diciamocelo: sono stata bravina. Ho ottenuto ciò a cui ambivo, e questo dovrebbe bastarmi. Ovviamente c’è sempre qualcosa che non mi soddisfa, ma sappiamo bene che sarà sempre così. Ora andrei volentieri in letargo: è sicuro, nella mia prossima vita nascerò orso – del resto, in parte già lo sono.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4098707313876567994?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4098707313876567994/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4098707313876567994' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4098707313876567994'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4098707313876567994'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/12/maratonina-di-santa-lucia-savignano-sul.html' title='Maratonina di Santa Lucia - Savignano sul Rubicone'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-9069236574757217535</id><published>2010-12-07T12:45:00.000+01:00</published><updated>2010-12-07T12:45:48.672+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratonina di Voltana</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Chi mi aveva parlato con tanto entusiasmo di questa gara, dovrà poi spiegarmi cosa ci trovi di tanto attraente. Il fatto che il settore femminile sia suddiviso in due sole categorie sarebbe sufficiente a farmi risparmiare il costo dell’iscrizione (trovo incomprensibile il fatto che le gare omologate Fidal non rispettino tutte le medesime normative). Vince però la curiosità: se piace a tanti, dovrà pure valerne la pena; e vale anche la pena mettere alla prova le mie gambe sulla classica distanza della mezza maratona.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Se c’è neve o ghiaccio, però, non mi muovo. Queste erano le premesse: disattese. La nostra zona è stata risparmiata dalle nevicate che hanno imbiancato buona parte del centro nord è vero, ma è altrettanto vero che le temperature glaciali hanno lastricato le strade.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;em&gt;Dai, si scivola solo qui, dove non passano le auto; il percorso invece è pulito…&lt;/em&gt;Sì, dici bene tu. Che ne sai delle condizioni dell’asfalto là fuori? Sai cosa ti dico? Che faccio un chilometro e torno indietro!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Concorrenti di alto livello, addirittura da fuori regione. Per me resta un mistero. Io sono qui quasi per caso, ma tutta questa gente accorsa alla maratonina di Voltana non la capisco proprio.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Beh, hanno sparato, vediamo di iniziare a correre.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Presenze familiari davanti a me – già, anche qui le solite avversarie, ma era in preventivo. Le controllo, altre più o meno conosciute le sorpasso quando mi accorgo, al segnale del primo chilometro, che il mio Garmin è fermo a 400mt: cosa ho combinato? Lo riattivo, ma ormai la rilevazione è sballata. Sto correndo ad un ritmo accettabile, la sfida è riuscire a tenerlo fino alla fine. Ho già dimenticato il ghiaccio: è vero, la strada è quasi perfetta. C’è addirittura chi vuole testarla nei minimi particolari: mi precede infatti un podista scalzo. Non so se meriti i complimenti o la camicia di forza, ma tant’è: lo supero e proseguo sul mio cammino. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Stiamo costeggiando un argine quando mi sfreccia di lato una chioma bionda che avevo intravisto all’inizio: ha accelerato lei oppure sto calando io? Effettivamente ho perso terreno, il leggero vento contrario mi sta infastidendo, ma ancora di più mi disturba il simpaticone che mi si è incollato alle calcagna. Sopporto per un po’, poi provo a scostarmi: niente, un’ombra. Quasi sento il suo fiato sul collo e, peggio, i suoi piedi sfiorare i miei: MI STAI TROPPO ATTACCATO! Zero reazioni, adesso lo meno! Calma, stai perdendo energie per colpa di ‘sto deficiente! Il ristoro è la mia salvezza: il furbastro si ferma e io proseguo, voglio proprio vedere se riesce a riprendermi…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Strappo in salita, non ci voleva. Sono ancora in discrete condizioni, cerchiamo di non ammosciarci. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Un po’ di discesa, provo a lanciarmi, ma il tratto è troppo breve. E ora: sterrato! Mi mancava proprio… Ed ho appena superato un osso duro, vedrai che adesso mi riaggancia. Quanto sto rallentando? Non lo so, evito di verificare. Cerco anche di non imprecare più di tanto, meglio risparmiare tutte le forze ancora disponibili. Finito lo sterrato (terribilmente lungo), di nuovo uno strappo, al termine del quale sono scalzata da un’altra avversaria che mi ero lasciata alle spalle in partenza. Accidenti, come corre! Sembra trascinata dalla sua lepre, che le urla in continuazione. Beata lei…Io devo stringere i denti, e pensare che due chilometri sono un’inezia. Dai, un altro ancora, che sarà mai? Puoi quasi iniziare a contare i passi, quanti sono in 500 metri? Il cronometro al traguardo procede incessantemente: 01:30:50-51-52…Che schifo, ma almeno fai in modo che non scatti il 31. Sembrerebbe fatta, manca però l’ufficialità: resterò col dubbio finché non uscirà la classifica.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Beh, tutto considerato, in una giornata polare, con zero motivazioni, un paio di chilometri sterrati e due salitelle, non è poi andata malaccio. Certo, se non avessi perso tutte quelle posizioni…&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Spogliatoi e docce caldi, almeno quelli. Tornando a casa mi assopisco, chiedendomi ancora cosa ci sia di tanto invitante in questa gara.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-9069236574757217535?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/9069236574757217535/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=9069236574757217535' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/9069236574757217535'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/9069236574757217535'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/12/maratonina-di-voltana.html' title='Maratonina di Voltana'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5277032634489954385</id><published>2010-12-01T09:30:00.000+01:00</published><updated>2010-12-01T09:30:56.277+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Modena: Corricittanova</title><content type='html'>&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Come mi sarà venuto in mente di partecipare ad una gara fuori programma (e fuori provincia)? Neanche avessi potuto ambire al ricco montepremi: si sa, quando ci sono soldi in palio, ecco accorrere tutti i podisti di discreto livello, ad occupare le posizioni interessanti in classifica. Escludendo qualsiasi velleità di misurarmi con le atlete più forti, ritenendo fuori discussione qualsiasi ipotesi di record personale, non prendendo neppure in considerazione eventuali attrattive logistico-paesaggistiche della gara in questione, che cosa può avermi indotto a sollevare la cornetta del telefono per dettare la mia iscrizione? Trovo forse più allettante correre tra tanta gente che allenarmi in solitudine? Da quando in qua? Eppure, cercando di dipanare le mie ingarbugliate elucubrazioni mentali, ravviso una timida preferenza a spremermi in un contesto competitivo piuttosto che in un allenamento individuale. Insomma, a prescindere dal risultato, se fatica deve essere, che almeno sia per conquistare un traguardo tangibile – ergo: siccome temo di non essere abbastanza determinata per portare a termine una seduta come dovrei, meglio avvalersi di maggiori stimoli al fine di concludere degnamente la tabella settimanale.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Mentre le mani anchilosate dal gelo tribolano nell’applicare il pettorale alla canotta, mi chiedo che senso abbia la mia presenza qui. Sto battendo i denti, e non in senso metaforico. So bene che non è la prima gara sotto la pioggia, né sarà l’ultima. Ma un conto è tenere fede ad un impegno programmato e preparato con cura, altra questione è apprestarsi a soffrire pur sapendo che la soddisfazione sarà pressoché nulla. Eppure, deve esserci qualcosa di perverso nelle nostre menti se, nonostante tutto, siamo qui a tentare di riscaldarci, in attesa dello sparo. Stefano ha ragione: forse a casa non avresti corso? Ovvio che avrei corso, ma almeno non avrei patito il pre e il post… Basta! Ormai sono qui, tanto vale impegnarsi fino in fondo. Il vantaggio è che oggi nessuno si aspetta nulla da me, nemmeno io, e non dovrò neppure lottare contro le solite avversarie: le uniche che conosco sono inavvicinabili, tutto il resto è puro anonimato. Ecco un altro elemento che giustifica la mia presenza in questo non-luogo (siamo nel parcheggio di un centro commerciale): ho già risaltato in diverse occasioni i vantaggi di correre liberi dai consueti riferimenti. Sconosciuta tra sconosciuti, gara che si delinea metro dopo metro: tutto da scoprire, giocarsi tutto dall’inizio alla fine.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Anche qui sterrato, ma allora è un vizio! Che razza di corsa è mai questa? Sottopassi, capannoni, manca poco che finiamo in qualche scantinato. Calma, mantieni la concentrazione, stai andando abbastanza bene e, per una volta, non sei partita come una forsennata. Se almeno riuscissi ad attaccarmi a qualcuno…possibile che non trovi mai un trenino che faccia al caso mio? Al contrario, un furbetto mi sta seguendo a ruota, riparandosi dal vento contrario. Sentirmi tallonata mi manda su tutte le furie: mi trattengo dall’insultare il fenomeno di turno solo per non sprecare energie preziose, ma non intendo certo favorire il suo gioco. Mi scosto per liberarmi della sua fastidiosa presenza, vai avanti tu che sei così forte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;I passaggi sono ancora buoni, chissà se riuscirò ad insidiare la ragazza in rosso che mi precede di poco. Ecco che la solita gamba si imballa, non ci voleva. Perdo terreno, devo resistere, saprò recuperare appena il fastidio si sarà attenuato. Ritrovo quindi lo slancio, riesco addirittura a superare una podista: piccola soddisfazione, che mi da carica. Quando mancano 5 km, penso che i primi cinque sono filati lisci e veloci: cerchiamo di tenere alto il ritmo. Mi sento ancora in spinta, sarà così? Non sto controllando i passaggi, lo schermo è bagnato, anche i miei occhiali lo sono: la priorità di proteggere gli occhi va a scapito della visibilità. Tanto più che la pioggia si è tramutata in neve. Siamo sulla via di ritorno: di nuovo sterrato, capannoni, sottopassi… Sopportiamo tutto, ormai è fatta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&amp;nbsp;&lt;/span&gt;&lt;div style="text-align: justify;"&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;Il cartellino che mi consegnano all’arrivo rivela che sono ventesima. Un po’ delusa, lo confesso: non immaginavo di averne così tante davanti a me. Jader invece è contentissimo, mi festeggia come se avessi vinto: ovvio, si aspettava di rivedermi dopo pochi minuti dallo sparo, mestamente ritirata causa intemperie. Le intemperie rischiano invece di abbattermi ora, a gara conclusa. Appena ferma, tutto il gelo di questa giornata infernale convoglia sulle mie membra – già provate. Mi trascino fino al parcheggio, salgo in auto e non riesco a smettere di tremare. So che dovrei liberarmi al più presto degli indumenti fradici, ma non sono in grado di muovere un dito: sto talmente male da spaventarmi. Forse è proprio la paura a scuotermi: lentamente sfilo i guanti, apro la borsa, mi spoglio per avvolgermi immediatamente nell’accappatoio. Il tremore si protrarrà ancora a lungo, mi sento però al sicuro. Oggi è stata una bella prova di resistenza, conclusa più che dignitosamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family: Verdana, sans-serif;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5277032634489954385?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5277032634489954385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5277032634489954385' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5277032634489954385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5277032634489954385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/12/modena-corricittanova.html' title='Modena: Corricittanova'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3861612899588211045</id><published>2010-11-21T21:38:00.006+01:00</published><updated>2010-11-21T21:48:24.003+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Lavino: Camminata Due Mulini</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TOmFNnrF3QI/AAAAAAAAAO0/qSXid9K4ryc/s1600/Lavino%2B2010%2B002.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 213px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5542107285490621698" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TOmFNnrF3QI/AAAAAAAAAO0/qSXid9K4ryc/s320/Lavino%2B2010%2B002.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Piove da giorni, forse da sempre. All’umidità siamo abituati: se non è pioggia, è nebbia. Bisogna rassegnarsi, il grigiore pervaderà i nostri sensi per molti mesi ancora. Devo però confessarlo: non mi dispiace affatto. Non che ami l’acqua, anzi, trovo decisamente fastidioso correre al bagnato, in qualsiasi stagione. Quella bruma che sale dai campi e avvolge ogni cosa, però, alimenta il mio animo malinconico e rende dolce il mio naufragare…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Naufragare, appunto. È quanto stava per accadermi oggi, in quei tre chilometri di fuori strada che caratterizzano il percorso della Due Mulini. Siamo già oltre metà gara, quindi sufficientemente provati. Specie se, come al solito, allo sparo siamo schizzati come fulmini. Insomma, come lo devo dire? So bene che non si fa e che ne pagherò le conseguenze, ma se non mi libero subito dalla ressa iniziale finisco coll’angosciarmi. Poi, anche oggi, come due domeniche fa, ho un’ulteriore giustificazione: devo mettere avanti i lavori, in previsione dell’affondo sullo sterrato. Certo che la gara di Molinella, in confronto, si correva su un’autostrada. Qui, invece, se nei primi due chilometri di sentiero basta fare attenzione ad evitare le pozzanghere, l’ultimo tratto in aperta campagna rappresenta una prova da equilibristi. Ecco, ora mi gioco di certo il vantaggio acquisito. Già immagino l’avversaria che ride alle mie spalle, vedendomi incespicare come una papera, pronta ad umiliarmi quando manca meno di una manciata di chilometri all’arrivo. È la volta buona che finisco nel fosso. Non sto controllando affatto i parziali, mi sento talmente in affanno che preferisco ignorare, per non demoralizzarmi ulteriormente. È anche vero che oggi sono meno motivata. Innanzitutto, non è gara sociale – per quanto questo, in parte, mi alleggerisca, limitando le aspettative di chiunque. La giornata, poi, è tutt’altro che invitante. Oltre alla pioggia, un vento freddo e insidioso che mi rattrappisce ancora prima di partire. Ho provato ad attaccarmi a qualche gruppetto, in cerca di riparo, ma mi scappano tutti via: non c’è proprio nessuno lento come me. Chi mi affianca per un po’, cambia marcia proprio sul terreno da me più detestato. Un altro che sembra scandire il ritmo insieme a me, tutto a un tratto si blocca e mi lascia andare (beh, devo ricredermi: qualcuno che va più piano c’è). Ad ogni modo, non posso permettermi un calo di tensione: non sia mai che tagli il traguardo col rimorso, avendo rinunciato a lottare per la mia posizione. Che, se non sbaglio, dovrebbe essere la terza. Sembra proprio la replica dell’ultimo film.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Finalmente l’asfalto. Consideriamo dunque i chilometri precedenti come una pausa rigenerante, e spariamo ora tutta la polvere che abbiamo in corpo. Ne abbiamo ancora? Certo che si. Devo riuscire a riagguantare Paolo, tanto per iniziare. Lui è più cauto, ritmo regolare fin dall’inizio, così mi frega proprio in dirittura d’arrivo, mettendo in evidenza la sconsideratezza della mia gestione di gara. Puntarlo, però, attizza la mia carica: so che difficilmente lo raggiungerò, ma fissare un obiettivo mi aiuta a non mollare. Resisti! Lascia che esplodano i polmoni, che il respiro si tramuti in lamento, che le gambe si facciano di piombo. Corri, e non ti curare d’altro. Ché il traguardo è lì. Certo, è proprio la voce dello speaker quella che senti, e chi corre in senso contrario è perché ha appena terminato la sua gara. Ora tocca a te. &lt;em&gt;La terza donna, brava&lt;/em&gt;. Brava, sì: devi essere brava a tenere, fino in fondo. Ti sei guardata alle spalle, poco fa, e non hai individuato nessuna minaccia. Ma non fidarti: stringi forte i denti e difendi la tua pellaccia. &lt;em&gt;Ecco Valentina Gualandi, che taglia il traguardo al quarto posto&lt;/em&gt;. Quarto? Ma allora?...&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Brava Vale, quarta!&lt;/em&gt; Un accidenti, chi mi sono persa? &lt;em&gt;Ma dai, la marocchina, no? Avrà dato dieci minuti alla seconda!&lt;/em&gt; Già, e io non l’ho proprio vista. Ora che ricordo, alla partenza le ragazze dissero di averla individuata, ma io me n’ero del tutto dimenticata. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Beh, oggi ho fatto la mia gara al massimo delle mie possibilità, guadagnando un minuto rispetto all’anno scorso – quando le condizioni climatiche non erano così disastrose. Più di così non potevo fare. Conto però di riuscire a fare meglio, prossimamente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3861612899588211045?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3861612899588211045/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3861612899588211045' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3861612899588211045'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3861612899588211045'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/11/lavino-camminata-due-mulini.html' title='Lavino: Camminata Due Mulini'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TOmFNnrF3QI/AAAAAAAAAO0/qSXid9K4ryc/s72-c/Lavino%2B2010%2B002.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3508672294476790455</id><published>2010-11-08T21:00:00.003+01:00</published><updated>2010-11-08T21:06:24.599+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Molinella: La Vallazza</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TNhYE5EtxdI/AAAAAAAAANU/Fzz_9fleVOE/s1600/riscaldamento.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 127px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5537272582915343826" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TNhYE5EtxdI/AAAAAAAAANU/Fzz_9fleVOE/s200/riscaldamento.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Cosa sarà mai un po’ di sterrato? Pare che l’anno scorso (mentre io annaspavo nella maratona di Ravenna), le condizioni meteo avessero reso questa gara una vera e propria prova di cross. Oggi devo quindi ritenermi fortunata: non piove da alcuni giorni; per quanto l’umidità imperversi, il rischio di sprofondare nelle sabbie mobili dovrebbe essere scongiurato. Ma sì, questo terreno non è tanto male. Anzi, in un certo senso corro meglio adesso che nei precedenti chilometri: asfaltati, sì, ma tutti con vento contrario. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Sono partita come un razzo e non vorrei ritrovarmi impiccata prima del dovuto. Le prime due sono lì, non tanto distanti, comunque troppo per le mie possibilità. Troppo? Perché mai? Guai negarsi delle possibilità. È vero che oggi, dal principio, non brillavo per convinzione (lo so, non è una novità). Del resto, come si fa? Chi mi ha battuto per un soffio domenica scorsa mi aveva già umiliata in altre occasioni: di fatto, quest’anno non mi è mai stata dietro. Per quale ragione questa domenica dovrebbe andare diversamente? Il “capo” ha detto che mi vuole sul podio, che ridere! Però, a ben guardare, non si vedono tante avversarie: date per scontate prima e seconda classificate, la terza posizione è tutta da giocare. Giochiamo, dunque, e giochiamo duro. Sì, perché, comunque vada, una certezza voglio portarla fino al traguardo: avere dato il massimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;&lt;br /&gt;Sentiero coperto da foglie bagnate: ahi, qui si rallenta troppo. Meno male che il tratto è breve, il ghiaino su terra battuta non limita più di tanto: su uno sterrato così riesco a correre quasi decentemente anch’io. Il Garmin, che sbircio di tanto in tanto, rivela che procedo ancora abbastanza spedita, questo mi rassicura ma ho forti dubbi sulla mia tenuta: sto faticando parecchio, e la gara è ancora lunga. Per quanto riuscirò a reggere questo ritmo? Vorrei tanto sapere cosa sta accadendo alle mie spalle, ma non oso girarmi. Ogni volta che avverto l’approssimarsi di qualcuno, cerco di cogliere dal passo e dal respiro se si tratti di uomo o donna. Temo davvero che l’avversaria mi stia controllando, per fregarmi sul più bello. Metà percorso è andato, ed il decimo chilometro arriva poco dopo. Impossibile evitare il brutto ricordo di una settimana fa quando, proprio in corrispondenza di questa distanza, persi una posizione. Ma questa è un’altra storia. Sto bene. Certo, qual cosina ho perso rispetto alla foga iniziale, ma le gambe sono ancora in buona spinta. In un paio di curve provo a verificare, con la coda dell’occhio, eventuali pericoli. Non colgo nulla di significativo, ma ad uno sguardo così rapido potrebbero sfuggire particolari determinanti. Occorre però mantenere la concentrazione, specie ora che mancano pochi chilometri: i più difficili. Richiamo alla mente immagini, pensieri, episodi di successo. Oggi non ho nessuno al mio fianco, non ci sono voci amiche che mi sostengano: è solo in me che devo trovare la giusta carica. Due chilometri ancora. Sono decisamente al limite, se mi supera adesso mi butto nel fosso. Meno uno. Brava, terza donna! Rizzo le antenne, per carpire eventuali incitamenti alla quarta… Non odo nulla, che sia già al sicuro? Meglio non fidarsi, specie dopo avere individuato, grazie ad una rotonda, che l’avversaria non è poi così lontana. Sono terza, e terza devo restare: metto le ali e volo, a costo di schiantarmi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:verdana;"&gt;Eccomi. Hai visto? Sono salita sul podio. Oggi sono soddisfatta. Certo, non al cento per cento, c’è sempre quella nota stonata che incrina leggermente il sorriso. Basta non farci caso, e lasciarsi cullare dalla melodia: ogni tanto fa bene.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3508672294476790455?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3508672294476790455/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3508672294476790455' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3508672294476790455'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3508672294476790455'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/11/molinella-la-vallazza.html' title='Molinella: La Vallazza'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TNhYE5EtxdI/AAAAAAAAANU/Fzz_9fleVOE/s72-c/riscaldamento.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7414693347771960116</id><published>2010-11-01T18:28:00.002+01:00</published><updated>2010-11-01T18:32:58.524+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratonina di Calderara di Reno</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;em&gt;Tranquilla, la gara è ancora lunga.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;È vero, ed è altrettanto vero che sono partita come una novellina sconsiderata, quasi non sapessi come sia fondamentale saper dosare le energie. Mi sono attaccata alla sconosciuta in testa, convinta di poter stare lì e controllare. Già, controllare: avessi fatto più attenzione a quanto rilevava il Garmin, mi sarei resa conto che quel ritmo non poteva essere alla mia portata. Ma stavo bene, non avvertivo neppure lo sforzo; la pioggia, poi, bagnava lo schermo del crono, così coglievo malamente quanto in esso riportato. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;A metà gara, però, mi ritrovo già affogata. E l’avversaria che, nel superarmi, mi taglia la strada per servirsi al ristoro, costringendomi ad una brusca frenata, è una vera maledizione. Grazie a Gaetano, che oggi ha deciso di correre con me, riesco a non abbattermi. &lt;em&gt;Tranquilla, la gara è ancora lunga&lt;/em&gt;. In effetti, dovevo aspettarmi questo smacco, nonostante, confesso, speravo che il margine guadagnato in quei dieci chilometri forsennati potesse mettermi sufficientemente al riparo. Gravissimo errore! Ora devo stringere i denti e cercare di limitare al massimo i danni. Va detto che avere accanto qualcuno che ti tiene il passo e ti incita se avverte segnali di cedimento è ossigeno puro. Certo, gambe e fiato sono i tuoi, ma una presenza amica sa darti quella forza e quella sicurezza che, nei momenti di difficoltà, crollano repentinamente rendendo vano qualsiasi impegno. Bastano poche parole, spesso anche solo un gesto, per scacciare i diavoli malefici che portano all’esaurimento delle energie. Mi sento come fossi  alimentata da un generatore di corrente: quando sto per spegnermi, una ricarica improvvisa mi ravviva, impedendomi di perdere terreno. Va bene così, sono a distanza di sicurezza, tutto può ancora succedere.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dai, attaccati che la prendiamo&lt;/em&gt;. È la voce di un compagno di società (che vergogna, non conosco neppure il suo nome…), oggi siamo in pochi e fa piacere trovare un alleato. Cerco di seguirlo, riuscire a stare in scia sarebbe perfetto, ora che il vento è fastidiosamente contrario. Ma il suo passo è al di sopra delle mie attuali possibilità.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Tranquilla, attacchiamo all’ultimo chilometro.&lt;/em&gt; Il mio angelo custode non mi abbandona, pur essendo decisamente più forte di me. Lui ci crede, e ci credo anch’io. Sono ormai pochi i metri che ci distanziano, ora è il momento. Sento già di averla agguantata, quando il suo compagno si volge indietro, avvertendo il pericolo. È ciò che temevo. Lei, ovviamente, reagisce. Gaetano mi sprona a non mollare ma, a circa 300 metri dall’arrivo, capisco che non sono in grado di sferzare la zampata vincente. Taglia il traguardo pochi passi prima di me. Anche oggi, la risposta a chi mi chieda se sia soddisfatta è la solita smorfia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Brava, hai fatto una bellissima gara.&lt;/em&gt; Grazie, Gaetano, è anche merito tuo. Sono assolutamente convinta che da sola non avrei ottenuto questo risultato. Probabilmente mi sarei piazzata comunque al terzo posto, ma con un distacco ben più ampio – quindi, con un crono decisamente deludente. Non che abbia chiuso con chissà quale tempo, ma è comunque il migliore degli ultimi due anni: segno che la strada è quella buona.  E dovrò proseguire sulle mie gambe, perché non sempre si ha accanto qualcuno che ti mette le ali. Di certo, conserverò il fervore di Gaetano come il ricordo più prezioso di questa giornata, affinché mi sia di aiuto anche nelle prossime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7414693347771960116?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7414693347771960116/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7414693347771960116' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7414693347771960116'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7414693347771960116'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/11/maratonina-di-calderara-di-reno.html' title='Maratonina di Calderara di Reno'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3250051399192792823</id><published>2010-10-26T21:14:00.003+02:00</published><updated>2010-10-26T21:19:14.073+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Castel di Casio: Circuito della Torre</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La doccia calda dopo una gara è un bene raro. Siamo talmente abituati ad industriarci in acrobatiche operazioni di asciugatura e cambio tra le nostre auto parcheggiate, che spesso non prendiamo neppure in considerazione la disponibilità di comodi spogliatoi. Eppure, quale goduria maggiore dell’arrivare a casa già pronti per le pantofole?  La voce dello speaker, al piano di sotto, segnala che sono iniziate le premiazioni, meglio sbrigarsi per non farsi richiamare.&lt;br /&gt;Sì, sarò premiata in maniera ufficiale: dovrei quindi essere estremamente soddisfatta. Eppure, neanche stavolta riesco ad sentirmi pienamente appagata dalla mia prestazione. Il mio presidente, indaffarato nell’organizzazione, mi chiede se sia arrivata terza. No, rispondo, seconda. &lt;em&gt;Seconda?! Allora cos’è quella faccia?!&lt;/em&gt;  Già, cos’è questa faccia? Cosa volevo? Cosa avrei potuto ottenere di più?&lt;br /&gt;Lungi da me l’idea di poter vincere, questo è territorio delle forti podiste toscane dalle quali non si sa mai cosa potersi aspettare. Oggi la partecipazione è piuttosto scarsa, ma non manca la nostra atleta di punta che, seppure infortunata, non può esimersi dal guadagnarsi il ricco (?) premio per la vincitrice. Insomma, il primo posto è già assegnato.&lt;br /&gt;Appena partiti, mi trovo alle calcagna una ragazza che non conosco, avrà vent’anni meno di me e riceve forti incitamenti nei due passaggi nel centro del paese. Mi impongo di non cedere alla sfida. È qui che entrano in gioco le mie debolezze. Non devo permettere che insicurezza e scarsa fiducia in me stessa abbiano la meglio. Dopo i primi due chilometri di tira e molla, la strada volge in una bella discesa: saluto tutti e vado. Vado a più non posso, sperando che duri il più a lungo possibile, affinché il margine guadagnato mi protegga nella parte più dura – che, ci hanno già annunciato, inizierà dal quinto chilometro. Eccolo lì, dietro la curva a sinistra, il muro. Le gambe che sin qui hanno volato, ora si trovano costrette a spingere su ben altre marce. Circa un chilometro, dicevano. Devo resistere, accidenti. Accidenti a me, non ce la faccio. Il podista che mi precede smette di correre, e io faccio lo stesso. Ma che diamine? Da quando in qua ho tanti problemi in salita? Tre o quattro passi camminando, poi di nuovo di corsa. Stop and go, stop and go… Avanti di questo passo, ciao seconda posizione. Beh, in fondo il terzo posto non è così malvagio. Ehi, cosa dico? Non sarò mica l’unica a faticare? Ho superato difficoltà ben più pesanti, perché dovrei sottomettermi ad un ulteriore smacco. Mi guardo alle spalle. Eccola! Immagino la sua soddisfazione nel vedermi in difficoltà. Ma dovrà passare sul mio cadavere! Il suo compagno la incita: &lt;em&gt;dai, adesso!&lt;/em&gt; Esatto, proprio adesso: adesso che c’è un leggero scollinamento, e io ne posso approfittare per ritrovare la giusta spinta. Le gambe girano ancora, in fondo manca poco, è il momento di dare tutto e anche di più. Un po’ di curve, tracciato mosso ma stimolante. Ottavo chilometro, ci siamo quasi. Le ultime centinaia di metri mozzano il fiato. Mi sento incollata al terreno, non oso girarmi. Dai, sei già arrivata! Tranquilla, non c’è nessuno dietro. Possibile? Non verifico e continuo a spingere con quelle poche forze che mi restano, a denti stretti, fino al traguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al suo arrivo, la ragazzina mi fa i complimenti: anche se per poco, non è riuscita a riprendermi. Jader invece mi rimprovera quando scopre che ho camminato a tratti. Ed è la critica che faccio a me stessa. Ecco perché ho questa faccia. Ho saputo difendere la posizione, è vero, ma non ho corso come avrei dovuto/potuto. Insomma, c’è sempre qualcosa che non va per il verso giusto. Ovvero, ci sono molte cose da perfezionare. Vediamola così: ho discreti margini di miglioramento. A dispetto di tutto e di tutti, continuo a crederci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3250051399192792823?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='enclosure' type='' href='http://www.podisti.net/2010/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=7489:castel-di-casio-bo-2d-circuito-della-torre&amp;catid=35:primapagina&amp;Itemid=96' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3250051399192792823/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3250051399192792823' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3250051399192792823'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3250051399192792823'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/10/castel-di-casio-circuito-della-torre.html' title='Castel di Casio: Circuito della Torre'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-720367507807450266</id><published>2010-09-20T20:38:00.003+02:00</published><updated>2010-09-20T20:57:06.675+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Porretta Terme - Lizzano in Belvedere</title><content type='html'>Cosa ci faccio io tra queste due atlete fortissime? Sto forse azzardando troppo? Eppure non mi sembra di spingere più del dovuto, anzi: siamo in leggera discesa, le gambe vanno agili e mi limito ad assecondarle senza forzare. Chissà, magari loro sono dirette verso il traguardo più lontano, in questa fase stanno quindi semplicemente passeggiando.&lt;br /&gt;Beh, quale che sia il loro obiettivo, all’attacco della salita le vedo allontanarsi – e io comincio ad arrancare. Ora si tratta, per me, di impostare il giusto passo che mi consenta di sopravvivere per i restanti chilometri – cioè per la maggior parte della gara. Non posso permettermi di farmi prendere dall’affanno, non ora: il percorso non concede nulla, è necessario dosare le energie. Già, quali energie? La settimana alle Eolie mi è restata a lungo nelle gambe: i tracciati nervosi, le pendenze importanti, i ritmi sostenuti hanno irrigidito i miei poveri muscoli e, per quanto mi sia adoperata per smaltire tutto, non posso dire di essere tornata in piena efficienza. Anche perché, negli ultimi giorni, mi sono limitata a corsette spensierate, senza assilli di tempi o prestazioni, e ho provato sensazioni decisamente insolite. I primi passi di corsa erano, come preventivato, completamente scoordinati, quasi da principiante del podismo. In breve, però, trovavo una fluidità ed una leggerezza inaspettate, come quando si corre col vento alle spalle. Cercavo di non farmi prendere dalla foga, onde evitare crolli improvvisi; mi imponevo di procedere cautamente almeno fino a due terzi del percorso, per poi magari tentare una progressione o degli allunghi. Ed, effettivamente, ai cambi di ritmo la stanchezza pregressa si faceva sentire: riaffioravano irrigidimenti e fiatone, non ero quindi in grado di tirare più di tanto. Le difficoltà, però, regredivano giorno dopo giorno e, non fossi stata infastidita da un accenno di vescica (vendetta delle vecchie scarpe, consapevoli di essere prossime alla rottamazione), giovedì scorso sarei riuscita a svolgere un bel fartlek&lt;br /&gt;Insomma, sono arrivata a questa gara senza entusiasmi né aspettative. Ovvio che, strada facendo, si cerchi di difendere la posizione. Ora, davanti a me c’è un’atleta che non dovrebbe essere lì. Accidenti, però, come corre bene! Pare non faccia alcuna fatica, procede in salita con una scioltezza invidiabile. Io cerco di stare attenta a correggere il difetto che, dicono, limita il mio incedere: pare infatti che affronti i pendii con passo saltellante, quasi correndo sul posto. Evidente che resti indietro! Non vedendomi, fatico a rendermi conto di tale limite. Mi sforzo comunque di mantenermi proiettata in avanti, sfiorando l’asfalto, nella speranza di migliorare un po’. Se non altro, non sto perdendo terreno. Anzi, ho l’impressione di essere in leggero recupero, la distanza si sta infatti accorciando. Appena scorgo un tratto di falsopiano, attacco. Supero l’avversaria prima che la strada spiani, poi tento di approfittare della pendenza a me favorevole. Lei, però, non cede: ha quello scatto di orgoglio che a me ancora manca. So che in discesa è più debole, ciò nonostante mi resta attaccata. E, proprio qui, la mia gamba “gigia” mi tradisce. Sì, perché capita spesso che, a ritmi sostenuti, il muscolo che anni fa si strappò cada in una sorta di torpore che investe l’intero arto: questo non risponde degnamente ai comandi, perde forza e tenuta. Così non riesco a spingere come dovrei. Perdo anche concentrazione, compromettendo decisamente la sfida che poteva essere decisiva. La discesa, del resto, è di breve respiro, insufficiente per il necessario slancio. E la salita si fa sempre più ripida. Gli ultimi chilometri: i più duri. Smarriti smalto e determinazione, non cerco neppure conforto dai miei riferimenti mentali, segno che anche la motivazione è scemata. È questo che continua a non funzionare: smettere di crederci, non lottare fino alla fine. Come se non sapessi che, dopo, sarò oltremodo delusa e insoddisfatta; come se non ne avessi abbastanza di schiaffeggiarmi per quello che avrei dovuto tentare e non ho fatto; come se tutte le gare disputate fino ad oggi non mi avessero insegnato nulla. Niente da fare. Ci deve sempre essere qualcosa per cui martoriarsi. A circa un chilometro dall’arrivo c’è chi prova a darmi una mano: vedendomi in difficoltà, un podista decide di stare al mio fianco incitandomi. All’ultimo tornante mi invita a tagliare la curva prendendo il marciapiede, non considerando che così facendo si transita nel tratto più ripido. Quasi stramazzo. Solo il miraggio del traguardo mi tiene in piedi. Vorrei guardarmi alle spalle, capire se rischio un sorpasso sul filo di lana o se, almeno su questo, posso stare tranquilla. Non lo faccio.  Ecco la piazza. E’ finita.&lt;br /&gt;Sono quarta. Desideravo un piazzamento migliore? Sinceramente no. Non sapevo chi potesse essere in gara, oggi, e nemmeno mi sono preoccupata del livello delle avversarie sulla linea di partenza. Speravo però in un crono migliore, questo si. Soprattutto, confidavo in un risultato senza sorprese. Ancora una volta, devo fare i conti con quei limiti mentali che mi impediscono di terminare una gara con la consapevolezza di avere dato tutto. Volgo in positivo questa constatazione: ho ancora dei margini di miglioramento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-720367507807450266?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/720367507807450266/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=720367507807450266' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/720367507807450266'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/720367507807450266'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/09/porretta-terme-lizzano-in-belvedere.html' title='Porretta Terme - Lizzano in Belvedere'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1164838349631062440</id><published>2010-09-11T17:58:00.001+02:00</published><updated>2010-09-12T18:00:06.709+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Giro podistico delle Isole Eolie - Quinta tappa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VULCANO - 7,3 km&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Va bene che non sono un tipo da spiaggia, ma tre giorni di pioggia su sei sono troppi anche per me. E pensare che quest’anno avevamo fatto scorta di creme solari, memori della passata esperienza, quando le condizioni meteo eccezionali ci costrinsero ad un acquisto supplementare.&lt;br /&gt;Anche oggi un leggero chiarore ci fa ben sperare. È l’ultima fatica, per i più poco significativa: ormai i giochi sono fatti, pochi sono quelli che si giocheranno la posizione fino al traguardo. Qui conta l’abilità nel correre in discesa. Perciò sono tranquilla: ho un buon margine. L’unico neo è la pioggia, ma sull’asfalto non dovrebbero esserci eccessive difficoltà. Occorre però gestire con accortezza la partenza: il primo chilometro è in leggera salita, non posso permettermi di lasciarmi fregare in tale frangente, perché poi recuperare in discesa, se anche le altre si buttano, risulterebbe arduo.&lt;br /&gt;Oggi niente barca, ci spostiamo in pullman verso la start line. I primi due si riempiono subito. Aspetto il terzo, che però ci congiunge al resto dei concorrenti con notevole ritardo: mancano solo 15 minuti alla partenza, anche stavolta anticipata. E piove. Calma, oggi è l’ultimo giorno e deve essere un gran giorno: nel senso che devo partire e arrivare bella carica, dando il meglio di me. Questo è il mio percorso, lanciati e vola fino alla fine.&lt;br /&gt;Le due avversarie che mi seguono in classifica tentano da subito il sorpasso, ma non le lascio passare. La più diretta avanza di qualche passo, sono impiccata ma tengo duro: ecco la discesa, ora tocca a me. Dimentico i freni e vado. I tornanti mi costringono a spezzare il ritmo, ma non mi lascio intimidire. Vedo addirittura la ragazza che mi precede sempre più vicina, chissà… I chilometri scivolano veloci, siamo ormai a cinque. Sono stanca, di fatto sto spingendo parecchio, pur col favore della pendenza. Supero la settima classificata, che però mi riagguanta di lì a poco: la discesa è infatti terminata, ora siamo su un falsopiano che mi sega le gambe. Lo ricordavo bene questo passaggio, anche due anni fa la stessa piccola impennata mi sembrò una montagna insormontabile. L’altra invece riesce persino ad incitarmi e ad invitarmi ad attaccarmi a lei. Fosse facile. Ma devo provarci, non posso certo permettermi un’umiliazione proprio sul finale. Non oso guardarmi alle spalle, non lo faccio mai, a meno che la conformazione del percorso non permetta di avvistare gli inseguitori. Manca davvero poco, ed è su questo dato confortante che mi concentro. Cerco addirittura di sprintare sul rettilineo finale. È finita!&lt;br /&gt;Le ambizioni che avevo messo in valigia si sono squagliate al primo sole: sono stata abbattuta già dai pronostici del pre-gara. Mi sono caricata di tensioni assurde. Esserne consapevoli è già un passo avanti, occorre però intervenire su questo aspetto, onde evitare di compromettere l’intero contesto. Perché, ora che è tutto è passato, è proprio la situazione nel suo complesso che mi manca. Non ricordo di avere provato un simile senso di svuotamento, due anni fa. Ora cerco di non lasciarmi angosciare da ciò che mi aspetta, ma gli incubi disturbano il mio sonno già da diverse notti, e le ombre hanno ormai oscurato il mio viso. Ci sono elementi su cui posso sforzarmi di intervenire, altri però sono al di fuori della mia capacità di controllo, ed è proprio tale senso di impotenza a farmi sentire una nullità. Ma questo è un altro discorso.Nonostante tutto, già penso al prossimo anno. Se non altro, non ho perso la capacità di sogna&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1164838349631062440?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1164838349631062440/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1164838349631062440' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1164838349631062440'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1164838349631062440'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/09/giro-podistico-delle-isole-eolie-quinta.html' title='Giro podistico delle Isole Eolie - Quinta tappa'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8271900899033622561</id><published>2010-09-09T17:55:00.003+02:00</published><updated>2010-09-15T21:04:20.551+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Giro podistico delle Isole Eolie - Quarta tappa</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TJEYm-n_LUI/AAAAAAAAANI/yI33aCkYpJw/s1600/DSC_0055.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 213px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5517218076430380354" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TJEYm-n_LUI/AAAAAAAAANI/yI33aCkYpJw/s320/DSC_0055.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LIPARI (circuito) - 7 km&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;La giornata di riposo è lunga da far passare quando c’è il sole: se piove, diventa eterna. Acqua a non finire, dall’alba al tramonto. Allenamento bagnato, passeggiata bagnata, previsioni altrettanto bagnate. Ci svegliamo, infatti, il venerdì, ancora sotto la pioggia. E la cosa mi urta alquanto: tappa cittadina, nel centro di Lipari, saliscendi su fondo lastricato: panico! Uno spiraglio di luce vuole illuderci, desideriamo credere che il tempo volga al bello. Oltre il vulcano, però, incombono nubi minacciose, così come minaccioso si presenta il mare – se non altro, l’attraversata è di breve durata.&lt;br /&gt;Si corrono tre batterie: prima tutte le donne, poi gli uomini classificatisi oltre il quarantaduesimo posto, quindi i primi quarantadue; sei giri, per un totale di circa 7 km. Sul percorso, due strappi, di cui uno decisamente impegnativo. Faccio una perlustrazione come riscaldamento: strada decisamente bagnata e scivolosa. Non bastasse questo a rendermi nervosa, scopro che la partenza è stata anticipata di 15 minuti, così ho appena il tempo per qualche allungo. Mi rendo conto che non sono nelle migliori condizioni, la tensione che credevo di avere smaltito si è ripresentata con ulteriori aggravanti. Eccomi dunque ad arrancare per mantenere la mia ottava posizione. Nei primi due giri tengo un buon passo, ma già nel terzo sono cotta: infatti sulla rampa mi sorpassano agilmente le due avversarie che mi avevano battuta nella seconda tappa. Non riesco ad approfittare della discesa, gli appoggi insicuri mi impediscono di lanciarmi. Il fiato, poi, è quello che è. Siamo appena a metà, non arriverò alla fine. Stringo i denti, dovrei scavare alla ricerca di qualche risorsa nascosta, ma la fatica mi sta annebbiando oltre misura. Forza, cerca almeno di non lasciare loro troppo margine. Sono lì, apparentemente a portata di mano, magari basterebbe osare un po’ di più. La marcia giusta però non ingrana. Anche oggi mi devo accontentare. Magari, avessi avuto un po’ più di tifo… Certo, non avrei guadagnato chissà cosa, mi sarei però risparmiata lo sconforto di sentire acclamare solo le mie avversarie, proprio nei momenti di maggiore difficoltà. Sarà stupido, ma su di me gli incitamenti hanno un effetto decisamente euforizzante.&lt;br /&gt;Se non altro, nulla è variato nella classifica generale. Resta il fatto che su questa sofferenza eccessiva occorre lavorare.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8271900899033622561?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8271900899033622561/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8271900899033622561' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8271900899033622561'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8271900899033622561'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/09/giro-podistico-delle-isole-eolie-quarta.html' title='Giro podistico delle Isole Eolie - Quarta tappa'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TJEYm-n_LUI/AAAAAAAAANI/yI33aCkYpJw/s72-c/DSC_0055.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2570835831133366040</id><published>2010-09-08T16:00:00.001+02:00</published><updated>2010-09-09T16:04:00.969+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Giro podistico delle Isole Eolie -  Terza tappa</title><content type='html'>SALINA - S.M. Salina - Rinella (km 15)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;È arrivato lo scirocco: cielo minaccioso e caldo afoso. Non saremo bruciati dal sole, ma il clima è tutt’altro che ideale per una tappa tanto impegnativa. Per forza di cose, le mie prospettive sono mutate: perduto l’obiettivo della classifica, ora si tratta di correre al meglio, cercando di ritrovare quella brillantezza che ha caratterizzato diverse mie recenti prestazioni. Ho dato prova di tenacia e determinazione, raggiungendo risultati inaspettati: non può essere tutto svanito all’improvviso. Due anni fa, i continui tornanti in salita mi misero in discreta difficoltà. Ricordo di essermi fermata più di una volta. Quest’anno le difficoltà le ho trovate prima del previsto. Sono capitoli diversi, inutile qualsiasi raffronto. Pensiamo a nient’altro che al qui e ora.&lt;br /&gt;Le due avversarie che ieri hanno amplificato la mia crisi si piazzano subito davanti. L’imperativo, oggi, è non forzare in partenza: se mi sfianco all’inizio, chi ci arriva in cima? Ci mettiamo comunque alle spalle la ragazza in verde; l’altra mi precede a vista, non mi impensierisco, la strada è ancora lunga. Questo percorso sembra fatto per me: salita quanto basta per farti concentrare sullo sforzo, poi un po’ di discesa per farti recuperare. Il fiato c’è, le gambe girano bene. Guadagno terreno. E riprendo la mia posizione. Che devo assolutamente mantenere, specie quando la pendenza si farà più impegnativa. Avanzo sicura. Restano ormai un paio di chilometri di sofferenza, quelli più duri. Chissà in quale punto mi fermai, nel 2008. Oggi non se ne parla proprio. All’arrivo voglio godermi una bella granita al caffè: me la devo guadagnare. Al minimo accenno di crisi, vedo la granita che mi aspetta. E così procedo imperterrita. È nell’ultimo chilometro di salita che mi supera la sesta in classifica, che io credevo di avere davanti. Accidenti, evidentemente oggi per lei non è una gran giornata. Se riuscissi a riagguantarla… Siamo davvero a pochi passi, ma la discesa aiuta entrambe. Si tratterebbe forse di forzare un po’, di riuscire a osare più del solito. È però già tanto, per me, lanciarmi in picchiata senza frenare. Certo, si trattasse di giocarsi una posizione significativa il discorso sarebbe diverso, ma di fatto per me cambia poco. Restiamo così, ad una decina di metri l’una dall’altra, per tutti i cinque chilometri finali. Arrivo in spinta, apparentemente affatto provata. E sorrido - questo sì che è un evento. Non ho vinto nulla, ma ho corso bene e ho ritrovato me stessa: non è poco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2570835831133366040?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2570835831133366040/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2570835831133366040' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2570835831133366040'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2570835831133366040'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/09/giro-podistico-delle-isole-eolie-terza.html' title='Giro podistico delle Isole Eolie -  Terza tappa'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5589469393465196617</id><published>2010-09-07T15:55:00.000+02:00</published><updated>2010-09-09T16:05:53.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Giro podistico delle Isole Eolie -  Seconda tappa</title><content type='html'>&lt;strong&gt;LIPARI - &lt;em&gt;Acquacalda - Canneto (km 6,5)&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Saranno state le eccessive aspettative, la delusione, la tensione; sarà che sto dormendo poco e male; sarà, forse, che qualcosa nel meccanismo si è (da tempo) inceppato. Fatto sta che peggio di così non poteva andare. E non è tanto per l’ulteriore retrocessione in classifica. O almeno, non è questa l’unica ragione. È che le sensazioni sono state pessime sin dall’inizio.&lt;br /&gt;Durante il riscaldamento mi sembrava che le gambe girassero bene, tutto sommato mi sentivo abbastanza tranquilla. Temperatura alta, aria pesante, un po’ di vento: condizioni non ottimali, ma contavo sulle mie possibilità. Certo, una tappa corta e, presumibilmente, veloce come quella che ci attendeva non si intonava tanto alle mie corde, ma in fondo si trattava di attaccare con la massima grinta i primi chilometri di salita, per poi buttarsi in picchiata nella seconda parte, giù fino al mare.&lt;br /&gt;Partenza subito su di giri. Sono fianco a fianco delle mie immediate avversarie, nel primo tornante quasi ci scontriamo. Due di loro si defilano, restiamo in due. Per poco. Sono già in affanno. Provo a far mente locale, ragionando sul fatto che in fondo il tratto duro non è eccessivamente lungo. Ma mi manca il fiato. Ansimo e perdo terreno. Cosa mi sta succedendo? La parte più impegnativa è andata, ma c’è ancora un po’ di falsopiano prima della discesa, ed è proprio qui che sono raggiunta e superata da due ragazze: questo proprio non l’avevo messo in conto. I miei calcoli si basavano solo su chi avevo davanti, le retrovie non erano state prese in considerazione. Eccole lì, invece, a farsi beffa di me. Bum, ferma. Col fantasma del ritiro ad offuscare la mia mente. Risvegliata da un impeto di orgoglio, punto chi mi precede, confidando nello slancio fornito dalla discesa. Ma quest’ultima non mi viene in aiuto, sono talmente esaurita che neppure adesso riesco a ritrovare spinta. Gambe di piombo, piedi incollati a terra, respiro da moribonda. La ragazza in verde sparisce, in compenso avvisto la prima che mi aveva superata. Pare in difficoltà, se solo riuscissi a sciogliermi… Niente da fare, siamo ormai in dirittura di arrivo, striscio boccheggiando sotto il traguardo.&lt;br /&gt;Infranti tutti i sogni di classifica, mi interrogo sulle cause di questo disastro. Ho sofferto troppo, non sono riuscita a correre decentemente neppure un chilometro, mi sono addirittura fermata: nella tappa considerata più veloce ho dato il peggio di me. Come mi riprendo da questo smacco? Il mio coach è irraggiungibile, è in me che devo trovare le risorse per affrontare il resto della gara. Fortunatamente, il contesto mi è di sostegno: innanzitutto, Jader ha capito come prendermi e sa trovare parole e toni giusti per incoraggiarmi; poi c’è Fausto che riesce a distrarmi e a risollevarmi il morale; inoltre, c’è l’isola. I luoghi hanno un’anima, esprimono sensi e significati: più forti sono le pulsioni che una terra trasmette, più è difficile restarne indifferenti. Vulcano è forza per definizione. Energia pura: palpabile, incombente, quasi minacciosa. È questo che ti strega e ti cattura. Il cratere che respira, l’odore che trafigge, i colori che mutano nei toni e nelle sfumature. Non è un posto come un altro. Così come questa non è una semplice vacanza. Del resto, la vacanza “pura” non è nella mia indole: non cerco il riposo, ma l’emozione. Qualcosa da scoprire, da conoscere, da conquistare.&lt;br /&gt;Ora, nello specifico, tutto è concentrato sulla gara. Ma, trattandosi di una gara particolare in un luogo altrettanto particolare, mi lascio rapire dal complesso di elementi e guardo avanti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5589469393465196617?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5589469393465196617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5589469393465196617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5589469393465196617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5589469393465196617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/09/giro-podistico-delle-isole-eolie.html' title='Giro podistico delle Isole Eolie -  Seconda tappa'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1618671155694224676</id><published>2010-09-06T20:44:00.003+02:00</published><updated>2010-09-06T20:55:05.093+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Giro podistico delle Isole Eolie - Prima tappa</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TIU44MCvGzI/AAAAAAAAANA/ZaTIf9SLK-I/s1600/DSC_0041.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 213px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5513875856741571378" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TIU44MCvGzI/AAAAAAAAANA/ZaTIf9SLK-I/s320/DSC_0041.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;Vulcano&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;strong&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;Guadagnare venti secondi rispetto alla prova di due anni fa, ma perdere quattro posizioni.&lt;br /&gt;Disfatta annunciata, a sentire le previsioni dei bene informati: quest’anno la partecipazione femminile è di alto livello, anche il fenomeno che ha dominato la gara negli ultimi anni è a rischio. E io che avevo puntato tutto sulla lotta con chi mi precedette di poco nel 2008… Quest’anno non c’è, in compenso ne sono arrivate molte altre che si dice siano ben più pericolose. Va bene, voglio proprio vedere chi sono tutte queste fortissime atlete. Non ci sto a sentirmi declassata in partenza, unghie e denti ben affilati, sono pronta a lottare.&lt;br /&gt;La prima tappa è la più dura, quel muro da scalare per tre volte mette a dura prova fiato e muscoli. E io, che quanto a muscoli non posso certo dirmi particolarmente dotata, devo dar fondo ad ogni minima risorsa. Giornata decisamente calda, grondo sudore già dopo pochi minuti di riscaldamento. Ma a questo sono abituata. Ho già individuato almeno tre concorrenti inavvicinabili, diverse altre restano un’incognita. Sono concentrata, determinata, anche alquanto nervosa in prossimità dello sparo.&lt;br /&gt;La prima salita ci vede tutte abbastanza ravvicinate, riesco ancora a vedere le prime tre, la quarta è ad un passo. Ma sto faticando molto, e anche in discesa non riesco a ritrovare brillantezza. Il secondo giro mi spiazza, perdo terreno e la mente è invasa da pensieri bui. L’idea di dover affrontare una terza salita mi destabilizza, non va affatto bene…Mi sto spegnendo, mentre dietro di me avanzano di gran lena: la prima che mi supera non è neppure tra quelle che avevo adocchiato in partenza, la seconda non l’avevo proprio presa in considerazione, la terza era in forse e ora mi ha ucciso. Sono fuori classifica. Bum, ferma. Dov’è finita la grinta che, solo una manciata di minuti fa, credevo mi avrebbe portata soddisfatta all’arrivo; che fine hanno fatto la determinazione e, soprattutto, la cattiveria che ostentavo nelle ultime ore? Riparto immediatamente, devo crederci, non posso lasciarmi sfuggire almeno quest’ultima ragazza. Ma le gambe non ne vogliono sapere. Mi sento piantata, di spingere non se ne parla proprio. Eppure, per un attimo, mi pare di essere lì per riavvicinarmi. Peccato che il rettilineo finale sia eterno, riesco ad abbozzare una sorta di sprint solo quando avverto un incitamento rivolto ad un nome femminile che non è il mio: temendo l’ennesima umiliazione proprio in dirittura d’arrivo, scavo tra le poche forze rimaste, sperando di riuscire ad estrarre ancora un briciolo di energia.&lt;br /&gt;È finita, temevo di non farcela. Stento a riprendermi, e non solo dalla fatica. È come se per me la gara fosse terminata qui. Contavo di piazzarmi almeno tra le prime sei, invece devo rimettermi alle voci del pre-gara. Avere migliorato il mio tempo non è servito a nulla, una nullità è infatti ciò che mi sento. Ora si tratta di ingoiare la delusione e concentrarsi sulle prossime tappe: in fondo sono andata tutt’altro che piano, bando ai pensieri negativi. Al contrario, credo che già domani potrò guadagnare qualcosa. E soprattutto, mercoledì dovrò esprimermi al meglio. Forza, la gara è ancora aperta. Cattiva e determinata, fino alla fine!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1618671155694224676?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1618671155694224676/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1618671155694224676' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1618671155694224676'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1618671155694224676'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/09/giro-podistico-delle-isole-eolie-prima.html' title='Giro podistico delle Isole Eolie - Prima tappa'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TIU44MCvGzI/AAAAAAAAANA/ZaTIf9SLK-I/s72-c/DSC_0041.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5709567343969450743</id><published>2010-08-23T14:25:00.002+02:00</published><updated>2010-08-23T14:36:30.919+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>5 passi in Val Carlina</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/THJrL6lyTqI/AAAAAAAAALo/Z01Ax8f5f6s/s1600/Val+Carlina.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5508583146678013602" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 231px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/THJrL6lyTqI/AAAAAAAAALo/Z01Ax8f5f6s/s320/Val+Carlina.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Meglio badare a dove metto piedi: se alzo lo sguardo rischio di scoraggiarmi, ravvisando i podisti là in alto, incurvati su tornanti che sembrano non avere mai fine. Oggi, però, la salita non mi piega. Anzi, è proprio sul primo muro che guadagno la posizione di testa. Non siamo neanche ad un terzo di gara, tutto può ancora succedere, non posso però negare di vedere già mio il traguardo. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Mi sento carica, che sia stata la visione di &lt;em&gt;Momenti di gloria&lt;/em&gt;, due sere fa? Fissare degli obiettivi concreti e richiamarli frequentemente alla mente è certamente di grande aiuto. Concentrata sulla mia gara, traggo ispirazione dalle immagini di altre situazioni che, di qui a breve, mi vedranno impegnata in analoghe sfide. In discesa, anche i pensieri scorrono veloci, improvvisamente liberi di volare. Ed è anche l’occasione per ricaricare le pile in vista della prossima scalata.&lt;br /&gt;Tra valli e borgate, personale di servizio e semplici passanti incitano come raramente accade. Ad ogni passaggio, &lt;em&gt;Ecco la prima donna&lt;/em&gt;: energia pura. Ne ho bisogno, ora che ha inizio un sentiero CAI, di quelli che, nel mio passato di escursionista, affrontavo con scarponi e bastoncini da trekking. Continuo a correre, finché mi rendo conto che risulta più conveniente avanzare di passo. E’ infatti proprio camminando svelta, le mani sulle ginocchia, che riesco a superare il podista che fatica davanti a me. Terra umida e sassosa, la montagna sopra e sotto di noi: un piede fuori posto avrebbe rovinose conseguenze. Ehi, sono prima, e devo restarlo fino alla fine! Prima o poi finirà, può solo migliorare. Sorrido al pensiero di Jader, non crederà che io abbia saputo correre (più o meno) tra questi boschi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Ecco la luce. &lt;em&gt;Forza, non è finita, ma è finito il peggio&lt;/em&gt;, incoraggia un assistente, finalmente sull’asfalto. Ci vuole un po’ prima che le gambe tornino a girare. Altri atleti procedono in direzione contraria: sono davanti o dietro di me? Il mio senso dell’orientamento è completamente sballato, ma poco importa. Ciò che importa è che, una volta superato il giro di boa (e compreso, quindi, che quelli che avevo incrociato erano podisti che mi precedevano), scorgo la mia avversaria emergere dal bosco, decisamente provata (chissà come sono ridotta io…). Il margine è notevole, ora si tratta di non lasciare spazio a cedimenti, ché la strada è ancora tanta. Sento le braccia pesanti, insisto a scrollarle ora che la corsa è più agevole, ma non traggo tanto giovamento. Gli arti più impegnati, però, rispondono ancora bene. Non so quanto manchi, i dati sulla distanza della gara sono discordanti: il volantino ufficiale cita 18 km, ma tutti parlavano di 19 o più. Inutile fare i conti, le difficoltà non sono finite e occorre impegnarsi in ogni metro. Una voce amica mi sprona: &lt;em&gt;Dai Valentina, devi solo arrivare lassù ed è fatta…&lt;/em&gt; Lassù? In che senso? Domande stupide. In quale altro senso, se non in salita? A differenza di molte altre gare della zona, caratterizzate dagli ultimi chilometri tutti in picchiata, qui si resta col cuore in gola fino alla fine. Perché anche quando, arrivati &lt;em&gt;lassù&lt;/em&gt;, la strada volge in discesa, a circa un chilometro dal traguardo si imbocca nuovamente un sentiero di montagna che sale, sale, accidenti come sale. Poi, è vero, scende: accidenti, come scende. Sterrato in discesa: aiuto!!! Ecco: qui, ad uno sputo dall’arrivo, mi gioco la prima posizione. Cosa ho detto?! Dietro non si vede nessuno, i podisti davanti continuano a correre: chi sono io per non poterlo fare? Non saranno due stupidi sassi a sconfiggermi. È solo un sentiero: un piede qui, uno là, appoggi rapidi, incedere leggero, stai vincendo, ricordalo! Jader è lì che aspetta, pensa che gioia vederti arrivare davanti a tutte. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;È fatta. Finalmente sull’asfalto, spingo a più non posso per conquistare di slancio la vittoria. La zona di arrivo è alquanto angusta, seminascosta al margine della strada. Io però mi sento trionfare. Sarà pure una competizione di modico conto, con poca concorrenza: la mia soddisfazione è comunque tanta. Un’iniezione di fiducia di cui solo io so quanto abbia bisogno.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5709567343969450743?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5709567343969450743/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5709567343969450743' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5709567343969450743'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5709567343969450743'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/08/5-passi-in-val-carlina.html' title='5 passi in Val Carlina'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/THJrL6lyTqI/AAAAAAAAALo/Z01Ax8f5f6s/s72-c/Val+Carlina.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1978399828757574734</id><published>2010-08-16T11:17:00.002+02:00</published><updated>2010-08-16T11:20:20.443+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Camminata di Baigno</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TGkCZ4QBTLI/AAAAAAAAALg/phr-IIDT3KM/s1600/Baigno15.08.10.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5505934663056706738" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 182px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TGkCZ4QBTLI/AAAAAAAAALg/phr-IIDT3KM/s320/Baigno15.08.10.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Cercando di non soccombere alla salita più impegnativa, l’atleta si lancia all’inseguimento dell’avversaria che l’ha appena superata. Sembra ci siano margini di recupero, la distanza si sta accorciando: bisogna crederci. All’improvviso, però, le sabbie mobili avviluppano le scarpe della sfortunata podista che, smarrita nel fango, rinuncia sconsolata alla competizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è proprio nulla da ridere. Ebbene si, sono l’unica imbranata incapace di correre sui sentieri. Due pietre sono sufficienti a mettermi in crisi ma, se il tratto è pianeggiante e asciutto, bene o male - beh, diciamo pure piuttosto male – ce la posso fare. Se invece il percorso sterrato è in discesa o bagnato (non voglio neppure pensare alle due condizioni concomitanti), emerge la papera che è in me: starnazzo sul bordo del tracciato, cercando di non essere troppo di intralcio a tutti i podisti (e sottolineo, &lt;em&gt;tutti&lt;/em&gt;), che proseguono allegri verso il traguardo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inutile precisare che la gara, per me, è finita nel pantano. Un paio di chilometri sono stati più che sufficienti a rattrappirmi le gambe: né il ritrovato asfalto né la discesa sono serviti a risvegliarle. Neppure sono riuscita ad agganciarmi alla compagna/concorrente che, raggiuntami, mi ha spronato a seguirla.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Archiviamo immediatamente il pessimo risultato e smettiamo di schiaffeggiarci. In fondo, queste non sono altro che occasioni di passaggio: gli appuntamenti importanti sono altri, in quelli non sbaglierò.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1978399828757574734?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1978399828757574734/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1978399828757574734' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1978399828757574734'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1978399828757574734'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/08/camminata-di-baigno.html' title='Camminata di Baigno'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TGkCZ4QBTLI/AAAAAAAAALg/phr-IIDT3KM/s72-c/Baigno15.08.10.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8210098457453733765</id><published>2010-08-09T14:04:00.003+02:00</published><updated>2010-08-09T14:10:09.463+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Porretta Terme - Camminata RM</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Gara vissuta con insolito distacco. Sarà il periodo, quantomeno particolare.&lt;br /&gt;Ebbene sì, devo ammetterlo: anch’io ho dovuto fare i conti col caldo torrido. Il mio programma di allenamento se ne infischia delle condizioni climatiche, il fisico invece se ne infischia del programma. Risultato: massimo sforzo con minimo rendimento. Ha senso accanirsi per poi sconfortarsi? No. Quindi, mi consolo leggendo i consigli di Pizzolato su come &lt;a href="http://www.orlandopizzolato.com/it/371"&gt;sopravvivere all’estate&lt;/a&gt; e decido di adattare la tabella alla stagione. Anche le gare, dunque, vanno contestualizzate nel complesso della preparazione, minimizzandone così la componente agonistica. Certo è che, per quanto si cerchi di eludere ambizioni e aspettative, risulterà sempre impossibile sottrarsi al potere occulto del pettorale: se hai deciso di gareggiare, che gara sia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al primo chilometro penso che potrei tornare indietro. Possibile che sia già sfinita dalla salita? Chi mi sta davanti non pare accusare alcuna difficoltà. Devo resistere! Non potrò realizzare il mio sogno segreto, ma almeno venderò cara la pelle prima di rinunciare ad una conquista già ottenuta. Una sconosciuta mi supera, ed è un discreto smacco. Ma in me stanno lottando la parte che vorrebbe fermarsi contro quella che fa appello alle sue magnifiche risorse. Con la complicità dello  scollinamento, vince la determinazione: saluto la compagna che mi ha finora preceduto di un passo e mi butto in picchiata. So che sarà una tregua di breve respiro, la strada tornerà presto a salire, forse con maggior prepotenza. Cerco però di approfittare della pendenza favorevole per liberare le gambe. Recupero energie, che si attivano anche al riprendere dell’ascesa. Mi sento meglio, in ragionevole spinta. Se penso che avrei voluto ritirarmi…A tratti avverto profumo di pini, peccato non riuscire ad apprezzare il panorama. Qualcuno dirà di avere avvistato due caprioli. Io, quando corro, a malapena mi rendo conto di chi ho accanto. Avverto infastidita dei passi alle mie spalle, decisamente troppo vicini. Odio essere tallonata, la mia irritazione è palpabile, mi è infatti sufficiente girare la testa per far sì che il podista si faccia di lato. Guarda un po’, è un mio compagno di società. Ogni volta ne individuo uno nuovo, ma in quanti siamo?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Si procede in veloce discesa, già oltre metà gara. Un tratto sterrato mi fa imprecare: il volantino parlava di percorso &lt;em&gt;interamente&lt;/em&gt; asfaltato! Poche decine di metri, ma sufficienti a fare emergere l’imbranata che è in me e a lasciarmi scavalcare da alcuni podisti (fortunatamente, solo uomini). Ritrovato l’asfalto, recupero slancio e cerco di non mettere mano al freno nelle parti più ripide. Scorgo la sconosciuta che mi aveva superato diversi chilometri fa: devo raggiungerla! Provo a cambiare marcia, ma i tornanti e le pendenze spezzano il ritmo e mi impediscono di puntare dritto all’obiettivo. Quando la strada si appiana e si individuano le distanze, manca appena mezzo chilometro all’arrivo: troppo poco per recuperare una posizione. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Mi classifico sesta: risultato anonimo e prestazione insignificante. Cerco di incamerare gli aspetti positivi di una gara senza luci né ombre: che almeno frutti come allenamento.&lt;br /&gt; &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8210098457453733765?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8210098457453733765/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8210098457453733765' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8210098457453733765'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8210098457453733765'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/08/porretta-terme-camminata-rm.html' title='Porretta Terme - Camminata RM'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-816614965040823380</id><published>2010-07-16T16:30:00.001+02:00</published><updated>2010-07-16T16:32:25.716+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>mental training</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Finché non sopprimerò quel tarlo che svilisce la fiducia in me stessa, fino a quando non smetterò di ritenere insormontabili certi muri,  fino al momento in cui non crederò veramente nelle mie possibilità, continuerò a percepire una nota di amaro nei mie risultati. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Lo so, ci sto lavorando, ma la scorza è dura da scalfire. Che razza di agonista sono se, anziché approfittare dei segnali di cedimento dell’avversaria, mi accomodo sui miei passi, sentendomi giustificata a rallentare anch’io? Quasi avessi timore di superarla. È indubbio, lei è più forte, ma ultimamente le distanze si sono notevolmente ridotte, sarebbe quindi il caso che la smettessi di considerarla irraggiungibile. Può essere che effettivamente lo sia ma, accidenti a me, cambiamo registro! Eliminiamo dal vocabolario la parola “non”. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Go, Vale, go! Credici! Non hai mai sentito cosa affermano i vincitori? &lt;em&gt;Ci ho creduto...&lt;/em&gt; Chi sei, tu, per non poterlo fare? Devi arrivare al traguardo con la convinzione di avere dato fondo a tutte le tue possibilità, senza lasciare spazio a recriminazioni: il “se solo avessi” deve sparire. Lo vuoi capire o no?!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-816614965040823380?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/816614965040823380/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=816614965040823380' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/816614965040823380'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/816614965040823380'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/07/mental-training.html' title='mental training'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3062622144029936999</id><published>2010-06-29T14:34:00.003+02:00</published><updated>2010-07-03T11:33:03.714+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Il Resto Del Carlino - Bologna - Sport - PODISMO, I RISULTATI DELLA CRONOSCALATA A SAN LUCA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TC8DvKLVx-I/AAAAAAAAALY/t4pNR6t8lEk/s1600/san+luca.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; FLOAT: right; HEIGHT: 240px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5489610579508578274" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TC8DvKLVx-I/AAAAAAAAALY/t4pNR6t8lEk/s320/san+luca.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/sport/2010/06/27/350510-podismo_risultati_della_cronoscalata_luca.shtml"&gt;Il Resto Del Carlino - Bologna - Sport - PODISMO, I RISULTATI DELLA CRONOSCALATA A SAN LUCA&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;I miei polpacci ricordano bene i primi 400 metri di questa salita: la serie di ripetute svolte in quel tratto li aveva compromessi per diverse settimane. Ora però si tratta di proseguire oltre: due chilometri a perdifiato, pendenza media del 10,8% e massima intorno al 18%. Pendenza che mi umiliò lo scorso settembre, alla mia prima esperienza nella Casaglia – San Luca. Gara storica, quest’ultima, un tempo animata da atleti di livello internazionale applauditi da appassionati e curiosi. Negli anni la partecipazione, sia di podisti che di pubblico, è andata scemando, ma nel 2009 a fare numero c’ero anch’io. Bisogna provarla almeno una volta, mi dicevano. Sarà, ma io non trovo nulla di affascinante nel correre al buio, senza vedere dove si mettono i piedi. Non parliamo poi della discesa. Già, proprio quella che sto adesso affrontando in senso inverso. Quella sera, arrivata alla curva delle orfanelle, avrei voluto potermi aggrappare a qualcosa. Non riuscivo né a correre né a frenare: panico! Mi sentivo tanto Willy il Coyote, in prossimità del burrone. Letteralmente piantata, provai a recuperare qualcosa nel tratto finale, ma la figura della papera imbranata ormai era fatta.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;In salita è tutta un’altra storia. Le orfanelle non perdonano neanche in questo versante e, onestamente, correre o camminare qui fa poca differenza. Ma, come si dice, chi si ferma è perduto. È una questione puramente mentale: se solo azzardassi un cedimento e interrompessi la mia pur arrancata andatura, faticherei doppiamente a rimettermi in moto. La podista davanti a me (partita 30 secondi prima) continua a correre: se non si ferma lei, non mi posso di certo fermare io. O schiatto o… provo a prenderla. A meno che non stia cominciando a sentire le voci, colgo grida incitanti: ovviamente non vedo nessuno, ma è bello sapere che, in questo torrido sabato pomeriggio di fine giugno, c’è qualcuno che si entusiasma ad assistere a dei poveri pazzi che rischiano il cuore in una cronoscalata. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Per una manciata di metri manco il sorpasso. E per due manciate di secondi mi sfugge la seconda posizione. Ma che importa? È la mia prima esperienza del genere, va bene così! Un’altra novità, un’altra soddisfazione: che sia un buon segno?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3062622144029936999?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/bologna/sport/2010/06/27/350510-podismo_risultati_della_cronoscalata_luca.shtml' title='Il Resto Del Carlino - Bologna - Sport - PODISMO, I RISULTATI DELLA CRONOSCALATA A SAN LUCA'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3062622144029936999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3062622144029936999' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3062622144029936999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3062622144029936999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/06/il-resto-del-carlino-bologna-sport.html' title='Il Resto Del Carlino - Bologna - Sport - PODISMO, I RISULTATI DELLA CRONOSCALATA A SAN LUCA'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TC8DvKLVx-I/AAAAAAAAALY/t4pNR6t8lEk/s72-c/san+luca.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1950168507441631992</id><published>2010-06-17T08:39:00.002+02:00</published><updated>2010-06-17T08:43:29.285+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>L'orso in staffetta</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TBnDmg3T41I/AAAAAAAAAK8/sG2lYRNvUTs/s1600/phoca_thumb_l_Image106.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5483629087724659538" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 213px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TBnDmg3T41I/AAAAAAAAAK8/sG2lYRNvUTs/s320/phoca_thumb_l_Image106.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Un orso resta tale anche in compagnia. Se ne starà sempre un po’ sulle sue, dilungandosi brevemente in chiacchiere e concedendo timidi sorrisi: finendo perlopiù con l’apparire altezzoso e scostante. Dentro di sé, però, per quanto debba imporsi di accettare qualche invito, deve ammettere di trarre godimento dalle occasioni di aggregazione alle quali si è sforzato di partecipare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La staffetta no! Speravo non se ne facesse nulla. Non se n’era più parlato, e ormai mancano solo due giorni. Mi ero già programmata tutto per benino: martedì progressivo, mercoledì tapasciata, giovedì ripetute… Cosa accidenti me ne faccio di una staffetta?&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Uffa, quanto rompi…Vai e divertiti, non puoi negarti continuamente!&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;Beh, come darti torto? La mia prima esperienza in una gara del genere, circa un mese fa, mi è sembrato un evento tanto strano che quasi stentavo a riconoscermi. Come mi vedessi dall’esterno: in fremente attesa del tocco della compagna, poi tuffata sull’altra per darle il cambio, rabbiosa nel tentativo (ahimè fallito) di difendere la posizione. Io, con Silvia e Samanta, ad alternarci su un giro infernale di 400mt, per cinque volte. Un massacro. Sconfitte dalle velociste del CUS – e la più forte sfidava proprio me, potevo non sentirmi responsabile del risultato? Nessuna delusione invece sui volti altrui, anzi. &lt;em&gt;Ci siamo divertite e abbiamo fatto un bell’allenamento, non è vero?&lt;/em&gt; Proprio così. Quando mai capita di correre una serie di ripetute con l’incitazione dei compagni? E di spremersi con doppia motivazione – prova personale e risultato della squadra? Il tutto in un contesto allegro e, per quanto competitivo, spensierato.&lt;br /&gt;Allora perché defilarsi da un’ulteriore opportunità? Inutile, l’orso resta orso… Meno male che c’è un altro orso a bacchettarlo quando serve, mandandolo fuori a calci se necessario.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così eccomi pronta per una nuova staffetta. Nonostante stavolta non possa neppure considerarla un utile allenamento: solo 1 km e 50 metri, unica tirata in apnea. Insieme a me, Monica, Silvia e Francesca. In più, il nostro presidente ad assistere. Che onore! Lui considera già vincenti le ragazze del CUS. Staremo a vedere. In verità, non avverto nessuna tensione agonistica. Sono tranquillissima. Mi sfiora appena il timore di essere io a determinare un’eventuale sconfitta, ma è solo un’ombra passeggera. Per il resto, chiacchiero e scherzo serena fino al momento della partenza. Monica si lancia e in un attimo è già sul rettilineo d’arrivo, totalmente indisturbata. Silvia prende il testimone già notevolmente avvantaggiata. Per me, gli ultimi allunghi prima di posizionarmi nell’area di cambio, insieme all’avversaria del CUS. Noi siamo ancora in testa, non devo farmi agguantare! Un tratto con vento contrario, ma le gambe girano, eccome! La curva a U blocca la spinta, vedo però che ho un buon margine. Mi lancio a tutta, fin quasi a perdere il controllo: non sono decisamente abile nel coordinare la velocità. Ma ecco Francesca, è fatta! Per lei nessuna difficoltà, pochi minuti e la vittoria è nostra.&lt;br /&gt;Si sprecano i complimenti sulla mia prestazione: evidentemente stupisce vedermi alla prova in simili occasioni. Sapete cosa vi dico? Che d’ora in poi quest’orso lo vedrete più spesso. E non finirà di stupirvi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1950168507441631992?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1950168507441631992/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1950168507441631992' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1950168507441631992'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1950168507441631992'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/06/lorso-in-staffetta.html' title='L&apos;orso in staffetta'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TBnDmg3T41I/AAAAAAAAAK8/sG2lYRNvUTs/s72-c/phoca_thumb_l_Image106.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-617941301695967914</id><published>2010-06-12T10:16:00.001+02:00</published><updated>2010-06-12T10:18:50.618+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>memorie</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;- Le senti le endorfine?&lt;br /&gt;- No, non sento niente, e non parlo mentre corro.&lt;br /&gt;- Uffa, allora tanto vale correre da soli.&lt;br /&gt;Ecco, appunto. È quello che ho sempre fatto e che avrei volentieri continuato a fare, se tu non avessi supplicato compagnia. Non sono riuscita a dire di no. Sembravi talmente angosciato dall’idea di allenarti da solo, che quasi mi sono sentita io quella strana. Io, che amo la solitudine, che non sopporto le intrusioni, che amo ascoltare il calpestio delle mie scarpe, percepire gli afflati del mio respiro, inseguire il vortice dei miei pensieri. Avrei scelto un altro sport se amassi il gioco di squadra. Tu invece temi di entrare in crisi dopo una manciata di chilometri se non hai qualcuno accanto. Eppure, non è proprio questo il bello delle lunghe distanze? Si parte rilassati, per poi entrare in una sorta di trance, finché la fatica tenta di prendere il sopravvento: è qui che la sfida si fa avvincente. L’ultimo chilometro spinto al limite, per ritrovarsi stremati e appagati. Insieme si fa meno fatica? Sarà…&lt;br /&gt;Non parlo, te l’ho detto. E se stessi un po’ più zitto anche tu te ne sarei grata. Mi trovi troppo lenta? Prego, la strada è libera. Questa andatura per me è perfetta, ma tu sei più veloce e faresti bene a procedere per tuo conto. Io risparmio fiato, e mi lascio scivolare addosso le tue disquisizioni: ti pare questo il momento per confrontare i dati dei tuoi allenamenti, o di discutere su quale ritmo dovremmo tenere oggi per assicurarci una grande performance in maratona? Già, la maratona. Se tu usassi meglio la testa riusciresti a terminarla in molto meno di tre ore, ma non vuoi darmi ascolto. Quindi taccio. Se lo vuoi capire…&lt;br /&gt;La salita è dura, per mia fortuna c’è qualcosa che riesce a chiuderti la bocca. Forza, respira, che non siamo neppure a metà. Inutile fare il fenomeno adesso, poi la pagherai tutta. I chilometri che precedono il giro di boa sono micidiali, stai accusando anche tu, non negarlo. Ora hai smesso di lamentarti per l’andatura troppo blanda, chissà, forse hai capito che non serve tirarsi il collo in questo genere di allenamenti.&lt;br /&gt;Ecco il sedicesimo chilometro: dietro front! Inizia il tratto più scorrevole, e già ti sei dimenticato la fatica appena consumata. Certo, ora le gambe girano bene e la strada scivola veloce, ma che bisogno c’è di fare tutta questa sceneggiata? Non credere di poter volare fino al punto di arrivo, forse hai dimenticato che i pendii superati all’andata si ripresenteranno anche al ritorno. Niente da fare, ormai ti ho perso: preso dall’euforia, ti allontani salutando con la mano. Ciao ciao. Finalmente prendi l’iniziativa. Visto? Si può correre benissimo anche da soli, anzi, sembra che ti riesca persino meglio. Perché non ci hai pensato prima? Io mi godo il ritrovato silenzio, sempre concentrata sul mio ritmo. Il peggio deve ancora venire, sono gli ultimi dieci chilometri che presentano il conto, i cinque finali in particolare. Ti vedo in distanza che scali la rampa, poi sparisci dietro la curva. Sarai lì che inneggi alle tue endorfine, fortuna che nessuno deve sopportarti. Procedo regolare, ormai completamente sola. Fa decisamente caldo, sento le gocce di sudore scivolarmi sulle gambe, le dita delle mani sono raggrinzite come fossi appena uscita da un bagno. Ho saputo controllare l’andatura, perciò non dovrei incappare in sorprese. In fondo, non manca poi tanto. L’ultimo chilometro invita alla volata: degrada un po’ per poi impennarsi, sfidando le forze che ancora animano gli arti. Cinquecento metri in apnea. È fatta. Anche per te, che ancora stai boccheggiando. Per poco non ti riacchiappavo. Hai voluto strafare e adesso sei in coma. Non era qui che dovevi dare prova di velocità, se solo lo volessi capire. Come? Domenica prossima un altro lungo? Se proprio ci tieni…&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un anno dopo. Stessa strada, medesimo programma. Anche il clima è invariato: identico caldo torrido. Diversa è invece la compagnia. O meglio: stavolta, nessuna compagnia. Maurizio se n’è andato. Sembrava scherzasse. Mollo tutto, mi trasferisco in Sardegna. Così è sparito. Assicurandomi che, una volta sistemato, mi avrebbe chiamato e che, comunque, avrebbe presto trovato l’occasione per tornare a correre insieme. Sto ancora aspettando. Ancora sto aspettando una risposta, un cenno, una traccia. E’ vero: quando mi imponevi la tua presenza ti avrei mandato a quel paese, ma ora che non ci sei, mi manchi. Che ne è stato della tua sviscerata passione per la corsa, della tua accanita ricerca della prestazione, del tuo tendere costantemente ad un migliore risultato? Tutto azzerato. Non per me, che continuo a percorrere queste strade con immutato entusiasmo. E ancora sorrido immaginando le tue endorfine.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-617941301695967914?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/617941301695967914/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=617941301695967914' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/617941301695967914'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/617941301695967914'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/06/memorie.html' title='memorie'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8513479365251316186</id><published>2010-06-04T10:04:00.003+02:00</published><updated>2010-06-05T09:40:12.371+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratonina Polpenazze del Garda</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TAn_OxUXeoI/AAAAAAAAAK0/dhallWMMr5c/s1600/DSC_0169.JPG"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 213px; FLOAT: right; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5479191050894932610" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TAn_OxUXeoI/AAAAAAAAAK0/dhallWMMr5c/s320/DSC_0169.JPG" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Pazienza se sarò sola, se la mia presenza sarà ininfluente, se per la mia società rappresento solo un numero. Sto preparando questa gara da un mese, in un mese ho cambiato programmi, metodi e obiettivi per tentare di riscattare il fallimento di Padova. Quelle che contano hanno dato forfait? Peggio per loro. Io il 30 maggio sarò a Polpenazze del Garda, sulla linea di partenza.&lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;O almeno spero. Strada facendo tutto viene di nuovo messo in discussione, stavolta per la distrazione del nostro capofila, che non sembra avere ben chiara la collocazione geografica del luogo. Manca poco più di mezz’ora al via quando arriviamo: forse è meglio così, meno tempo per accumulare tensione. Del resto, cosa dovrebbe innervosirmi? Nessuno da sfidare se non la mia capacità di mantenere ritmo, lucidità, determinazione. Semplice, no?... L’avevo già constatato: cambiare aria, ogni tanto, è decisamente salutare. Correre lontano dai consueti percorsi, dalle solite avversarie, dai reiterati campionati alleggerisce le aspettative. Competere contro tutti e nessuno, impegnandosi esclusivamente a dare il massimo. Devo ammetterlo, essere soltanto un numero a volte è un vantaggio.&lt;br /&gt;Partenza fluida, priva di eccessive pressioni o imbottigliamenti: ottimo inizio. L’ondulazione del percorso si fa sentire da subito: gestibile, certo, ma sufficiente a togliere affidabilità ai rilevamenti intermedi – ammesso che le segnalazioni chilometriche siano posizionate correttamente. Il passaggio al decimo km è soddisfacente. Non avverto però belle sensazioni, occorre allontanare immediatamente l’ombra della crisi. Ci pensa la salita a rimettermi in riga. L’incremento delle pendenze, infatti, mi è stranamente d’aiuto. Chissà, forse quando la sfida si fa dura divento più cattiva. Se poi mi capita di essere superata, comincio a vedere rosso. Punto l’avversaria e non mi do per vinta. Colgo il suo affanno, non sta certo meglio di me. Approfitto di un passaggio favorevole e allungo: segno che ho ancora energie da spendere. Ho appena guadagnato terreno quando un’altra ragazza mi sfila davanti. Brava, ha saputo gestirsi nella prima parte per dare tutto sul finale. È anche molto più giovane di me – sigh. Passato il sedicesimo chilometro, ormai dovremo scollinare. E io ne approfitto. Proprio io, che ho sempre aborrito le discese, che più volte mi sono piantata dopo avere scalato rampe impressionanti; io, quella dalle lunghe leve, inadatte ad articolarsi nei declivi, ho improvvisamente imparato a buttarmi in picchiata. Accadde all’improvviso, in quella che resta la mia gara più magica – la prima edizione della Stralugano. Dovevo liberarmi dell’avversaria che mi stava tallonando dal primo metro e cominciava ad irritarmi seriamente. Così, superata la mezza maratona, in prossimità di una bella discesa, decisi di salutarla. Gli ultimi dieci chilometri a tutta, lasciando che le gambe assecondassero la strada: persino io stentavo a crederci, mi sembrava quasi di vedermi correre, come non fossi io quella che stava volando verso il traguardo. Fu una prestazione storica che, ahimè, non ebbe repliche. Conservai però quella capacità di affrontare le discese (sempre che non fossero eccessivamente ripide e/o sterrate), capacità che tuttora mi permette di guadagnare diverse posizioni. E così è stato anche a Polpenazze. &lt;/div&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mi aspettavo di essere nuovamente superata da un momento all’altro, i volontari sul percorso incitavano la ragazza ora alle mie spalle (evidentemente appartenente ad una società coinvolta nell’organizzazione). Particolarmente a rischio l’ultimo chilometro, nuovamente in salita. Non mi volto, non lo faccio mai. Riesco ancora a spingere, a trovare grinta per un arrivo dignitoso. Pessima idea quell’arco e quella riga sull’asfalto quasi in angolo, a nascondere il vero traguardo 97 metri oltre: verrebbe da fermarsi lì, e sicuramente qualcuno l’ha fatto, rischiando di restare fregato in volata. Fortunatamente sono abbastanza lanciata: mi fermo solo per accogliere la medaglia al collo.&lt;br /&gt;Il crono è solo un dettaglio, questo percorso non concedeva nulla. Conta aver ritrovato carica e decisione. Se poi vogliamo approfondire l’analisi, va considerato che questa è la mia migliore prestazione cronometrica degli ultimi due anni. Felice di essere qui. Felice di ricevere il premio per la quinta classificata di categoria. Felice di avere acquistato un pizzico di fiducia in me stessa. Non oso affermare che sto ritornando, un pochino però comincio a crederci.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8513479365251316186?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8513479365251316186/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8513479365251316186' title='10 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8513479365251316186'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8513479365251316186'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/06/maratonina-polpenazze-del-garda.html' title='Maratonina Polpenazze del Garda'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/TAn_OxUXeoI/AAAAAAAAAK0/dhallWMMr5c/s72-c/DSC_0169.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>10</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-6545272719082717271</id><published>2010-05-06T14:44:00.001+02:00</published><updated>2010-05-06T14:46:20.493+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>La macchia umana di Philip Roth</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/S-K5_f2kyPI/AAAAAAAAAKQ/yG1vGpSxf-4/s1600/copj13.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5468137398114502898" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 123px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/S-K5_f2kyPI/AAAAAAAAAKQ/yG1vGpSxf-4/s200/copj13.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Fatto stranissimo, in ufficio, incontrare un collega con un libro in mano. Non resistendo alla curiosità, sbircio spudoratamente per individuare il titolo: La macchia umana di Philip Roth.&lt;br /&gt;- Lo vuoi? Io non riesco a leggerlo.&lt;br /&gt;Non ho nessuna confidenza con il tipo, resto alquanto interdetta. Non accetto libri in prestito, preciso, ho la necessità di “possedere” ciò che leggo.&lt;br /&gt;- Te lo regalo.&lt;br /&gt;Ma come? Scherzi? Vabbè…se insisti. Un libro non si può proprio rifiutare.&lt;br /&gt;Questo romanzo, poi, era nell’elenco delle dieci migliori opere dell’ultimo decennio, recentemente pubblicato da Repubblica. E da tempo si trovava nella mia lista dei desideri: da quando, cioè, vidi il film che ne fu tratto, interpretato dai magnifici Anthony Hopkins e Nicole Kidman.&lt;br /&gt;Già dalla prima pagina mi rendo conto di essere al cospetto di un mostro di scrittura, e mi chiedo perché abbia aspettato tanto per approcciare questo autore. Le parole che delineano i profili di ambienti e soggetti danno vita a descrizioni che brillano per limpidezza e originalità. E’ vero che ho un debole per le frasi costruite ad arte, ma sono rari i casi in cui rimango letteralmente incantata dallo stile di scrittura: questo è uno di quei casi. Quando poi, oltre alla bella pagina, colgo riflessioni di sconcertante profondità espresse con toni sottili, che venano di sarcasmo drammi sociali ed individuali, il mio rapimento diventa totale. Personaggi complessi, di fatto imperscrutabili eppure scavati spietatamente nel groviglio della loro personalità: psicologie intricate, che non concedono spazio alla banalità. Nulla è scontato, nessun evento è prevedibile, se non ciò che espressamente anticipa l’autore. È un mondo cupo, quello narrato da Roth: non per niente, è proprio sull’ambiguità del colore che si intrecciano le vicende di personaggi che, per intenzione o per disgrazia, escono dagli schemi e sfregiano le convenzioni.&lt;br /&gt;Il film, che comunque vorrò rivedere, non trasmette tutta la ricchezza di contenuti di questo superlativo romanzo, che pongo al vertice della mia personale classifica. Evidentemente, il mio è un giudizio del tutto soggettivo, visto che qualcuno non ha esitato a liberarsi del libro: mi spiace per lui, ma io ci ho guadagnato tantissimo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-6545272719082717271?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/6545272719082717271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=6545272719082717271' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6545272719082717271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/6545272719082717271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/05/la-macchia-umana-di-philip-roth.html' title='La macchia umana di Philip Roth'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/S-K5_f2kyPI/AAAAAAAAAKQ/yG1vGpSxf-4/s72-c/copj13.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2535974168816784857</id><published>2010-05-03T10:02:00.000+02:00</published><updated>2010-05-03T10:05:07.374+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Padova - Maratona di S. Antonio</title><content type='html'>A posteriori, una volta placato lo stato di alterazione, tutto viene inquadrato in una diversa prospettiva. Così, ciò che era appena stato vissuto come un interminabile calvario, assume presto il valore di un dissennato fallimento.  E, per farsi ulteriormente del male, basta dare un’occhiata alla classifica: giusto per constatare che, stringendo un po’ i denti, magari ci si poteva aggiudicare un piccolo premio.&lt;br /&gt;Il fatto è che quando la mente decide di interrompere le connessioni con il resto del corpo, raccomandazioni, progetti e ambizioni cambiano registro: si distaccano da noi e si convertono in una sorta di linguaggio sconosciuto. Cominciamo  ad oscillare tra uno stato di lucidità, certi di poter dare fondo a tutte le nostre riserve di energia, ed un annebbiamento totale che genera dolori e incubi.  I più determinati sanno gestire il demone, stimolati da forza e  motivazione. Ma se solo uno di questi fattori langue, non c’è santo che tenga. Nemmeno S. Antonio.&lt;br /&gt;Bisogna ammetterlo: quello di Padova è stato un disastro annunciato. Non mi era mai capitato di vivere con tanta pesantezza la preparazione di una maratona, mai avevo provato una simile indolenza: io, che non sapevo cosa significasse correre controvoglia, ultimamente dovevo schiaffeggiarmi per convincere me stessa ad allacciare le scarpette e uscire di casa. Nessun problema fisico, metabolico o strutturale. Solo una mole di preoccupazioni che non pensavo avrebbero potuto investirmi  con tanta forza. Parlare della crisi economica è ormai un luogo comune. Viverla sulla propria pelle è decisamente un’altra storia. La paura fa brutti scherzi, il senso di impotenza azzera gli entusiasmi, l’ansia accorcia il fiato.&lt;br /&gt;Una grande passione, però, non può smorzarsi di colpo. Cascasse il mondo. Quando l’impulso della corsa fluisce nelle vene e alimenta i palpiti vitali, rinunciare a correre è come rinunciare a respirare.&lt;br /&gt;Così ho tenuto fede al  mio programma. O meglio: le gambe hanno seguito il percorso tracciato, mentre la testa è rimasta leggermente più indietro. La logica, lo stato delle cose, la cruda razionalità mi suggerivano di rinunciare; coscienza, sentimento, e testardaggine  mi spronavano ad andare fino in fondo. Del resto, perché vanificare tanti allenamenti sfiancanti? Tutte le sedute svolte al limite della sopportazione fisica tra neve, gelo e bufere: solo fatica sprecata? Sapevo che non dovevo azzardarmi nell’avventura di una maratona primaverile, ma ormai avevo dato tutto: era quindi necessario riconoscere un senso a tanto impegno. Comunque potesse andare.&lt;br /&gt;Bizzarra coincidenza: la domenica della maratona cadeva proprio nel giorno dedicato alla ricorrenza della Liberazione. Era così che percepivo l’evento: tanto avevo penato, che volevo solo liberarmi dal pensiero. Consapevole che non potevo aspettarmi nulla, coltivavo in realtà nel mio profondo la speranza che proprio questo senso di distacco avrebbe potuto risultare favorevole: priva di obiettivi precisi, affrancata da qualsiasi ansia da prestazione, senza un risultato a cui ambire, sarei magari riuscita a correre più serenamente del solito e, chissà, sorprendermi della mia prestazione. Le solite intermittenze del cuore: una parte di me si apprestava a correre per senso del dovere, l’altra sognava di essere rapita dalla trance agonistica.&lt;br /&gt;Arriva così il 25 aprile. Come mi sento? Non lo so. Normale, si può dire? E’ una bella giornata, l’area di partenza è sufficientemente confortevole, nessun intoppo o imprevisto. Perfetto, no?&lt;br /&gt;Evidentemente no. Il primo boicottaggio lo ricevo dal mio crono: al primo km, nel rilevare l’intertempo,  mi accorgo che allo sparo non l’ avevo avviato correttamente. Poco male, certo, ma sempre una scocciatura. Fortunatamente riesco ad unirmi ad un paio di podisti che viaggiano ad un ritmo a me consono, sono in ottima compagnia e questo mi aiuta. Supero la mezza maratona e comincio a pensare che ne manca altrettanta: l’idea mi infastidisce, inizio ad avvertire come un senso di noia. Non si tratta di stanchezza fisica, non è un calo energetico bensì un vuoto di motivazione. Mi vedo dal di fuori e mi chiedo dove abbia intenzione di andare. Terribile. Così come terribile diventa la sete. Non ricordo di avere mai sofferto tanta arsura in gara, io che solitamente devo sforzarmi per bere almeno un sorso d’acqua ai ristori. Stavolta, invece, mi sono addirittura fermata per scolarmi una bottiglietta intera. Sono al 25° chilometro: da qui ha inizio il mio calvario. So bene che, una volta interrotto il flusso della corsa, riprenderlo è pressoché impossibile. Ci provo, voglio crederci, la crisi di un attimo poi si riparte alla grande. Certo. Per un altro chilometro o poco più. Finché anche mille metri diventano una distanza impossibile. Ecco che si presentano doloretti vari: l’allacciatura della scarpa fastidiosa, la fitta al fianco, la rigidità della solita gamba. L’arrivo è lontano anni luce, vorrei chiudere gli occhi e svegliarmi quando tutto sarà finito. Tagliare il traguardo strisciando, che senso ha? È vero che non avevo ambizioni, contavo però di giungere al termine correndo, non barcollando. Continuo a procedere ad elastico, qualche passo di corsa e tanti di cammino. Corricchio e cammino, e come me un’infinità di altri podisti. Una vera strage. Così arrancando, sono ormai al 37°. Quasi arrivata. Peccato per quel “quasi”. La maratona per me è già finita almeno 10 chilometri fa, sto procedendo per inerzia solo perché non posso fare diversamente. Ma mi sento ormai abbattuta, finita, rassegnata. Tanto che il pullman scopa che transita lentamente mi appare come un’oasi nel deserto: non so resistere, ci salto sopra senza esitazione.&lt;br /&gt;Lo sguardo di Jader, che stava aspettando da troppo tempo e non mi ha visto arrivare, mi trafigge. In realtà esprime solo estrema preoccupazione, allarmato dall’incessante viavai di ambulanze che rievoca brutti ricordi. Io però vi leggo delusione, per non dire rabbia: la mia percezione è distorta, a causa dell’avvilimento e del rammarico che già mi assale. Sono trascorsi appena pochi minuti, e già mi mangio le mani. Non ho saputo gestire la sofferenza, non ho mostrato grinta né tenacia. Non mi sono comportata da maratoneta. Ora lo posso dire, e potrei continuare ad infierire ancora e ancora.&lt;br /&gt;Ma quando le gambe tentavano disperatamente di condurmi a Padova, la testa vagava in tutt’altra direzione. Questo è quanto. Il capitolo e chiuso e ora si volta pagina.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2535974168816784857?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2535974168816784857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2535974168816784857' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2535974168816784857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2535974168816784857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/05/padova-maratona-di-s-antonio.html' title='Padova - Maratona di S. Antonio'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2204801603490793201</id><published>2010-03-29T21:04:00.003+02:00</published><updated>2010-03-29T21:20:39.942+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I miei articoli su Correre'/><title type='text'>A New York. Contro la SLA</title><content type='html'>&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;em&gt;&lt;strong&gt;Correre n. 306 - Aprile 2010&lt;/strong&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Parma, 12 settembre 2004. I più assidui frequentatori della community di Podisti.net hanno colto l’occasione della Cariparma  Marathon per (ri)conoscersi: finalmente potranno assegnare un volto a nomi e soprannomi confrontatisi finora solo virtualmente. Molti correranno la maratona, io mi misurerò sulla mezza, altri si fermeranno a 10km.  Francesco, invece, non è in tenuta da running: è passato solo per un saluto. Come saprò in seguito, da un po’ non è in gran forma: avverte un’insolita stanchezza, di tanto in tanto riscontra difficoltà nei movimenti, e nota svariati sintomi indecifrabili.&lt;br /&gt;Nel tempo gli appuntamenti sul web si fanno via via più radi, il gruppo si frastaglia e gli incontri diventano prevalentemente casuali. Non ho più saputo nulla di Francesco. Fino a pochi mesi fa, quando, scorrendo sul sito tramite il quale l’avevo conosciuto, leggo: “Francesco Canali ha un sogno: correre a New York spinto da 4 amici per combattere la SLA”. L’onda di ricordi che segue la scossa gelida mi porta a riallacciare quei contatti ormai lontani.&lt;br /&gt;Eccolo dunque davanti a me, Francesco, sorridente e radioso come solo una persona dotata di vitalità straordinaria può mostrarsi. Non c’è traccia di sofferenza sul suo volto, né toni di abbattimento nella sua voce: affronta il dramma con leggerezza e dignità, e riferisce il suo calvario con l’orgoglio di chi, anche nel baratro, non si lascia sfuggire nessuna opportunità.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Quando mi diagnosticarono la malattia, nell’aprile del 2005, restai per un giorno e mezzo a fissare il muro della mia camera. Avevo due opzioni: aprire la finestra e buttarmi sotto, oppure reagire.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Francesco ha cesellato la reazione al male giorno dopo giorno, nei lunghi anni scanditi da visite, analisi e controanalisi senza esito. Anni durante i quali si documenta, acquisendo  consapevolezza della sua sorte. Eppure, impegna ogni forza per non rinunciare a ciò che più lo entusiasma.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Dopo 25 anni di basket- &lt;/em&gt;racconta&lt;em&gt; - decisi di dedicarmi alla corsa. Come tutti, iniziai con pochi chilometri. Poi mi appassionai, aumentai le distanze e mi posi degli obiettivi. Ma già nel 2001 colsi i primi segnali: mi stancavo troppo presto, non era da me. Riuscii comunque a portare a termine due mezze maratone: la prima nel 2003, proprio a Parma. Altre due l’anno successivo, e già in testa avevo il sogno  di tanti podisti: New York. Ma il progredire della malattia soffocò le mie ambizioni. Gli ultimi passi di corsa li ho mossi nel 2005, in febbraio: 6 km terminati in condizioni pietose.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Nonostante tutto, Francesco non demorde. Una vita nello sport gli ha donato tenacia e determinazione.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Non sono uno che si arrende, non lo sono mai stato. La partita si combatte fino alla fine, guai darsi per vinti. Ho bluffato finché ho potuto, per non gravare sui miei cari. Ora sono forte anche per merito loro. Paradossalmente, grazie a questa malattia ho ricevuto dimostrazioni di affetto e solidarietà che diversamente non avrei conosciuto.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Come replicare? Un uomo su una sedia a rotelle ringrazia un destino infausto per le nuove opportunità che esso gli ha offerto. Quando si dice: voglia di vivere. Voglia di mettersi ancora in gioco e sostenere altre sfide. E New York torna a profilarsi all’orizzonte.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;L’ho lanciata come battuta, ad un amico: perché non ti alleni per spingermi  alla maratona di New York? Beh, mi ha preso sul serio!&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Il progetto diviene dunque ufficiale, con il patrocinio dell’&lt;a href="http://www.vincilasla.it/page.php?6"&gt;AISLA&lt;/a&gt; (Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica), il sostegno di diversi enti e associazioni e, soprattutto, il coinvolgimento di quattro amici: Gianfranco Beltrami, Andrea Fanfoni, Gianluca Manghi e Claudio Rinaldi. Da sempre uniti dalla passione per la corsa, ora pronti ad affrontare una nuova avventura, non certo fine a se stessa.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Voglio lanciare un messaggio di speranza ai tanti malati e, soprattutto, sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni affinché incrementino la ricerca su questa malattia, ancora troppo oscura.&lt;br /&gt;&lt;/em&gt;Non fosse perché lo vedi su una sedia a rotelle, non si direbbe mai che Francesco sia malato: ciò che trasmette è energia pura, frizzante, briosa. Unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per sostenere il progetto: AISLA ONLUS - MARATONA NEW YORK  2010c/c  57369480 iban    IT43N0623012708000057369480, info su www.vincilasla.it&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2204801603490793201?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2204801603490793201/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2204801603490793201' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2204801603490793201'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2204801603490793201'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2010/03/new-york-contro-la-sla.html' title='A New York. Contro la SLA'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8297098362023002214</id><published>2009-11-30T16:28:00.002+01:00</published><updated>2009-11-30T16:32:51.205+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratona di Firenze</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SxPliCp8AoI/AAAAAAAAAIs/CWnaAuKWyPI/s1600/David_piazzale_michelangelo.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 150px; FLOAT: right; HEIGHT: 200px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409919950393180802" border="0" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SxPliCp8AoI/AAAAAAAAAIs/CWnaAuKWyPI/s200/David_piazzale_michelangelo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;9 giugno 1987, ore 7.30 (circa). Esco dalla stazione di Santa Maria Novella e mi guardo attorno, alquanto disorientata. Individuo il punto informazioni del servizio di autotrasporti e chiedo come poter raggiungere lo stadio. Sguardo stranito: a quest’ora?!?! Certo, a quest’ora. Proprio a quest’ora mi appresto a guadagnare una posizione strategica davanti all’ingresso, per poter scattare come un fulmine sotto il palco, non appena si apriranno i cancelli. Dovrò aspettare ore, è vero, ma per David questo e altro: il primo concerto di Bowie in Italia, e io sarò lì, in adorazione del mio idolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;29 novembre 2009, ore 7.30 (circa). David domina su Piazzale Michelangelo. Un altro David, ovviamente, così come ben altra è la ragione che mi ha portato, oggi, a Firenze. La follia di allora, però, non è tanto lontana da quella attuale: c’è sempre una dose di irrazionalità nelle passioni, quella che porta a compiere gesti che gli estranei considerano assurdi. Stamattina, su questo balcone che offre una delle viste più spettacolari del mondo, di “pazzi” ce ne sono davvero tanti. Oltre diecimila, pare. Troppi. Il numero mi spaventa. Gli anni addietro, guardando la maratona in tv, mi chiedevo cosa sarebbe successo quando quelle stradine strette lungo le quali stavano correndo una decina di atleti (poiché la diretta RAI, ovviamente, inquadra solo i primi), sarebbero stata invase dalla massa di podisti. Non è una gara per me, mi dicevo. Perché mi sono iscritta, allora? Già, perché? Una questione di data, fondamentalmente. Poi, ammettiamolo, un evento di grande richiamo desta sempre un certo interesse. Beh, ora che ho soddisfatto la mia curiosità posso affermare che, per quanto mi riguarda, una volta basta e avanza.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Già dal primo chilometro mi domando chi me l’abbia fatto fare. Impossibile correre in una simile calca. Le mie migliori intenzioni vanno lentamente sgretolandosi. Tutti i bei pensieri che avrebbero dovuto accompagnare la mia corsa non riescono a raggiungere la mente, tesa invece in un costante stato di allerta: anziché concentrarmi su ritmo e sensazioni, cerco di proteggere la mia incolumità, non risparmiando insulti a chi non riesce ad evitare di toccarmi i piedi (la maratona di Carpi, finita al pronto soccorso, ha lasciato il segno). Tutta la prima metà della gara è un frenare, riprendere, scartare , accelerare. Mi auguro che il tempo perso all’inizio possa fruttare in seguito. Peccato che le gambe non rispondano. La brillantezza che auspicavo non accenna a presentarsi, procedo sempre più a rilento. Quando poi avverto alle mie spalle un plotone in minaccioso avvicinamento, crollo definitivamente. Travolta dal drappello delle 3h15, mi domando se abbia senso continuare a soffrire. Uno scatto d’orgoglio mi rimette in riga, magari ce la posso ancora fare: prendo un attimo fiato poi li riprendo e li saluto. Certo, come no!...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dal trentesimo in poi mi fermo più volte – stavolta non c’era nessuno ad impedirmelo. Ritirarsi è comunque più complicato che trascinarsi fino all’arrivo, senza contare quanto sia insopportabile solo l’idea di dover annunciare a Jader che ho rinunciato. Già immagino la sua ansia, vedendo il cronometro procedere ben oltre il tempo che avrebbe dovuto segnare al mio arrivo. Intanto mi sembra che tutto il mondo corra davanti a me, mi sta superando l’intero universo femminile. E io che credevo di poter valere ancora qualcosa…&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ho chiuso la mia tredicesima maratona realizzando la peggior prestazione di tutti i tempi. Sulle cause dovrò indagare. Forse dovrei semplicemente rassegnarmi, ma non ne ho voglia. Non ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8297098362023002214?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8297098362023002214/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8297098362023002214' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8297098362023002214'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8297098362023002214'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/11/maratona-di-firenze.html' title='Maratona di Firenze'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SxPliCp8AoI/AAAAAAAAAIs/CWnaAuKWyPI/s72-c/David_piazzale_michelangelo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-9170773162753767173</id><published>2009-11-18T13:58:00.002+01:00</published><updated>2009-11-18T14:06:05.894+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Sul mito di New York</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SwPxFwDwUzI/AAAAAAAAAIk/-2j-KGuGC20/s1600/NY08.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405429058877018930" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SwPxFwDwUzI/AAAAAAAAAIk/-2j-KGuGC20/s320/NY08.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Anche quest’anno attorno alla maratona di New York si è scatenato un proliferare di polemiche, incentrate soprattutto sul rilievo che è stato dato a tale evento dai media, giudicato da molti eccessivo. Da parte mia vorrei esprimere alcune considerazioni sulle ragioni di tanta risonanza. Sottolineo che si tratta di riflessioni del tutto personali: certamente opinabili, ma sicuramente condivisibili da tanti podisti che, come me, hanno vissuto l’esperienza di quella maratona.&lt;br /&gt;Innanzitutto, una precisazione: trovo New York decisamente brutta. E’ questa la prima impressione che ho avuto della città. Il mio senso estetico non riceve alcuno stimolo dalla giungla grigioacciaio che svetta all’infinito. Certo, le luci, i contrasti, l’imponenza non possono che colpire. Effettivamente, dopo diversi anni ho cominciato anch’io ad apprezzare questi aspetti. Si tratta però del fascino dell’esagerato, dell’iperbolico, del grottesco: la bellezza è un’altra cosa. Questa premessa solo per chiarire che la città in sé non ha alcuna influenza sul mio giudizio riguardo la maratona.&lt;br /&gt;Il mio approdo a New York fu del tutto casuale. A quel tempo non potevo neppure definirmi una podista: corricchiavo, sì, ma senza nessuna cognizione di causa. Non possedevo né cronografo, né abbigliamento consono; non avevo mai sentito parlare di soglia aerobica, fondo medio, ripetute ecc. Correvo e basta, tutti i giorni, per un numero indefinito di chilometri. Il gruppo podistico del mio paese aveva cercato più volte di coinvolgermi, ma io niente: non mi piace la competizione, dicevo. Finché il mio sguardo non cadde su una locandina pubblicitaria: New York City Marathon Tune- Up, gara podistica di 25 km. L’idea mi stuzzicò, non certo per la gara in sè, quanto per provare se fossi in grado di correre quella distanza, io che non avevo mai misurato i percorsi sui quali abitualmente scarpinavo.&lt;br /&gt;L’incontro con il gruppo organizzatore fu folgorante. La visione di foto, manifesti e medaglie di maratone internazionali fece scattare in me qualcosa di nuovo e sconosciuto, e quel ragazzo che, stimolato dalla mia curiosità, cominciò a raccontarmi la sua maratona di New York (e sottolineo, sua: la sua esperienza, la sua emozione, il suo vissuto), mi aprì un mondo. Insomma, entrata per avere informazioni sulla Tune-Up, uscii con l’iscrizione a New York. Io che avevo sempre manifestato la mia diffidenza verso gli USA in generale, che rifuggivo da qualsiasi luogo affollato, che rabbrividivo solo all’idea di dover trascorrere più di qualche minuto al freddo… Quando si dice “un colpo di vita”.&lt;br /&gt;Senza nessun allenamento specifico, mi trovai sul luogo di partenza, sperimentando tutti i disagi connessi. La giornata era gelida, impossibile trovare riparo, scontato assiderarsi. Mi chiesi, ovviamente, chi me l’avesse fatto fare, giurando che mai più… Eppure, una volta sul ponte di Verrazzano, mi stupii della mia commozione. Sarà stato che non avevo mai partecipato ad un evento così grande, ma l’intensità di quei momenti ha lasciato in me una traccia indelebile. E lo stesso dicasi per i successivi 42 km, corsi tra l’incitazione di una città che sembra essere lì solo per te. Analoga sensazione all’arrivo: mentre a stento trattieni le lacrime, ognuno dei volontari dislocati in Central Park ti fa sentire un campione.&lt;br /&gt;Entrata a far parte del gruppo organizzatore, ho avuto l’opportunità di tornare a New York anche negli anni successivi. Credevo che l’emozione della prima volta non avrebbe potuto ripetersi. Falso. Nel tempo sono cambiati il mio approccio alla gara, la mia preparazione, il mio grado di aspettativa: immutato è però lo stato d’animo con cui vivo l’evento “Maratona di New York”.&lt;br /&gt;Si è totalmente immersi nell’atmosfera della maratona durante tutta la settimana di permanenza. Questo perché l’intera città lo è. L’insegna della NYCM è ovunque: sui lampioni, sulle vetrine, sugli autobus. Nello specifico, poi, non c’è un addetto alla gara (da quello che dirige il traffico all’interno dell’expo a quello che ti consegna la tua sacca alla fine della gara) che non abbia un sorriso, una gesto di calore, una parola di incoraggiamento per te. In quali altri luoghi succede?&lt;br /&gt;I partecipanti italiani sono i più numerosi, è vero, ma basta guardarsi attorno per accorgersi che è tutto un mondo quello che ci circonda. Gironzolando perlopiù da sola, ho colto la molteplicità di colori, stili, linguaggi che pullulano tra strade, negozi e locali – e mi riferisco ai soli maratoneti, facilmente individuabili. Questa globalità mi esalta, mi esalta sentirmi un puntino tra un’infinità di altri puntini. Uniformità nella diversità, un senso di infinito e di indefinito. Spiazzante ed eccitante.&lt;br /&gt;Le persone che accompagni, quelle che ti accompagnano, quelle che incontri o che vorresti incontrare condividono con te ansie e preoccupazioni, ma anche curiosità e aspettative. Si parla la stessa lingua, magari con accenti e inflessioni diverse, comunque sulla medesima lunghezza d’onda. C’è voglia di complicità, di condivisione, di approvazione: come quando, la sera dopo la gara, tutti i medagliati si sorridono l’un l’altro, incrociandosi per strada.&lt;br /&gt;Ognuno, poi, vorrà raccontare la propria maratona, poiché ognuno avrà qualcosa di unico e irripetibile da ricordare. Si cerca quindi il confronto, tentando di mantenere il contatto con un’emozione che si vorrebbe prolungare il più possibile – magari già pensando alla prossima volta. Perché è vero che si attraversano disagi difficilmente sopportabili, ma è altrettanto vero che questi vengono messi in secondo piano da un contesto nel suo complesso entusiasmante.&lt;br /&gt;Qualsiasi cosa succeda, ne vale la pena. E’ questa la conclusione che trassi al termine della trasferta dell’anno scorso (&lt;a href="http://valerunner.blogspot.com/2008/11/new-york-2008.html"&gt;http://valerunner.blogspot.com/2008/11/new-york-2008.html&lt;/a&gt;). Ed è anche l’amara constatazione che ha ripetutamente attraversato la mia mente in queste ultime settimane, trascorse a casa: sarà banale, ma è effettivamente quando qualcosa ti viene a mancare che realizzi quanto fosse importante per te.&lt;br /&gt;E’ ovvio che attorno alla NYCM ruoti un grande business, ma dove non accade? Anch’io mi irrito quando colleghi o conoscenti mi chiedono se ho mai corso la maratona di New York, convinti che sia l’unica maratona al mondo (ovviamente, se rispondi loro che hai corso quella di Venezia, ti domandano quanto sia lunga). Non possiamo però negare che il mito della maratona di New York sia nell’immaginario di ogni podista: magari anche con accezioni negative, ma sempre con una peculiarità tutta sua. Una ragione ci sarà, e va cercata nelle sue caratteristiche, nel suo contesto, nella sua storia. A mio avviso, affermare che si tratti solo di business è un po’ cadere nel luogo comune secondo il quale tutte le grandi ricorrenze, Natale compreso, sono ormai pure occasioni commerciali. Eppure tutti, ognuno a modo suo, le celebrano. Sta a noi, alla nostra sensibilità, attribuire ad esse il significato che riteniamo più consono al nostro sentire.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Pubblicato su &lt;a href="http://www.podisti.net/index.php?option=com_content&amp;amp;view=article&amp;amp;id=3605:sul-mito-di-new-york&amp;amp;catid=116:new-york-usa-maratona-di-new-york-2009&amp;amp;Itemid=190"&gt;Podisti.net &lt;/a&gt;e &lt;a href="http://www.adrenalinechannel.it/show/2219/il_mito_di_new_york.html"&gt;Adrenaline Channel&lt;/a&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-9170773162753767173?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/9170773162753767173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=9170773162753767173' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/9170773162753767173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/9170773162753767173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/11/sul-mito-di-new-york.html' title='Sul mito di New York'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SwPxFwDwUzI/AAAAAAAAAIk/-2j-KGuGC20/s72-c/NY08.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8270182120189375952</id><published>2009-11-09T22:10:00.002+01:00</published><updated>2009-11-09T22:13:38.543+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Maratona di Ravenna</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SviF0lY4pJI/AAAAAAAAAIc/cj1XpJUdRaM/s1600-h/IMG_0793.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 214px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402214891467089042" border="0" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SviF0lY4pJI/AAAAAAAAAIc/cj1XpJUdRaM/s320/IMG_0793.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Da una settimana controllavo quotidianamente le previsioni meteo sperando che l’evoluzione dei flussi e delle correnti avrebbe apportato qualche modifica. Nulla. Si notava qualche minima variazione nella giornata di venerdì e in quella di sabato – nuvolette e mezzi soli che si spostavano da un’ora all’altra, tra la prevalenza di scrosci e temporali. Del tutto immutato, invece, il quadro domenicale: pioggia a oltranza. Confesso che tali aspettative non hanno inciso più di tanto sul mio stato d’animo rispetto alla gara: priva di una perfetta cognizione del mio stato di forma, conscia di essere comunque molto al di sotto di quanto ambirei ottenere da me stessa, condizioni climatiche avverse potevano rappresentare un’attenuante ad una scarsa prestazione. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Infagottata dentro un sacco della spazzatura, sgambettavo in prossimità dell’area di partenza chiedendomi quanto avrei potuto resistere a quel freddo. Forse dovevo coprirmi di più, ma indumenti fradici non avrebbero certo garantito maggiore benessere. Cercavo di concentrarmi su quella che avrebbe dovuto essere la mia condotta di gara, con la consapevolezza che mi ero impegnata al massimo: non potevo permettermi di sciupare mesi di scrupoloso lavoro.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Esco dal sacco e mi lancio sulla scia dello sparo. Dove voglio andare? Dovranno caricarmi sull’ambulanza con un principio di assideramento. Certo che cominciamo proprio bene…&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dopo circa un chilometro penso che in fondo non è poi così freddo – che sia perché ora il vento è alle spalle? Lo slalom tra le pozzanghere però non mi diverte affatto, né apprezzo il sentiero ghiaiato nel parco, per non dire del pavé in città. Ravenna è indubbiamente bellissima, peccato che quando corro io non sia in grado di apprezzare il panorama neppure in condizioni climatiche ottimali, figurarsi quando la mia attenzione è rivolta a mantenere l’equilibrio. Devo però ammettere che, nonostante tutto, il ritmo è decisamente brillante, anzi, devo controllarmi per non eccedere. Finché non usciamo dal centro e ci avviciniamo alla mezza maratona. Ora la bufera rema contro, è necessario procedere a testa bassa – e chi non ha tanta zavorra ha un bel da spingere… Vedo qualcuno che torna indietro, non devo farmi indurre in tentazione! La ragazza che mi aveva superato nei primi chilometri non è più così lontana, evidentemente non sto soffrendo solo io. Questo rettilineo corso a denti stretti mi ha rovinato la media, e pensare che mi ero illusa di poter sorprendere me stessa. Ma, come si dice, ormai sono in ballo. &lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Sul viale tra i pini ho modo di riprendere un po’ fiato, per quanto sia possibile a questo punto della gara. I rettilinei hanno su di me un effetto sconcertante, mi proiettano in una sorta di trance che contiene la fatica. Il trentesimo è passato, il bello deve dunque ancora arrivare. L’incubo del muro attraversa la mia mente, so bene che si erge all’improvviso, senza alcun segnale. Ma la mia avversaria è lì, sempre più vicina…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Anche il trentacinquesimo è andato e sento che posso osare un po’ di più. Non che abbia la capacità di migliorare le mie aspettative iniziali, ma dovrei riuscire comunque a concedermi un bel finale. Un altro tratto controvento, adesso, non ci voleva proprio. Mi duole un fianco, che significa? Respira profondamente, non dargliela vinta! Ecco, è passato. E lei è ormai a pochi passi. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;&lt;br /&gt;39°, non si può più indugiare. Metto la freccia e sorpasso, mi lancio verso il quarantesimo rischiando persino di annegare in una pozzanghera, ma ormai devo giocarmi tutto per non farmi riagguantare. Cosa sono due chilometri? Si fanno tutti d’un fiato. Sento la voce dello speaker, sto arrivando!&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;color:#000000;"&gt;Va bene, speravo in un crono migliore e anche in un miglior piazzamento. Ma che lo dico a fare? C’è forse qualcuno che mi abbia mai sentito esprimere note di tripudio e soddisfazione? E’ già tanto se riesco a sorridere e a raggiungere pimpante lo spogliatoio: persino Jader è sorpreso. Avrebbe scommesso sul mio ritiro. Sono soddisfazioni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8270182120189375952?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8270182120189375952/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8270182120189375952' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8270182120189375952'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8270182120189375952'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/11/maratona-di-ravenna.html' title='Maratona di Ravenna'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SviF0lY4pJI/AAAAAAAAAIc/cj1XpJUdRaM/s72-c/IMG_0793.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2791680831970306681</id><published>2009-09-21T14:54:00.003+02:00</published><updated>2009-09-21T14:55:43.726+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='libri'/><title type='text'>Cecità</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Srd3j0BQt_I/AAAAAAAAAIU/3frvCcGDkmw/s1600-h/cecitÃ .jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5383903336687777778" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 153px; CURSOR: hand; HEIGHT: 250px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Srd3j0BQt_I/AAAAAAAAAIU/3frvCcGDkmw/s320/cecit%C3%A0.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lo ammetto, mi è capitato di abbandonare alcuni libri senza averne terminato la lettura. Alcuni di essi richiedevano tempo e concentrazione superiori a quelli che potevo loro dedicare in quel particolare momento, li ho dunque riposti con la buona intenzione di riappropriarmene in una circostanza più congeniale. Altri, invece, non riuscivano a fare vibrare nessuna delle mie corde: alle righe che scorrevano sotto i miei occhi non si associava alcuna immagine nella mente, anzi, i pensieri vagavano liberi, lontani anni luce dalle pagine. Inutile, quindi, insistere.&lt;br /&gt;Mai però mi era capitato di dovermi staccare da un libro per eccesso di turbamento. Si è trattato del cedimento di un attimo, è vero, ma l’ho pensato più volte: non posso andare avanti. Invece ho proseguito, come rapita dalla sublime inquietudine di una storia chissà quanto assurda. Quella narrata da José Saramago in &lt;em&gt;Cecità&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Un intero Paese è colpito da una misteriosa epidemia che rende tutti ciechi. Si assiste perciò al degrado fisico e morale della comunità: venuti meno i beni primari, scatta la feroce e spietata lotta per la sopravvivenza, che rivela gli aspetti più mostruosi del genere umano. La narrazione corre schietta, quasi brutale, non senza vene di sarcasmo. I personaggi, senza nome, spiccano per le loro peculiarità: l’assenza di regole e di punti di riferimento fa emergere la forza dei caratteri e delle personalità. Alla fine di un capitolo si pensa che nulla di peggio possa accadere, salvo poi essere smentiti dal capitolo successivo. La discesa agli inferi sembra non avere termine, tanto che ogni barlume di salvezza finisce col perdere credibilità.&lt;br /&gt;Dal romanzo è stato tratto un film, diretto da Fernando Meirelles, con Julianne Moore: sinceramente non riesco ad immaginarene la trasposizione cinematografica, ma sono molto curiosa.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2791680831970306681?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2791680831970306681/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2791680831970306681' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2791680831970306681'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2791680831970306681'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/09/cecita.html' title='Cecità'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Srd3j0BQt_I/AAAAAAAAAIU/3frvCcGDkmw/s72-c/cecit%C3%A0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3338470332824553275</id><published>2009-09-14T22:02:00.003+02:00</published><updated>2009-09-14T22:08:31.546+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Giro Podistico Avis S.Lazzaro</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sq6ilgOU9OI/AAAAAAAAAIM/U2rKeoXG2Uo/s1600-h/Giro+Podistico+S.Lazzaro.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 213px; FLOAT: left; HEIGHT: 320px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5381417369943209186" border="0" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sq6ilgOU9OI/AAAAAAAAAIM/U2rKeoXG2Uo/s320/Giro+Podistico+S.Lazzaro.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Basta davvero poco, a volte, per ribaltare una sensazione. Quasi inciampo sul traguardo nell’udire il grido esaltato &lt;em&gt;Brava Vale!&lt;/em&gt; Brava? Io, che ho arrancato come un bradipo stanco?!&lt;br /&gt;La gara parte in salita, sin dal primo metro. Ignoro cosa mi aspetta, è la prima volta che mi trovo su queste strade. Per un motivo o per un altro, non avevo mai preso in considerazione, gli anni addietro, una competizione che, evidentemente, non si adattava alle mie tabelle di allenamento. Stavolta invece riesco a farla rientrare nel programma, con grande soddisfazione del presidente della mia società - ormai rassegnato alle defezioni della sua atleta abitualmente restia ad onorare il calendario sociale.&lt;br /&gt;Incredibili gli orizzonti che si possono aprire ai nostri occhi distratti. Chissà quante volte ho transitato sulla strada dalla quale oggi siamo partiti, eppure mai avrei immaginato che, svoltato l’angolo, ci si ritrovasse subito in collina. Il percorso prosegue infatti sempre più ripido. Scende invece il morale nel constatare che la mia resistenza stenta a superare la dura prova alla quale è sottoposta. Ma come? Non ero io a vantarmi di saper affrontare le salite come una capretta arzilla? Cosa mi sta succedendo? E perché mi stanno sorpassando podiste che di solito neppure vedo? Beh, vorrà forse dire qualcosa il fatto che le loro gambe siano il doppio delle mie (e non in lunghezza), quando si tratta di potenza non posso che alzare le braccia. Lo smacco però è pesante, e indubbiamente contribuisce a smorzare la mia spinta. Devo rafforzare ‘sti muscoletti, accidenti a me!&lt;br /&gt;Ecco lo scollinamento, prima o poi doveva arrivare. E io mi butto in picchiata. Si si, proprio io che in discesa solitamente mi pianto come un palo, quasi invocando il soccorso alpino. Qui però la pendenza è affrontabile, sfrutto quindi il vantaggio delle lunghe leve e prendo il volo. Peccato che la strada torni presto ad impennarsi, e io mi ritrovi subito riagguantata. Al pendio successivo riacquisto la posizione e decido di non mollarla. Mi sembra di essere sulle montagne russe: su su su, poi giù tutto d’un fiato. Fatico a ritrovare l’assetto di corsa nelle ultime centinaia di metri pianeggianti, come se le gambe non trovassero terreno. Ho infatti un attimo di cedimento, prima di riuscire a spingere a più non posso verso l’arrivo.&lt;br /&gt;Brava Vale! Quante altre volte Jader mi ha accolto con tanto entusiasmo? Lui che, abitualmente, a stento nasconde la sua delusione, vedendomi arrivare alle spalle di certe altre podiste. Oggi invece, a suo parere, ho concluso al punto giusto. Sarà. Io tanto soddisfatta non lo sono proprio (del resto, quando mai?). La sua contentezza sbiadisce però le mie perplessità: una bella sferzata di energia, che mi sarà di grande aiuto per i prossimi impegni.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;p&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;a href="http://www.podisti.it/foto/092009/thumbnails.php?album=802"&gt;Servizio fotografico su Podisti.net&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3338470332824553275?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3338470332824553275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3338470332824553275' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3338470332824553275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3338470332824553275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/09/giro-podistico-avis-slazzaro.html' title='Giro Podistico Avis S.Lazzaro'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sq6ilgOU9OI/AAAAAAAAAIM/U2rKeoXG2Uo/s72-c/Giro+Podistico+S.Lazzaro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8982901153771199329</id><published>2009-07-27T15:47:00.002+02:00</published><updated>2009-07-27T15:48:53.431+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>De Andrè canta De Andrè</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sm2wHbfBEzI/AAAAAAAAAIE/YIu9p4aYq2o/s1600-h/locand.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5363136372951552818" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 212px; CURSOR: hand; HEIGHT: 227px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sm2wHbfBEzI/AAAAAAAAAIE/YIu9p4aYq2o/s320/locand.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Amo il silenzio. Non sono una di quelle persone che necessita di sottofondo musicale per qualsiasi attività. Condivido anzi le osservazioni di &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/06/sezioni/spettacoli_e_cultura/musica-ovunque/musica-ovunque/musica-ovunque.html"&gt;Umberto Eco&lt;/a&gt; a proposito dell’inquinamento acustico, quel "bagno amniotico che svilisce la musica "e ci perseguita negli aeroporti, nei bar e nei ristoranti, negli ascensori…”&lt;br /&gt;Esistono però alcune eccezioni, note che sanno penetrare nelle mie fibre facendole vibrare, suscitando turbamenti di rara intensità. Pochi gli autori capaci di scatenare in me simili effetti, pochissimi quelli per i quali oso affrontare la folla di un concerto dal vivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vidi Fabrizio De Andrè a Modena, credo fosse il 1991. Era da poco uscito Nuvole, ma io non lo avevo ancora assimilato. Conoscevo poco di lui, non avevo ascoltato altro oltre a quanto inciso nello storico concerto con la PFM: quel poco era stato sufficiente a farmelo amare, ma non fu abbastanza per farmi godere appieno lo spettacolo. Anche a causa della febbre che mi aveva colpito quella sera, non riuscivo ad entrare in canzoni per me nuove. Indispettita con me stessa, mi preoccupai di colmare le lacune della mia ignoranza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero già pronta ad acquistare i biglietti per il concerto di Fabrizio a Bologna, nel settembre del 1998. Peccato che la data fu annullata. Il gennaio seguente lui scomparve.&lt;br /&gt;Difficile accettarlo. Difficile concepire che una simile voce non esista più, che un tale poeta non possa più esprimersi, che quel genio non abbia più occasioni di sconvolgere, emozionare, provocare.&lt;br /&gt;Pullulano tributi e riconoscimenti, omaggi e celebrazioni: ne condivido lo spirito e l’intento, ma percepisco come oltraggi tutti i tentativi di riprodurre le sue canzoni. Sfregi ad un’opera d’arte. Tutti, tranne uno: l’unico che possa cantare De Andrè è…De Andrè. Cristiano è il solo che abbia i requisiti per poterlo fare. Non avessi avuto questa certezza, non avrei certo acquistato i biglietti per il suo concerto a Parma. L’intensità della serata è però stata al di sopra di tutte le mie aspettative. Quante canzoni mi hanno fatto piangere, senza altra ragione che non fosse insita nel valore della canzone stessa? Non saprei dire. Cristiano, però, sabato sera ci è riuscito per almeno due volte.&lt;br /&gt;Suoni limpidi e vibranti, voce calda e potente: uno colpo che non ti aspetti, Fabrizio è rinato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Ho visto Nina volare tra le corde dell'altalena, un giorno la prenderò come fa il vento alla schiena.&lt;/em&gt; Come fa il vento alla schiena: non è incantevole? Chi era quel “mostro” in grado di elaborare siffatte costruzioni?&lt;br /&gt;Sulle note di &lt;em&gt;Verranno a chiederti del nostro amore&lt;/em&gt; crollo definitivamente. La forza del testo, il coinvolgimento dell’interpretazione, il pensiero che nulla di così grande potrà tornare.&lt;br /&gt;C’è qualcosa di sublime in questo concerto. Mi sorprende e mi ferisce: &lt;em&gt;come tutte le più belle cose, vivono solo un giorno…&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8982901153771199329?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8982901153771199329/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8982901153771199329' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8982901153771199329'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8982901153771199329'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/07/de-andre-canta-de-andre.html' title='De Andrè canta De Andrè'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sm2wHbfBEzI/AAAAAAAAAIE/YIu9p4aYq2o/s72-c/locand.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2387719618609608866</id><published>2009-07-16T14:30:00.001+02:00</published><updated>2009-07-16T14:39:16.970+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><title type='text'>adozioni</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sl8fakohyrI/AAAAAAAAAHM/rVUKDMPi83I/s1600-h/Immagine.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5359036622964902578" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 240px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sl8fakohyrI/AAAAAAAAAHM/rVUKDMPi83I/s320/Immagine.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Tenerezza...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2387719618609608866?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.repubblica.it/2006/12/gallerie/ambiente/strane-adozioni/1.html' title='adozioni'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2387719618609608866/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2387719618609608866' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2387719618609608866'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2387719618609608866'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/07/adozioni.html' title='adozioni'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/Sl8fakohyrI/AAAAAAAAAHM/rVUKDMPi83I/s72-c/Immagine.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1644326261224400831</id><published>2009-07-03T10:15:00.000+02:00</published><updated>2009-07-03T10:16:01.664+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><title type='text'>ciao biancone</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Nina è sotto al letto, la piccola ha paura del temporale. Anch’io devo aspettare che si calmi la bufera, pur sapendo che oggi sarà impossibile svolgere il lavoro correttamente. 12+12x400, veloce a 3’40, “lento” a 4’00: fantascienza! Non sarà certo colpa delle condizioni meteorologiche se non riuscirò a tenere certi ritmi, ma almeno avrò una piccola attenuante.&lt;br /&gt;Placati tuoni e fulmini, infilo le scarpe e vado. Piove ancora e, ovviamente, c’è vento, ma tant’è. Mi lancio nell’impresa, costretta a prendere fiato tra un 400 e l’altro. Lo so, così sballa il senso dell’allenamento, ma è il massimo che riesco a dare. Perdo ben presto la cognizione del tempo e del numero delle ripetute, capisco solo quando sono ormai al termine – sì, ma quanto manca? Intanto la pioggia ha ceduto il passo al vapore che sale dai campi e dall’asfalto. Mentre annaspo ormai allo stremo delle mie forze, una tenera visione solleva il mio spirito: un micione candido sta attraversando la strada. Buffo come continui ad emozionarmi ogni volta che scorgo un animaletto, se poi si tratta di un piccolo felino mi sento sorridere da capo a piedi.&lt;br /&gt;Un incrocio di auto spezza l’idillio, sono costretta a fermarmi per lasciarle passare. Sciolto l’ingorgo, l’orrore. Il micione giace nel mezzo della strada, immobile.&lt;br /&gt;Eseguo la mia ripetuta più veloce per raggiungerlo, ditemi che è ancora vivo! Occhi sbarrati, linguina tra le labbra, con un filo di sangue. Forse però non è finito, forse si può ancora salvare. Lo prendo tra le braccia, mi sembra di sentire il suo cuore pulsare. Ma sono a tre chilometri da casa, una distanza infinita. Mi avvio veloce sperando in un miracolo. Ti prego, piccolo, dimmi che sei vivo… Non un sussulto, non un cenno di vita. Mi rendo conto che l’unico cuore che pulsa è il mio, sono costretta ad arrendermi. Ti devo lasciare, piccolino. Spero almeno tu non abbia sofferto.&lt;br /&gt;Riprendo a correre piena di rabbia. Maledetto chi ti ha ridotto così. Era impossibile non vederti. Non si è trattato di un incidente inevitabile. Maledetti tutti voi che vi sentite draghi in quella scatola di latta e che sapete usare solo il pedale dell’acceleratore!&lt;br /&gt;Appena a casa crollo, tutte le emozioni si sfogano in pianto. Le mie cucciole si strusciano e mi leccano le gambe salate. Come potrei vivere senza di voi? Invece qualcuno ora forse sta cercando il suo micione bianco, che io non sono riuscita a salvare… Cerco di scacciare questa angoscia, ma l’inquietudine non mi abbandona.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1644326261224400831?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1644326261224400831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1644326261224400831' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1644326261224400831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1644326261224400831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/07/ciao-biancone.html' title='ciao biancone'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4623856014272547525</id><published>2009-06-04T13:50:00.000+02:00</published><updated>2009-06-04T13:51:19.656+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Elezioni europee</title><content type='html'>Ecco a chi andrà la mia preferenza:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://speciale-elezioni-europee-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/05/21/contro-la-scienza-la-chiesa-non-teme-il-ridicolo/"&gt;http://speciale-elezioni-europee-micromega.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/05/21/contro-la-scienza-la-chiesa-non-teme-il-ridicolo/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4623856014272547525?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4623856014272547525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4623856014272547525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4623856014272547525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4623856014272547525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/06/elezioni-europee.html' title='Elezioni europee'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7438872845538480053</id><published>2009-05-01T21:23:00.001+02:00</published><updated>2009-05-01T21:24:37.051+02:00</updated><title type='text'>Una corsa nuova...</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SftMY5fcZtI/AAAAAAAAAFY/_Efk9iSJU6I/s1600-h/candidata.JPG"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5330938574556391122" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 392px; CURSOR: hand; HEIGHT: 269px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SftMY5fcZtI/AAAAAAAAAFY/_Efk9iSJU6I/s400/candidata.JPG" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7438872845538480053?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7438872845538480053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7438872845538480053' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7438872845538480053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7438872845538480053'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/05/una-corsa-nuova.html' title='Una corsa nuova...'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SftMY5fcZtI/AAAAAAAAAFY/_Efk9iSJU6I/s72-c/candidata.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3494249904806643767</id><published>2009-04-08T18:12:00.001+02:00</published><updated>2009-04-08T18:13:52.005+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Bye bye PD</title><content type='html'>Ho peccato di romanticismo, lasciandomi attrarre dall’influsso del buon Walter.&lt;br /&gt;Avevo sempre avuto un debole per lui: da quando si occupava di cultura e si appassionava per il cinema; da quando mi lasciò una dedica sul suo libro su Berlinguer. &lt;em&gt;A Valentina che vivrà e vedrà un mondo migliore&lt;/em&gt;, diceva. Il mondo non è affatto migliorato, almeno non ai miei occhi, ma di sicuro io mi sono sempre impegnata affinché non peggiorasse. Ho dunque seguito il sogno di Walter, credendo di poter offrire un mio piccolo contributo.&lt;br /&gt;L’ingenuità e l’inesperienza possono giocare brutti scherzi. In men che non si dica mi sono ritrovata nel direttivo del circolo, insieme a persone di cui non sapevo nulla. Ho subito iniziato ad occuparmi di cose per me completamente nuove, con entusiasmo e soddisfazione, e nel giro di pochi mesi è capitato che diventassi persino segretaria del circolo stesso. Accidenti! Enorme responsabilità, considerando la situazione critica che stava attraversando l’Amministrazione del nostro Comune. E’ proprio ciò che si è sviluppato attorno a quest’ultima che mi ha fatto prendere coscienza di quanto inconsistente fosse la struttura del partito e, soprattutto, di come fossero nette e inconciliabili le divisioni al suo interno. La cosa più grave, però, era che tali fratture si rivelavano sempre più esplicitamente anche a livello nazionale: una miriade di leader, ognuno dei quali esprimeva opinioni diverse sulle varie questioni all’ordine del giorno, senza mai una presa di posizione forte, chiara, autorevole. Solo blandi tentativi di compromesso e accomodamento. Era questa la forza riformista e progressista che doveva risollevare le sorti del Paese?&lt;br /&gt;Le primarie per il candidato Sindaco hanno dato il colpo di grazia finale. Strumento innovativo quanto pericoloso: devastante se utilizzato senza metodo e senza intelligenza. Tutti accorrono a votare per sentirsi protagonisti, per osannare il più visibile e rinomato: esattamente come nel televoto. Vince chi sa accaparrarsi più consensi, e non importa se è un incapace. Tutto sommato, non importa nemmeno quale sia esattamente la sua posizione politica, né quali siano le sue esperienze, le sue competenze, le sue proposte. Un bel giochino per fare accorrere le masse – e poco conta dove (e per chi) correranno quelle masse il giorno delle elezioni amministrative.&lt;br /&gt;Logica correntizia e visibilità: questo è ciò che ha prevalso in tutta questa triste vicenda. E che ha continuato a prevalere in maniera sempre più marcata nei mesi successivi.&lt;br /&gt;Più in alto, intanto, si dimetteva il segretario e lo si sostituiva col suo vice. Continuando ad arrancare tra prese di posizione incerte e assurde concessioni alla libertà di coscienza. E tutti ad entusiasmarsi per le parole di una segretaria di circolo che, facendo un copia-incolla di considerazioni già sviscerate da mesi su tutti i principali organi di stampa, senza aggiungere alcuna proposta, anzi, sviolinando il nuovo segretario, è diventata una star. Il nulla che avanza.&lt;br /&gt;Poiché il nulla sta avanzando di gran lena anche qui, io ho deciso di abbandonare la nave. Ho provato a resistere finché ho potuto, ma non ha senso lottare per qualcosa in cui non si crede più. Perché in questa linea io non mi riconosco affatto. Ho creduto nel sogno di Veltroni, ho creduto che la nostra forza e i nostri ideali avrebbero potuto concretizzarsi in un progetto comune. Ma ho dovuto constatare che le differenze sono troppe, e la mia coscienza profondamente di sinistra non può accettare squallidi compromessi che non fanno che evidenziare come, di fatto, il partito non esista.&lt;br /&gt;Ritengo che il progetto sia fallito, e che si stia operando un vero accanimento terapeutico per tenerlo in vita. Se le mie sono solo previsioni sono catastrofiche, saranno le elezioni di giugno a sancirlo. Di certo, qualunque potrà essere il risultato, resta il fatto che questo “amalgama” non è il mio partito. Mi spiace solo non averlo capito prima.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3494249904806643767?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3494249904806643767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3494249904806643767' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3494249904806643767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3494249904806643767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/04/bye-bye-pd.html' title='Bye bye PD'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2701124589435595840</id><published>2009-03-24T18:39:00.004+01:00</published><updated>2009-03-24T18:56:50.408+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Democrazia abbagliata</title><content type='html'>&lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/popolo-televoto/falso-mito-democrazia/falso-mito-democrazia.html"&gt;http://www.repubblica.it/2009/03/sezioni/spettacoli_e_cultura/popolo-televoto/falso-mito-democrazia/falso-mito-democrazia.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;"Dovrebbe risultare chiaro che alla fine si tratta di tecniche per colmare il vuoto spalancatosi nello spazio pubblico, per abbattere l'ansia politica, e anche per cercare un'opportunità di partecipazione vicaria: qualcosa di simile all'iscriversi a un gruppo di discussione su Facebook, non importa se di adoratori della fiction su Di Vittorio o di pensosi cultori del Nero di Avola. Quel che conta è dichiarare qualcosa di sé, aderire, ma anche sabotare, dichiararsi pro o contro, comunque esserci e farsi vedere."&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="color:#3333ff;"&gt;&lt;strong&gt;Esattamente come nelle primarie...&lt;/strong&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2701124589435595840?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2701124589435595840/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2701124589435595840' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2701124589435595840'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2701124589435595840'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/03/democrazia-abbagliata.html' title='Democrazia abbagliata'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7353329425494006698</id><published>2009-03-18T18:26:00.001+01:00</published><updated>2009-03-18T18:28:34.097+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>L’addio in versi (e laico) del poeta Valerio Magrelli al Partito democratico</title><content type='html'>Non sono poeta, ma il mio concetto è lo stesso...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://temi.repubblica.it/micromega-online/laddio-in-versi-e-laico-del-poeta-valerio-magrelli-al-partito-democratico/"&gt;http://temi.repubblica.it/micromega-online/laddio-in-versi-e-laico-del-poeta-valerio-magrelli-al-partito-democratico/&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7353329425494006698?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7353329425494006698/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7353329425494006698' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7353329425494006698'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7353329425494006698'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/03/laddio-in-versi-e-laico-del-poeta.html' title='L’addio in versi (e laico) del poeta Valerio Magrelli al Partito democratico'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2483828786425642368</id><published>2009-03-06T08:39:00.000+01:00</published><updated>2009-03-06T08:41:34.423+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Lo dico da sempre</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;“Infine, a completare un capolavoro, le primarie: un metodo di selezione dei candidati che prevede un partito consolidato e infine una struttura federale del partito steso: senza di che diventa guerra fratricida fra le mura delle città e delle contrade; il nemico sta dentro, con grande godimento dell’avversario vero che sta fuori. E poi, si può adottare un metodo che vive di conflitto a fondamento di un partito che ha bisogno di grande unità, almeno per stabilizzarsi? Metodi anti-democratici e rozzi, strutture e  procedure sbagliate. E cosa dire dei contenuti?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Nadia Urbinati,&lt;/strong&gt; &lt;em&gt;la Repubblica&lt;/em&gt; 6 marzo 2009&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2483828786425642368?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2483828786425642368/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2483828786425642368' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2483828786425642368'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2483828786425642368'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/03/lo-dico-da-sempre.html' title='Lo dico da sempre'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4522820940874845710</id><published>2009-03-01T20:28:00.001+01:00</published><updated>2009-03-01T20:28:54.876+01:00</updated><title type='text'>Moulin rouge - Il tango di Roxanne</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/lEh9az2GlpI' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/lEh9az2GlpI'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Capolavoro!&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4522820940874845710?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4522820940874845710/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4522820940874845710' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4522820940874845710'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4522820940874845710'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/03/moulin-rouge-il-tango-di-roxanne.html' title='Moulin rouge - Il tango di Roxanne'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5101698345996930546</id><published>2009-02-03T08:55:00.002+01:00</published><updated>2009-02-03T08:57:55.163+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>piano piano...</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SYf4519e1hI/AAAAAAAAAEM/uLMG1M_mVOo/s1600-h/Lolli09.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298477159245862418" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SYf4519e1hI/AAAAAAAAAEM/uLMG1M_mVOo/s320/Lolli09.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Temo che ormai sia ora di rassegnarsi: sono una lenta tapasciona...&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5101698345996930546?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5101698345996930546/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5101698345996930546' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5101698345996930546'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5101698345996930546'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/02/piano-piano.html' title='piano piano...'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SYf4519e1hI/AAAAAAAAAEM/uLMG1M_mVOo/s72-c/Lolli09.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-657183493103984499</id><published>2009-01-15T10:03:00.001+01:00</published><updated>2009-01-15T10:04:54.139+01:00</updated><title type='text'>Voglio prendere quell'autobus!</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SW78KlnTrNI/AAAAAAAAAEE/ZQ3qLA8tJ_Q/s1600-h/este_12145350_54000.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5291443871032782034" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 230px; CURSOR: hand; HEIGHT: 166px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SW78KlnTrNI/AAAAAAAAAEE/ZQ3qLA8tJ_Q/s400/este_12145350_54000.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-657183493103984499?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.uaar.it/uaar/campagne/bus/' title='Voglio prendere quell&apos;autobus!'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/657183493103984499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=657183493103984499' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/657183493103984499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/657183493103984499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/01/voglio-prendere-quellautobus.html' title='Voglio prendere quell&apos;autobus!'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SW78KlnTrNI/AAAAAAAAAEE/ZQ3qLA8tJ_Q/s72-c/este_12145350_54000.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5405725249708750346</id><published>2009-01-10T18:40:00.001+01:00</published><updated>2009-01-12T08:58:54.894+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>la piazza e la preghiera</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SWr4M7lbZFI/AAAAAAAAAD8/wk3MqTD6B2g/s1600-h/preghiera.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5290313613336863826" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 200px; CURSOR: hand; HEIGHT: 132px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SWr4M7lbZFI/AAAAAAAAAD8/wk3MqTD6B2g/s200/preghiera.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;La mia reazione di fronte alla foto che ritraeva la preghiera dei musulmani in Piazza Maggiore è stata “…Meraviglioso! Peccato non essere lì in quel momento!”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutt’altra reazione ho avuto, invece, nel leggere le dichiarazioni e i commenti di vari esponenti del Partito Democratico sulla questione: sorpresa, certo, ma soprattutto delusione e indignazione. Si parla di cittadini bolognesi spaventati e, addirittura, di “provocazione pericolosa, irrispettosa per la Chiesa cattolica bolognese”, “inopportuna, inopportunamente provocatoria e programmata”. Parte del PD, insomma, solleva argomentazioni simili a quelle esposte dal monsignor Vecchi, dimostrando un’ottusità e una superficialità decisamente sconcertanti. Sconcerto che viene ulteriormente alimentato dall’approvazione con la quale da alcuni è stato accolto l’articolo di Enzo Bianchi pubblicato sulla Repubblica del 9 gennaio. Il priore, oltre ad attribuire una valenza religiosa alla piazza (“la piazza su cui si affaccia la chiesa principale di una città riveste un carattere emblematico: affermazione forte della presenza del cristianesimo al cuore dell'abitato urbano”), ribadisce l’inopportunità della preghiera musulmana in quanto “l'immettere nell'esercizio di questo diritto alla libertà di espressione, anche collettiva, una così esplicita connotazione religiosa mi pare metta a rischio sia la natura laica delle contese socio-politiche sia l'essenza stessa della preghiera”. E prosegue con il suo approfondimento del significato e del valore della preghiera cristiana (e sottolineo cristiana).&lt;br /&gt;A parte il fatto che Bianchi, definendo la preghiera cristiana "disarmata, libera da ogni coercizione, impossibilitata a essere difesa con le armi”, pare abbia dimenticato alcuni episodi come l’inquisizione, le crociate, la conquista dell’America ecc., con la sua analisi non fa che confermare l’ottusità di simili argomentazioni.&lt;br /&gt;Si continua, cioè, a ragionare esclusivamente entro i propri schemi culturali, senza prendere in considerazione che quella in cui viviamo non è l’unica cultura possibile – né l’unica civiltà. E’ la mentalità del colonizzatore, di chi ritiene che la verità e il bene stiano da una parte sola, di chi giudica temibile e pericoloso ciò che non conosce: perciò fa il possibile per farlo rientrare nella propria gabbia conoscitiva – e, se non ci riesce, mira a sopprimerlo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’unica analisi davvero illuminata che ho avuto il piacere di leggere in questi giorni è quella di Joaquin Navarro-Valls (la Repubblica, 7 gennaio): “nella misura in cui le nostre società occidentali ospitano altre comunità e altri popoli, è necessario che impariamo a confrontarci un po' tutti con linguaggi necessariamente diversi dai nostri. E’ importante, in altre parole, che non ci attendiamo ingenuamente da immigrati islamici e profughi palestinesi che si esprimano come un sindacato occidentale o come un partito politico nostrano." E aggiunge “…la volontà di rintracciare una propria identità culturale e politica nel proprio credo tradizionale costituisce non un avamposto del terrorismo, ma il suo più efficace e risolutivo deterrente.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Libertà di pensiero e di espressione: valori di cui andare fieri. Io sono fiera che nella mia città si possa assistere a manifestazioni come quella di alcuni sabati fa. Purtroppo non posso dirmi altrettanto fiera di fare parte di una formazione politica che continua a perdere occasioni per dimostrasi una forza davvero nuova e riformista.&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5405725249708750346?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5405725249708750346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5405725249708750346' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5405725249708750346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5405725249708750346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2009/01/la-piazza-e-la-preghiera.html' title='la piazza e la preghiera'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SWr4M7lbZFI/AAAAAAAAAD8/wk3MqTD6B2g/s72-c/preghiera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8972057591713186479</id><published>2008-12-31T08:46:00.001+01:00</published><updated>2008-12-31T08:48:23.580+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I miei articoli su Correre'/><title type='text'>VISIONE NELL’OMBRA</title><content type='html'>&lt;em&gt;Correre&lt;/em&gt; n. 291 - Gennaio 2009&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sveglia segnava le 5,30. Era dunque passato solo un quarto d’ora dall’ultima volta che l’aveva guardata. Ed era forse la decima, da quando si era coricato, che controllava quanto mancasse al farsi del giorno. Il gran giorno: quello atteso da mesi, da mesi sospirato e paventato. Mesi consumati sui libri, affogato da nozioni e citazioni, in una accesa disfida tra intelletto e memoria.&lt;br /&gt;Stanco di rigirarsi nel letto, Luca si avvicinò alla finestra, attratto dai bagliori dell’alba che avanzava timidamente, stemperando l’oscurità. Il suo sguardo si posò su una figura che fendeva il chiarore, una sagoma femminile che incedeva rapidamente sul sentiero del parco cittadino: una ragazza che correva. Folle! Solo un pazzo può pensare di correre ad un simile orario.&lt;br /&gt;Rimase alcuni istanti basito, in contemplazione di quell’immagine tanto assurda ai suoi occhi, per poi tornare ai pensieri che avevano reso insonne la notte appena trascorsa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ansia e palpitazioni, sguardi che scrutano e voce che trema. Poi, finalmente, la liberazione. Ricca e corposa come un trenta e lode.&lt;br /&gt;Felice e spossato, Luca si lasciò cadere sul letto ormai privo delle spine che l’avevano tormentato solo poche ore prima. Chiuse gli occhi e si abbandonò ai fotogrammi della giornata che scorrevano veloci e confusi nello schermo della sua mente. E rivide quella bizzarra fanciulla che correva nella penombra. In fondo, con lei aveva iniziato la giornata, lei era stata la prima impressione del mattino, la scossa che aveva rinvigorito i suoi sensi storditi da troppa agitazione. Insolito e curioso, quell’incontro gli aveva portato fortuna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’esame superato brillantemente non fu sufficiente a placare le ansie di Luca. Ne aveva ancora due da sostenere entro il mese successivo, senza contare la tesi da concordare quindi tutti i colloqui con professori e relative segreterie. Insomma, niente sogni d’oro per chissà quanto tempo. Al contrario, era come se il suo orologio interno avesse incorporato una sveglia che squillava ogni mattina verso le cinque. Non provava nemmeno a riprendere sonno, preferiva ciabattare verso la finestra alla ricerca di una sferzata di energia.&lt;br /&gt;Eccola! Non aveva mancato neppure un mattino. Quel passo agile e scattante non temeva il clima rigido e nemmeno la pioggia. Trovarla ogni giorno, al suo risveglio, rappresentava per Luca una garanzia. Aprire gli occhi sulla “folle” che correva al freddo e al buio era ormai una necessità: se corre anche oggi, sarà una buona giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’avanzare dell’inverno e il ridursi delle ore di luce aveva ridimensionato anche la stanza di Luca, ridotta ormai al solo angolo sempre illuminato: quello riservato a sedia, scrivania e lampada - costantemente accesa sui libri. La finestra offriva appena un fugace spiraglio, e di tanto in tanto Luca vi gettava lo sguardo, concedendo un po’ di respiro ai suoi occhi. Gli capitava anche di perdere completamente la concentrazione: si staccava dai tomi, gironzolava un po’ in casa, per finire poi a contemplare il parco. Il vicino col cagnolino era il frequentatore più assiduo dei sentieri alberati. Qualche passante, alcune mamme con bambini a passeggio, raramente qualcuno che correva. Lei no, mai in piena luce. Lei era l’appuntamento dell’alba, a lei era dedicata l’ora dell’oblio, quella in cui ancora indefinita è la distanza tra sogno e realtà, lei era il sorriso del buongiorno. Non poteva più farne a meno. Se corre anche oggi, sarà una buona giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il lento scandire di date sempre uguali fu interrotto da una speciale esplosione: lo sfogo gioioso di un altro esame superato. Il suo amuleto aveva funzionato ancora una volta. E funzionò anche nell’ultima prova, con l’ennesimo “trenta” a segnare la parola fine sul suo libretto universitario. Cominciava una nuova stagione, concentrata sulla tesi: ricerche, appunti, pagine scritte e riscritte. Incollato nel suo spicchio di stanza, sotto uno spicchio di luce, accanto ad uno spicchio di cielo. Cielo anch’esso adeguato alla nuova stagione: corrugato e lattiginoso, torbido e imprevedibile. Tipico di quelle giornate crude in cui pare che tutto possa succedere;  clima ambiguo, sospeso tra squarci di sole e nubi minacciose. Malinconico e inquieto, l’inverno, con quella atmosfera tra il sospeso e l’ostile.  Ora più che mai, la corsa “folle” gli era necessaria. Se corre anche oggi, sarà una buona giornata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fu in una di quelle notti rigide che Luca si svegliò con un’anomala agitazione. Un silenzio insolito,  calmo e ovattato, trasmetteva cupi presagi. Cercò risposte rivolgendosi alla finestra, che gli confermò, con pallidi riflessi, i suoi timori. Sul parco giaceva una candida coltre che si andava via via ispessendo, arricchita dai fiocchi che continuavano a cadere placidi ma inesorabili. Come ipnotizzato dalla danza regolare dei fulgidi cristalli, non si rese conto che il  “loro” momento ora era ormai passato. Solo quando notò il cane del vicino, scatenato nella rincorsa alle migliaia di farfalline di neve, realizzò che la sua “folle” podista, quella mattina, non aveva calpestato il sentiero. Fu invaso da uno sconforto che non sapeva definire, una sorta di delusione mista a rabbia, mista a tensione, mista a sconcerto. E adesso? Se corre anche oggi, sarà una buona giornata. Già, ma se non corre? Si rese conto, per la prima volta da quando aveva avuto inizio la loro ininterrotta serie di incontri, che di lei non conosceva nulla. Non aveva la benché minima idea di chi fosse quella sorta di folletto, per lui non aveva un nome, né un’età, né una casa. Come non fosse mai esistita. L’aveva forse solo immaginata?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il mattino seguente si appostò con largo anticipo al solito posto, sperando si fosse trattato di un’assenza sporadica e che tutto avrebbe ripreso regolarmente il suo corso. Se corre anche oggi, sarà una buona giornata. Il parco completamente innevato, però, rendeva alquanto flebili le aspettative di Luca. Infatti nessuno, a parte il solito cagnolino, giunse a violare il manto immacolato. Un altro giorno senza di lei, un’altra incognita sulla qualità delle ore a venire.&lt;br /&gt;Indossò giacca e scarponi quindi rovistò in cantina, alla ricerca di qualcosa che assomigliasse ad un badile - suo padre doveva pure avere qualcosa del genere. Se avesse liberato il sentiero dalla neve, magari la ragazza avrebbe ripreso a correre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fiero e fiducioso, il giorno successivo attese il suo passaggio, certo che la terribile fatica sostenuta per lei l’avrebbe ripagato. Nulla. Forse per colpa del ghiaccio formatosi nella notte. Sale, occorreva cospargere il sentiero di sale, magari verso il tramonto, prima che si abbassasse troppo la temperatura.&lt;br /&gt;Chi lo vide, quella sera, dovette pensare che fosse un addetto al servizio stradale. Fortunatamente non era tanto conosciuto nella zona, perciò nessuno osò commentare il suo operato. Nessuno tranne una voce, che lo sorprese con tono allegro e squillante: Grazie! Finalmente qualcuno ci ha pensato.&lt;br /&gt;Restò incantato davanti a due occhi che non aveva mai visto, ma che credeva di conoscere da sempre. Due occhi vivaci e curiosi, forse appena arrossati dall’aria pungente, di certo stupiti dalla strana figura immobilizzata al loro cospetto. Rigido come un pupazzo di neve, Luca non riusciva a fare altro che restarsene impalato, col badile in mano, a fissare quella ragazza.&lt;br /&gt;Beh, grazie ancora e buona serata.&lt;br /&gt;Se ne andò così. Con lo sguardo di Luca ad inseguirla. Incredulo. Non sapeva se ridere o piangere. L’aveva finalmente incontrata e non era stato capace di aprire bocca. Un’occasione perduta, e già pensi alla prossima volta, aveva detto qualcuno. Già, ma quale prossima volta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se corre anche oggi, sarà una buona giornata. Se corre anche oggi, sarà una buona giornata. Se corre anche oggi, sarà una buona giornata. Avrebbe funzionato. Il sentiero era pulito, il sale l’aveva preservato dal ghiaccio, e lei l’aveva ringraziato. Non ci potevano essere dubbi.&lt;br /&gt;Eccola! Mentre avanzava veloce nel parco, gli parve persino di vedere i suoi occhi brillare. L’aveva resa felice, ne era certo. E lei lo ripagava tornando sui suoi passi, mantenendo fede al loro appuntamento, regalandogli finalmente un magnifico risveglio. Non sapeva ancora nulla di lei, ignorava sempre cosa lei avrebbe fatto una volta finito il suo allenamento, come trascorresse il suo tempo, con chi fosse solita cenare, chi le augurasse la buona notte. Ma, in fondo, questi erano solo dettagli. Aveva ripreso a correre, ecco cosa contava. Contava che si fossero ritrovati. Magari un giorno sarebbe sceso anche lui, nel parco, sul fare dell’alba. Magari con le scarpette da corsa, chissà. Chissà, un giorno avrebbe anche lui finito per appassionarsi alla corsa. Un giorno, forse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8972057591713186479?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8972057591713186479/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8972057591713186479' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8972057591713186479'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8972057591713186479'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/12/visione-nellombra.html' title='VISIONE NELL’OMBRA'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5152622110780170234</id><published>2008-12-08T15:51:00.001+01:00</published><updated>2008-12-08T15:51:19.738+01:00</updated><title type='text'>David Bowie at Live Aid </title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/Qh-igr8o-qA' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/Qh-igr8o-qA'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;...brividi...&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5152622110780170234?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5152622110780170234/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5152622110780170234' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5152622110780170234'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5152622110780170234'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/12/david-bowie-at-live-aid.html' title='David Bowie at Live Aid '/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5890504848390750983</id><published>2008-11-30T18:20:00.001+01:00</published><updated>2008-11-30T18:20:59.427+01:00</updated><title type='text'>Schroeder esegue Sonata al chiaro di luna di Beethoven</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/DJjZ_BbTkJw' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/DJjZ_BbTkJw'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5890504848390750983?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5890504848390750983/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5890504848390750983' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5890504848390750983'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5890504848390750983'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/11/schroeder-esegue-sonata-al-chiaro-di.html' title='Schroeder esegue Sonata al chiaro di luna di Beethoven'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-522315107737595569</id><published>2008-11-26T08:37:00.000+01:00</published><updated>2008-11-26T08:38:55.884+01:00</updated><title type='text'>Referendum Comunale</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SSz852lNcfI/AAAAAAAAADc/DVnykYFsFGY/s1600-h/altan15[1].jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5272867334578336242" style="WIDTH: 352px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SSz852lNcfI/AAAAAAAAADc/DVnykYFsFGY/s400/altan15%5B1%5D.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-522315107737595569?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/522315107737595569/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=522315107737595569' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/522315107737595569'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/522315107737595569'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/11/referendum-comunale.html' title='Referendum Comunale'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SSz852lNcfI/AAAAAAAAADc/DVnykYFsFGY/s72-c/altan15%5B1%5D.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8363758241445992306</id><published>2008-11-19T09:14:00.002+01:00</published><updated>2008-11-19T09:18:49.514+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='animali'/><title type='text'>la valle dei conigli</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SSPLxMx4HbI/AAAAAAAAADU/5C2a5MrEOJA/s1600-h/conigli.gif"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5270280035058064818" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 133px; CURSOR: hand; HEIGHT: 200px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SSPLxMx4HbI/AAAAAAAAADU/5C2a5MrEOJA/s200/conigli.gif" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:arial;"&gt;Amo la nostra campagna. Trovo distensivo quel paesaggio piatto e monotono, ha qualcosa di rassicurante: non nasconde nulla, nulla sembra possa cambiare, nessuna insidia e alcuno ostacolo. Certo, chi cerca emozioni forti predilige la rude imponenza della montagna, oppure la profonda inquietudine del mare. Io invece sono per la dolcezza e la morbidezza: delle infinite distese dei campi e delle colline che, più il là, li incorniciano.&lt;br /&gt;Mi lascio incantare facilmente: da una luce che dia particolare risalto al calore dei colori, da una patina di nebbia che renda spettrali le ombre degli alberi, o ancora da una carezza di brina che accenda di bagliori i fili d’erba. Più di ogni altra cosa, però, mi entusiasma l’incontro con qualsiasi specie animale. Gazze, fagiani e cornacchie sono ormai compagni abituali delle mie sedute di allenamento, ma il volo dell’airone o la sua sagoma immobile riescono ancora a lasciarmi a bocca aperta. Per non parlare dell’avvistamento di un istrice, quella notte di agosto che ancora ricordiamo come un evento storico. Ultimamente, poi, tornando dalle riunioni ad Argelato, ho scoperto un luogo magico, una sorta di “valle dei conigli”. Completata una delle innumerevoli curve della stretta strada di campagna, i fari dell’auto hanno infatti illuminato un festoso ritrovo di lepri: saltellavano allegri nel campo, tra i fossi, in prossimità delle case. Un vero e proprio ritrovo notturno di questi teneri “orecchioni”. E io, come una bambina impazzita, a gridare &lt;em&gt;eccone un altro, un altro là, anche lì uno!&lt;/em&gt; Vorrei correre in mezzo a loro, vorrei che si lasciassero avvicinare, toccare, trastullare; vorrei accarezzare la loro testina guardandoli negli occhi, come faccio con le mie micie, e giocare teneramente con le loro lunghe orecchie.&lt;br /&gt;Questi sono attimi di autentica felicità. Del resto, la felicità è fatta di momenti: una parola, un gesto, un’occorrenza che ti fanno sentire totalmente appagato, fosse anche per una frazione di minuto. Come quando Cleopatra mi salta sul grembo e appoggia il muso sul mio petto, godendosi ogni coccola. O come quando Nina si arrotola sul divano tra le mie gambe, usandole come cuscino. Lo pensai la notte del mio rientro da New York, quando per la prima volta sia Nina che Cleopatra dormirono con noi: &lt;em&gt;felicità è avere due gatti sul letto&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Pochi potranno capire, ma che importa?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8363758241445992306?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8363758241445992306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8363758241445992306' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8363758241445992306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8363758241445992306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/11/la-valle-dei-conigli.html' title='la valle dei conigli'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SSPLxMx4HbI/AAAAAAAAADU/5C2a5MrEOJA/s72-c/conigli.gif' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5374984094528139729</id><published>2008-11-09T17:28:00.004+01:00</published><updated>2008-11-10T08:37:40.389+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>New York 2008</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SRcPztIB2hI/AAAAAAAAADM/tEMVejZwx_c/s1600-h/CON+PRODI.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5266695670194100754" style="FLOAT: left; MARGIN: 0pt 10px 10px 0pt; WIDTH: 271px; CURSOR: pointer; HEIGHT: 258px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SRcPztIB2hI/AAAAAAAAADM/tEMVejZwx_c/s320/CON+PRODI.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Lo dissi la prima volta, nel 2002, e lo ripeto quest’anno: la maratona è l’unica cosa per la quale valga davvero la pena volare a New York. So che questa affermazione farà rizzare i capelli ai tanti innamorati dalla città. E neppure io voglio negare che le sue luci, i suoi contrasti, le sue enormità le forniscano un fascino del tutto particolare. Ma io non sono qui per fare la turista: principalmente, ciò che mi interessa è condurre una bella gara, quindi devo risparmiare le mie energie evitando di andare troppo a zonzo. A fare che, poi? Di shopping non se ne parla. Il mio compito di assistente, poi, non mi lascia troppo tempo libero, così i rischi sono ridotti. &lt;?xml:namespace prefix = o /&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Non mi resta quindi che lasciare trascorrere i giorni che precedono la gara in modo sereno, cercando di evitare gli effetti negativi di situazioni inevitabilmente stressanti. &lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Il mio rifugio è &lt;i&gt;Starbucks&lt;/i&gt;. Adoro queste nicchie di aroma e di calore: mi basta farvi ingresso per sentirmi coccolata. Il cappuccino, qui, è superlativo – altro che quelle misere tazzine dei nostri bar, il più delle volte riempite con brodaglia appena tiepida. Mi siedo ad un tavolo con il mio bicchierone fumante e mi guardo attorno: relax allo stato puro. Chi legge un libro, chi sorride lambiccando il&lt;span style="font-size:+0;"&gt; &lt;/span&gt;cellulare, chi fissa lo schermo di un pc; qualcuno chiacchiera, qualcun altro scrive, c’è anche chi osserva il passaggio frenetico sulla strada. Là fuori tutto corre, mentre qui dentro il tempo è dolce e morbido.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Tempo bizzarro e inaffidabile. Mi riferisco a quello atmosferico: freddo e inclemente il primo giorno, come un sarcastico benvenuto, tiepido e quasi afoso nei giorni successivi. Perfido inganno: la mattina della gara un vento gelido spazza le nostre miti aspettative. Fort Wadsworth appare più che mai come un campo profughi, una distesa di rifugiati tra cartoni e sacchi di nylon, alla disperata ricerca di un minimo riparo. Non ricordo attesa più lunga. Eppure non mi scoraggio: mi sento in forma, carica e determinata. Ho un conto in sospeso con questa maratona. Devo ancora digerire il ritiro del 2006. Certo, nulla potrà cancellare quella delusione, amplificata dal fatto che c’era Jader ad attendermi invano all’arrivo. Ma è anche per rendere ad entrambi meno doloroso quel ricordo che oggi dovrò dare tutta me stessa.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Parto col sorriso, e pazienza se il vento, sul Ponte di Verrazzano, tende a spostarmi. Ci sarà modo di recuperare. Appena giunta tra le ali di folla, mi faccio spingere dall’incitamento. &lt;/span&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;&lt;i&gt;&lt;span lang="EN-GB"  style="font-family:Arial;"&gt;Go Vale, go!&lt;/span&gt;&lt;/i&gt;&lt;/span&gt;&lt;span lang="EN-GB"   style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Che effetto pazzesco queste parole! Il mio nome urlato in decine di accenti diversi, per 42 chilometri. Solo qui posso godere di una simile emozione, solo su queste strade si può vivere l’illusione di essere campioni degni di un tifo assordante.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Al trentesimo chilometro faccio un rapido calcolo che mi fa esultare: sto andando alla grande.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;Peccato che di lì a poco qualcosa si spenga. Non una crisi improvvisa e infernale, niente a che vedere con quel muro che blocca gambe, fiato e pensiero. Semplicemente mi rendo conto che sto rallentando. Qualche allungo mi riesce ancora, ma di fatto il tempo si sta dilatando oltre ogni previsione: le ultime tre miglia sono eterne, i due chilometri finali un calvario. A malapena riesco ad alzare le braccia all’arrivo. Esultare per cosa? Il risultato è peggiore delle peggiori ipotesi.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:100%;"&gt;E adesso? Adesso ritorno sui come e sui perché, senza trovare ragioni sufficienti a spiegare questa scarsissima prestazione – che si aggiunge alle tante precedenti. Il primo pensiero è di lasciare perdere tutto. Ma l’idea di rassegnarmi non mi va proprio giù. Non ancora. Non ho ancora sbattuto sufficientemente la testa per convincermi a desistere. Voglio credere che posso ancora farcela. Ce la devo fare! Archivio dunque un miserissimo 3:11:20 e mi carico per la prossima sfida.&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;p class="MsoNormal" style="TEXT-ALIGN: justify"&gt;&lt;span style="font-family:Arial;font-size:11;"&gt;&lt;span style="font-size:100%;"&gt;Non so se tornerò a New York. In quei lunghi giorni privi di stimoli mi chiedevo se ne valesse ancora la pena. Una volta tornata, ho trovato la risposta: ne vale sempre la pena. Perché le emozioni di quei 42,195 km non hanno eguali e so già che, se dovessi assistervi alla tv, lo farei con il magone – come accadde l’anno scorso. Inoltre, stavolta ho saldato un conto ma ne ho aperto uno diverso: devo rientrare nella classifica delle top 100!&lt;/span&gt;&lt;o:p&gt;&lt;/o:p&gt;&lt;/span&gt;&lt;/p&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5374984094528139729?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5374984094528139729/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5374984094528139729' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5374984094528139729'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5374984094528139729'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/11/new-york-2008.html' title='New York 2008'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SRcPztIB2hI/AAAAAAAAADM/tEMVejZwx_c/s72-c/CON+PRODI.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2360614481023207010</id><published>2008-10-26T20:51:00.001+01:00</published><updated>2008-10-26T20:51:13.834+01:00</updated><title type='text'>It's The End Of The World As We Know It (and I Feel Fine...)</title><content type='html'>&lt;div xmlns='http://www.w3.org/1999/xhtml'&gt;&lt;p&gt;&lt;object height='350' width='425'&gt;&lt;param value='http://youtube.com/v/_eyFiClAzq8' name='movie'/&gt;&lt;embed height='350' width='425' type='application/x-shockwave-flash' src='http://youtube.com/v/_eyFiClAzq8'/&gt;&lt;/object&gt;&lt;/p&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2360614481023207010?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2360614481023207010/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2360614481023207010' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2360614481023207010'/><link rel='self' type='application/atom+xml' 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href="http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/benedetto-xvi-25/benedetto-xvi-25/benedetto-xvi-25.html"&gt;http://www.repubblica.it/2008/10/sezioni/esteri/benedetto-xvi-25/benedetto-xvi-25/benedetto-xvi-25.html&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;...ma si possono sentire ancora queste cose?!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7381823000882939008?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7381823000882939008/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7381823000882939008' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7381823000882939008'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7381823000882939008'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/10/non-se-ne-pu-pi.html' title='Non se ne può più!!!'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-7173471607212041291</id><published>2008-08-25T09:54:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:55:39.312+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Grazie, Stefano</title><content type='html'>Non avevo neppure il coraggio di andare ad aprire la porta. Quando Jader, appostato alla finestra, mi annunciò che erano arrivati sentii una scossa percorrermi da capo a piedi. Lo conoscevo, certo, ci eravamo già parlati ed eravamo anche stati insieme a tavola. Ma non a casa mia! Avevo invitato Daniele a cena come ogni tanto capitava di fare: durante la seduta di massaggio ci si perde in chiacchiere e finisce che gli chieda di venire a mangiare da noi, tanto per stare un po’ in compagnia. Quando mi telefonò per informarmi che proprio quella sera doveva vedere Stefano e che avrebbero finito il trattamento proprio verso ora di cena quindi, se non mi dispiaceva, sarebbe venuto con lui…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Era radioso. Ricordo che mi colpì il suo sorriso che lo illuminava tutto. Non l’ho mai visto così bello.&lt;br /&gt;Superato l’imbarazzo, tutto divenne molto spontaneo e naturale. Si parlò di sport, ovviamente: la tv trasmetteva le immagini dello stadio di Atene, dove erano già iniziate le prove di atletica. Si commentava quanto stava accadendo, quanto era già avvenuto ed anche ciò che sarebbe successo di lì a una settimana…&lt;br /&gt;Nessuna immagine ad immortalare quella serata, non ebbi il coraggio di scattare foto, mi sembrava sciocco e fuori luogo. Che sia stato solo un sogno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un sogno sembrava anche ciò che si stava realizzando sulla strada di Atene, quella magica domenica di agosto. Lo schermo era pieno della sua immagine, nessun altro a fargli ombra. Sicuro e determinato, fiero della sua superiorità. Splendido. Splendido fu il suo ingresso nello stadio, elegante come un felino, furioso come un rapace. Io ammutolita dall’emozione, sciolta in lacrime.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quante volte mi ha fatto piangere, Stefano. Il suo ritiro ai mondiali, la sua vittoria agli europei, la sua ultima prova olimpica. Un campione in ogni occasione, con qualsiasi risultato. Perché la grandezza di un atleta non è fatta solo di primati e di medaglie. La consapevolezza di sé e dei propri avversari, il sapersi (ri)mettere in gioco, l’affrontare le sfide con coraggio e dignità: saper coinvolgere ed emozionare perché si è coinvolti ed emozionati. Questo fa la differenza, questo lascia una traccia nei cuori e nella storia.&lt;br /&gt;A Pechino a vinto Wanjiru. Sapevo, tutti sapevano, che Stefano non aveva speranze. La mia speranza era che finisse la gara. Ma lui non si è limitato a questo: non solo ha portato a termine la maratona, ma ha anche guadagnato posizioni su posizioni, dimostrando per l’ennesima volta la sua superiorità tattica, oltre che la sua inesauribile forza fisica.&lt;br /&gt;Ancora una volta si è dimostrato il più grande. Ancora una volta ci ha fatto sognare. Ancora una volta lo devo acclamare, con le lacrime agli occhi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Grazie, Stefano!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-7173471607212041291?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/7173471607212041291/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=7173471607212041291' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7173471607212041291'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/7173471607212041291'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/08/grazie-stefano.html' title='Grazie, Stefano'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8424962459925117060</id><published>2008-08-21T09:53:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:54:00.865+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>NEW YORK!</title><content type='html'>Speranze disilluse, occasioni nelle quali avevi smesso di sperare, ricordi che non fornivano nutrimento altro che alla nostalgia – non riuscendo più ad alimentare i sogni.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Poi la notizia. Inaspettata, inattesa, inimmaginabile. Da cadere dalla sedia.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Invece sulla sedia sono saltata, vano ogni tentativo di contenere la gioia.&lt;br /&gt;Ciò che non riuscivo a evocare senza magone, l’evento che più di ogni altro mi aveva travolto di emozioni, il luogo che avevo prima denigrato per poi finirne irrimediabilmente attratta tornava ad essere palpabile.&lt;br /&gt;Incredibile come una breve telefonata possa sconvolgere l’equilibrio di un giorno e di una stagione. Come una semplice proposta riesca a scatenare energie che rimescolano e ridefiniscono i già precari equilibri emotivi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Il 2 novembre sarò sul Ponte di Verrazzano. Tutto il resto, in questo istante, mi appare molto più sbiadito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8424962459925117060?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8424962459925117060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8424962459925117060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8424962459925117060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8424962459925117060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/08/new-york.html' title='NEW YORK!'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5304991522401749757</id><published>2008-08-04T09:51:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:53:14.908+02:00</updated><title type='text'>Ciao Naida</title><content type='html'>Fatico a ricordare i compagni e le compagne di scuola. Di nessuno di loro ho più notizie, nemmeno di quelle che ai tempi sembravano amiche del cuore. Finita la complicità sui banchi, è finito tutto quanto. Ognuno è andato per la sua strada e, ora, di alcuni non ricordo neppure il nome e dubito che li riconoscerei se li incontrassi casualmente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Poi capita che, chiacchierando del più e del meno, si finisca per rievocare fatti e persone che hanno segnato in qualche modo il nostro passato. E si riaprono squarci di vita che, per qualche attimo, destabilizzano il presente.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Naida era mia compagna di banco alle scuole medie. Una testa matta, sempre a caccia di guai e per nulla interessata a qualsivoglia lezione. Famiglia disastrata, un fratello bello e maledetto, uscito miracolosamente da una travagliata esperienza di tossicodipendenza, lei non si sottraeva al fascino del proibito, della facile evasione, del mito dello sballo. Due occhi sgranati sul mondo e un sorriso disarmante, un folletto irrequieto e curioso.&lt;br /&gt;Cosa aveva in comune un simile soggetto con la sottoscritta, studentessa modello, ligia al dovere e tutt’altro che trasgressiva? Eppure ci volevamo un bene dell’anima. Non ho mai frequentato le sue amicizie, né l’ho mai seguita nei suoi giri loschi. Ma conoscevamo tutto l’una dell’altra. Ci perdevamo non solo in chiacchierate infinite, ma anche in letterine che ci scrivevamo persino quando eravamo entrambe in classe, durante le lezioni più noiose. Siamo rimaste a lungo in contatto negli anni a seguire. Non ricordo quando sia avvenuto il nostro ultimo incontro, certamente tantissimi anni fa. Poi siamo finite l’una nei ricordi dell’altra, in quell’angolo della memoria che, quando visitato, fa riaffiorare le emozioni di quei giorni, di quel tempo in cui tutto era ancora da realizzare.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Ieri sera la gelata. Chissà come mi è tornata in mente la storia di Raffaele, il fratello bello e maledetto (quella vicenda mi procurò persino un premio giornalistico). Da chi conosce bene la gente di paese, ho voluto sapere se lui stesse ancora bene, se davvero tutto fosse filato liscio.&lt;br /&gt;“Sì, sta bene. Solo che da poco gli è morta la sorella, Naida, hai presente?”&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Da tre mesi Naida non c’è più. E io, da anni, non sapevo nulla di lei. Non sapevo che stava lottando contro un cancro che l’ha lentamente distrutta. Lei che ha sfidato le avventure più assurde, non ha potuto superare l’ostacolo più infimo. Non posso avere rimorsi, in fondo è naturale che le persone si allontanino. Ma, accidenti, siamo state grandissime amiche, proprio nell’età in cui l’amicizia è il sentimento più grande. Ora non serve a nulla pensare che si dovrebbero mantenere i contatti, che dovremmo curare i nostri affetti e preoccuparci sempre e comunque di chi abbiamo avuto accanto. Non riesco a pensare a questo, anche perché mi suona molto scontato e retorico.&lt;br /&gt;Riesco solo a pensare che Naida non c’è più&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5304991522401749757?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5304991522401749757/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5304991522401749757' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5304991522401749757'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5304991522401749757'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/08/ciao-naida.html' title='Ciao Naida'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8751952408960785155</id><published>2008-07-27T09:56:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:57:59.578+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>Concerto dei REM</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SQAuYGciucI/AAAAAAAAACI/em_9FphciK8/s1600-h/rem.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5260255356350806466" style="FLOAT: left; MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 249px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SQAuYGciucI/AAAAAAAAACI/em_9FphciK8/s320/rem.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;Due ore di energia pura. Elettrizzante, travolgente, ammaliante. E tremendamente seducente. Ne ero certa, mi erano bastati i pochi attimi rubati dalla TV per cogliere il carisma di Michael Stipe, per essere catturata dal suo magnetismo: sapevo che, dal vivo, mi avrebbe tramortita. La musica, del resto, è già una garanzia. Ma non basta un ottimo repertorio a creare un grandioso concerto, occorre essere padroni del palcoscenico e saper catturare il pubblico.&lt;br /&gt;Onestamente, non so nemmeno chi siano gli altri componenti dei REM, né conosco alla perfezione tutte le loro canzoni. Ma che importa? Sono rimasta a bocca aperta per l’intera durata del concerto, con l’unico rammarico di essere troppo lontana per godermelo appieno.&lt;br /&gt;Dalla mia comoda postazione in gradinata avevo sì un’ottima visuale del palco, ma lui era davvero troppo distante per cogliere le sfumature della sue performance e, soprattutto, per leggere le espressioni del suo viso. Quanto ho invidiato quelli in prima fila, nel parterre, soprattutto quando hanno potuto toccarlo, proprio durante l’esecuzione di Losing my religion…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto tempo è passato da quando anch’io rischiavo di finire soffocata pur di guadagnare la transenna sotto al palco…&lt;br /&gt;La prima volta avevo 18 anni. Arrivai in stazione a Firenze verso le 7,30 di mattina e gli autisti dei bus guardarono straniti quella ragazzina che chiedeva quale linea portasse allo stadio. Pochi mesi dopo rividi lo stesso concerto a Torino, stavolta accompagnata da un amico disposto ad assecondare i miei deliri. Ricordo poi l’attesa a Milano, sotto il diluvio, e il concerto interrotto a Modena. A Bologna fu forse il meno emozionante, ma solo perché non stavo tanto bene. Poi fu a Pistoia, quindi a Lucca. Tutte le volte, stessa allucinante trafila per poterlo vedere da vicino, magari sfiorarlo o raccogliere qualcosa dalle sue mani (da qualche parte conservo un suo plettro). Ne è sempre valsa la pena e, forse, lo rifarei anche domani. Confesso però che spero non si ripresenti l’occasione: oltre a rischiare di apparire ridicola, non so se adesso sarei in grado di affrontare un simile stress. Tanto David lo sa comunque che amerò sempre e soltanto lui…&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8751952408960785155?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8751952408960785155/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8751952408960785155' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8751952408960785155'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8751952408960785155'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/07/concerto-dei-rem.html' title='Concerto dei REM'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_dh2AxBVLSkE/SQAuYGciucI/AAAAAAAAACI/em_9FphciK8/s72-c/rem.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5851554075784391034</id><published>2008-06-22T09:51:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:51:53.580+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Musica'/><title type='text'>L'autostrada - Daniele Silvestri</title><content type='html'>Citazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3fr1Y9mwwZ0"&gt;YouTube - L'autostrada - Daniele Silvestri&lt;/a&gt;  &lt;a href="http://www.macromedia.com/go/getflashplayer" target="_blank"&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5851554075784391034?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5851554075784391034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5851554075784391034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5851554075784391034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5851554075784391034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/06/lautostrada-daniele-silvestri.html' title='L&apos;autostrada - Daniele Silvestri'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-8498444252742783390</id><published>2008-05-23T09:45:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:46:13.082+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I miei articoli su Correre'/><title type='text'>Trent'anni di sudore e solidarietà</title><content type='html'>Correre N. 283 - Maggio 2008&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;“Correre è stato il mio mestiere&lt;br /&gt;non mi ha dato da vivere&lt;br /&gt;ma mi ha fatto vivere”&lt;br /&gt;Si apre con questo pensiero il volume Sudore e nafta (Ed. Pro Art), con il quale Giovanni Scalambra ha voluto celebrare i suo trent’anni di carriera podistica. Difficile sintetizzare in un libro una vita dedicata alla corsa, specie quando si sono solcati più o meno novantamila chilometri, attraversando nazioni e continenti, per diffondere messaggi di pace e fratellanza.&lt;br /&gt;“La corsa, per me, non è mai stata fine a se stessa. Ho sempre cercato di abbracciare piccole battaglie per la solidarietà. Come l’impresa anti Parigi-Dakar, nell’88, quando cercammo di seguire, correndo, il tracciato della rumorosa gara motociclistica. Non riuscimmo però a completarla, fu un azzardo che non oserei ripetere. Non ci si può misurare col deserto, simili luoghi richiedono attenzione e rispetto. Così pure le loro popolazioni, come i Tuareg. Incontrarli fu un’emozione indescrivibile: bellissimi, ricchi di umiltà e dignità. Non domandavano nulla, eravamo noi a sentirci in debito nei loro confronti. Un altro mondo, se paragonato alla corruzione che abbiamo conosciuto nelle città del Mali, dove dovevamo comprare al mercato nero anche la nafta”.&lt;br /&gt;Nafta, appunto. Come mai questo titolo?&lt;br /&gt;Sorride.  “Accattivante, no? In quelle parole c’è tutto. Anche perché sono molto olfattivo. Il sudore, ovvio, nella corsa è sempre presente, è l’odore che impregna le gare: non è un buon profumo, ma è pur sempre calore umano. La nafta, poi, purtroppo è ormai ovunque, infesta abiti e pelle. Il suo puzzo me lo sentivo addosso durante i nostri viaggi, tra camper e camion.”&lt;br /&gt;Viaggi, dunque. Dal 1988 al 1999, insieme ad un gruppo di piacentini, ogni anno una nuova esperienza affrontata con un misto di impegno e curiosità.&lt;br /&gt; “Il tutto filtrato attraverso il vecchio grande amore: la corsa. Nel cinquantesimo anniversario della Seconda Guerra Mondiale, per esempio, abbiamo ripetuto il cammino di ritorno dei soldati italiani da Kiev a Piacenza, visitando i campi di sterminio. Poi la staffetta in Albania, quella presso il santuario di Padre Pio, la DoloAlpi : itinerari noti e particolari, sempre con intenti di solidarietà, portando, oltre alla nostra umanità, medicinali e beni di prima necessità.”&lt;br /&gt;C’è però dell’altro, in queste pagine. Da alcuni resoconti di allenamenti svolti e di gare combattute emerge uno spirito fortemente agonistico.&lt;br /&gt;“Certo, la corsa è anche battaglia, ma sempre con ordine e disciplina, senza colpi bassi. È la mia seconda vita, mi ha inflitto grandi fatiche ma anche donato immense soddisfazioni. Come la mia prima maratona, a Budapest, dove infransi subito il muro delle tre ore e mi classificai primo tra gli italiani. Poi la Casaglia – San Luca, una corsa sempre entusiasmante. Per non parlare delle sfide con atlete famose.”&lt;br /&gt;L’odore della pelle, il rumore dei passi, il ritmo del respiro: un coinvolgimento sensuale a tratti persino erotico, nel gesto atletico.&lt;br /&gt;“Il fascino di correre con una donna…Mi piace ricordare momenti di agonismo vissuti accanto ad atlete prestigiose. Alcune mi hanno turbato, sia per la loro eleganza che per i segnali che il loro corpo trasmetteva al mio, messaggi silenziosi eppure intensissimi. Di altre, invece, non ho tracce altrettanto piacevoli, essendomi sembrate  fredde, calcolatrici e, devo dirlo, per nulla femminili.”&lt;br /&gt;Un coinvolgimento totale, quello della corsa. Emerge dalle pagine di questo libro e, soprattutto, lo si legge negli occhi e nel volto di Giovanni, aperti e luminosi come lo sono quelli di un uomo innamorato.&lt;br /&gt;“E’ vero. Ho inserito qui anche una lettera d’amore, mai spedita. Mi sono decisamente messo a nudo, ma avevo l’impellente bisogno di esprimere ciò che provo e ho provato”.&lt;br /&gt;Ci auguriamo che la destinataria di questo dolcissimo appello colga il messaggio. E che gli sviluppi possano, magari, riempire le pagine dei prossimi capitoli.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-8498444252742783390?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/8498444252742783390/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=8498444252742783390' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8498444252742783390'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/8498444252742783390'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/05/trentanni-di-sudore-e-solidariet.html' title='Trent&apos;anni di sudore e solidarietà'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-1109208497012348803</id><published>2008-05-23T09:44:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:45:19.400+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='I miei articoli su Correre'/><title type='text'>Perchè corriamo</title><content type='html'>Titolo curioso e invitante: Perché corriamo?&lt;br /&gt;Una domanda che molti di noi si saranno posti, alla quale alcuni sanno rispondere senza esitazione, mentre altri stentano a trovare parole capaci di definire un istinto, un impulso, una passione.&lt;br /&gt;La curiosità aumenta leggendo il breve profilo dell’autore, sulla quarta di copertina del piccolo volume edito da Einaudi: “Roberto Weber (Trieste, 1952) dirige l’istituto di ricerca SWG dove analizza l’opinione pubblica e cerca di prevederne – con alterne fortune – i comportamenti elettorali. E corre.”&lt;br /&gt;Non un campione, dunque, né un allenatore o un tecnico del settore. Roberto Weber è un affermato professionista che ha vissuto, da ragazzo, l’emozione della pista e ha saputo poi ricercare e analizzare le manifestazioni di tale emozione nei gesti degli atleti. Cita grandi nomi: Coe e Ovett, Gebreselassie e Tergat, Arese e Bordin. Ma riporta anche scorci della sua esperienza di giovane promessa del mezzofondo, tra la fine degli anni ’60 e l’inizio dei ’70.&lt;br /&gt;-          Non ero un campione, ma mi piazzavo discretamente. A quel tempo, a Trieste, c’era molta rozzezza nelle tecniche di allenamento. A sedici anni ci tiravano moltissimo, a suon di ripetute, mentre non si conosceva ancora il valore del “lungo”.&lt;br /&gt;C’è un po’ di rimpianto per un sogno spezzato, unito ad un cenno di rancore per la meschinità con la quale, a causa di un banale infortunio, il suo nome fu relegato nella lista nera delle prestazioni deludenti – quindi da cancellare.&lt;br /&gt;-          Ora, con la corsa, ho un rapporto episodico. Grazie a questo sport, però, ho acquisito un senso di identità che altrimenti non avrei avuto.&lt;br /&gt;Correre è infatti esperienza del dolore e percezione del limite, sfida dei confini di spazio e tempo e trance agonistica. “È regressione a una condizione primaria ed è al tempo stesso ascesi”.&lt;br /&gt;-          Anche se ormai non corro quasi più, seguo le gare tanto che, in occasione dei grandi appuntamenti, si ferma tutto l’ufficio. Al di là del risultato, però, ciò che più mi appassiona del gesto atletico è la sua valenza estetica. Mi affascina la leggerezza e l’armonia dei campioni, il loro incedere apparentemente privo di sforzo: la virtù di celare il dolore nell’eleganza dell’azione.&lt;br /&gt;Certo, difficile incontrare tanta armonia nelle masse che, ogni domenica, si sfidano sui percorsi più disparati. Weber ha assistito alla progressiva crescita del mondo podistico, al suo divenire un fenomeno di massa. È vero che nutre qualche perplessità verso i fanatici di diete, tecnologie e tabelle miracolose. Ma non esita a condividere il senso e la ragione di tanta diffusa partecipazione:&lt;br /&gt;-          Sulla linea di partenza si annulla ogni distinzione di sesso, classe o età. Non esiste niente di simile, nessun altro luogo è così nettamente uguale per tutti.&lt;br /&gt;Come se, nelle gare, i podisti ritrovassero quella “giustizia sociale” che manca nella quotidianità. Partire tutti con medesime opportunità ed essere riconosciuti per il proprio merito personale. Questa la risposta sociologica al quesito posto dal titolo. Quanto all’interpretazione del singolo, vale ovviamente l’esperienza personale. Pochi sanno tradurla in parole:&lt;br /&gt;-          In tutto ciò che ho letto di e sulla corsa, raramente ho trovato descrizioni efficaci dello stato d’animo del corridore. Del resto, sono convinto che solo chi abbia provato personalmente quelle sensazioni sappia narrarle sapientemente.&lt;br /&gt;Roberto Weber ci offre un’infinità di spunti di approfondimento e di riflessione. Senza però negare  al contesto della corsa quel pizzico di irrazionalità che caratterizza, del resto, tutte le passioni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-1109208497012348803?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/1109208497012348803/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=1109208497012348803' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1109208497012348803'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/1109208497012348803'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/05/perch-corriamo.html' title='Perchè corriamo'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-776884697120766088</id><published>2008-04-05T09:43:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:44:18.015+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Politica'/><title type='text'>Stato laico?</title><content type='html'>Adoro le mattine in cui posso fare colazione in tutta calma, leggendo il giornale. Potrei stare ore a sfogliare le pagine sorseggiando tazze di tè.&lt;br /&gt;Stamattina, però, lo yogurt mi è andato di traverso quando ho appreso che all’Ospedale Maggiore cinque medici su sette sono obiettori di coscienza. Questo a Bologna.&lt;br /&gt;Quindi, anche nella mia città, una donna che per una sua personale, legittima, inoppugnabile decisione, si trovasse nella necessità di abortire, correrebbe il rischio di non poterlo fare. Ritengo inconcepibile che ciò sia concesso. Che sia permesso, cioè, che un medico nell’esercizio delle sue funzioni possa rifiutarsi di esercitare le stesse. Se un chirurgo testimone di Geova si opponesse alla pratica di una trasfusione lo si riterrebbe altrettanto legittimo?&lt;br /&gt;Qualora certe terapie, interventi o cure fossero in contrasto con le proprie convinzioni, basterebbe scegliere un’altra professione.&lt;br /&gt;La conferma di quanto siamo ancora disperatamente lontani dalla realizzazione di uno Stato laico me la fornisce poi il principale TG nazionale. Notizia di apertura, la dichiarazione del Papa su divorzio e aborto: "si tratta di colpe gravi che, in misura diversa e fatta salva la valutazione delle responsabilità soggettive, ledono la dignità della persona umana, implicano una profonda ingiustizia nei rapporti umani e sociali e offendono Dio stesso, garante del patto coniugale ed autore della vita".&lt;br /&gt;Cosa abbiamo fatto di male?…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-776884697120766088?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/776884697120766088/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=776884697120766088' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/776884697120766088'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/776884697120766088'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/04/stato-laico.html' title='Stato laico?'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3793521230327428386</id><published>2008-04-03T09:43:00.001+02:00</published><updated>2012-01-03T14:30:05.306+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Cinema'/><title type='text'>Non pensarci</title><content type='html'>L’ultimo film di Gianni Zanasi ci regala un Valerio Mastandrea davvero irresistibile: le sue espressioni spontanee e accattivanti suscitano ilarità e commozione allo stesso tempo.&lt;br /&gt;Direi una banalità se affermassi che il personaggio sembra cucito proprio su di lui – del resto, non ho ancora individuato un ruolo nel quale questo attore non si calasse perfettamente. Certo, l’insicurezza, la timida spavalderia, la rude dolcezza che esprime il protagonista di questo film sono resi con superlativa intensità, e difficilmente riuscirei ad immaginare un altro volto o una diversa fisicità in quei panni.&lt;br /&gt;Ciò che maggiormente colpisce in questo film è la delicatezza con la quale si mescolano e si sovrappongono i toni del dramma e quelli della commedia: si ride di gusto, ma con un fondo di amarezza. Una scena, in particolare, è a mio avviso tra le migliori viste al cinema negli ultimi anni: la madre del protagonista gli confessa una verità decisamente pesante; lui, visibilmente sconvolto, si chiede perché tutti vogliano essere ad ogni costo sinceri. Non eravamo più felici quando ci dicevamo un sacco di bugie?&lt;br /&gt;Un accenno alla trama.&lt;br /&gt;Stefano Nardini, leader di un gruppo rock punk di decaduto successo, lascia Roma per cercare rifugio nel nido familiare, sulla costa romagnola. Qui ritrova la madre alle prese con sintomi di depressione; il padre, imprenditore in pensione, spettatore inconsapevole del declino della propria azienda; il fratello, incapace di divincolarsi tra il fallimento del proprio matrimonio e quello dell’azienda stessa; la sorella, che cerca di estraniarsi da tutti dedicandosi al suo lavoro con i delfini. Situazioni imbarazzanti e drammatiche costringono il musicista a rimettersi in discussione e ad assumersi nuove responsabilità, nell’intricata precarietà del lavoro, degli affetti, dei legami stessi.&lt;br /&gt;Ottimo il cast, intelligenti i dialoghi, brillante la sceneggiatura. Un film decisamente da applauso.&lt;br /&gt;Unica nota dolente: Mastandrea non era presente all’anteprima… Vabbè, non si può avere tutto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3793521230327428386?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3793521230327428386/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3793521230327428386' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3793521230327428386'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3793521230327428386'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/04/non-pensarci.html' title='Non pensarci'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5554008944607931344</id><published>2008-03-31T09:42:00.000+02:00</published><updated>2008-10-23T09:42:48.875+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>Prospettive</title><content type='html'>Ennesima gara vergognosa, veramente da piangere.&lt;br /&gt;Tanto per sollevarmi il morale, trascorro il pomeriggio al Circolo: il Democratic Day chiama, ma chi volete che risponda lì dentro, in una giornata così?&lt;br /&gt;Mettiamoci pure il fratellone all’ospedale e la giornata è chiusa in bellezza.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Osserviamo da un’altra prospettiva: domani inizia un mese nuovo e un nuovo piano di preparazione. Dovrò rivedere i miei programmi, rinunciando anche alla maratona. Confido però di raccogliere in autunno i frutti delle prossime fatiche. Io ci metterò tutto il mio impegno, spero che le varie componenti di me stessa rispondano a dovere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5554008944607931344?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5554008944607931344/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5554008944607931344' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5554008944607931344'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5554008944607931344'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/03/prospettive.html' title='Prospettive'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-5765392438749157151</id><published>2008-03-28T09:41:00.000+01:00</published><updated>2008-10-23T09:42:04.736+02:00</updated><title type='text'>Tutta sbagliata</title><content type='html'>Nel titolo il senso di quanto stavo scrivendo.&lt;br /&gt;Ho cancellato tutto...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-5765392438749157151?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/5765392438749157151/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=5765392438749157151' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5765392438749157151'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/5765392438749157151'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/03/tutta-sbagliata.html' title='Tutta sbagliata'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-2198405337419383570</id><published>2008-03-13T09:40:00.000+01:00</published><updated>2008-10-23T09:41:21.523+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>sempre più piano</title><content type='html'>Sono arrivata alla fine nonostante tutto: nonostante i passaggi indicassero una condizione pietosa, nonostante fossi anni luce dalle mie aspettative, nonostante il tempo finale mi avrebbe fatto vergognare. Ho tagliato il traguardo pensando che basta, inutile continuare a sbattersi. Troppo frustrante. Tutti (o meglio, tutte) migliorano, tranne me. Che mi alleno a fare? Corro corro senza arrivare da nessuna parte, anzi, retrocedo invece che avanzare. E allora, meglio darsi all’uncinetto.&lt;br /&gt;Mi consolo in parte con un salto sul podio: anche un bradipo può raccogliere qualcosa, e stavolta c’è anche una medaglia d’oro!&lt;br /&gt;Immergo poi i dispiaceri in una vasca d’acqua bollente – che mi rilassa anche troppo, visto che dopo non ho più voglia di far nulla: anche oggi, niente cinema. Sto perdendo parecchi colpi…&lt;br /&gt;Piero non mi ha telefonato per chiedere come fosse andata, meglio così, non ho voglia nemmeno di sentire lui. Tanto, cosa potrebbe dirmi? Neppure lui sa darsi una spiegazione, o meglio, chiama in causa il nuovo impegno politico che, a suo dire, mi farebbe sprecare energie nervose a discapito della corsa. Figuriamoci!&lt;br /&gt;Bene, partiamo da qui, allora. Prendiamo le teorie di Piero e facciamo di tutto per smentirle. Il compito che ho assunto mi sta entusiasmando e, fino a prova contraria, l’entusiasmo è energia positiva, perciò dovrei beneficiarne e non farmi abbattere. La sfida sarà dunque dimostrargli che la grinta c’è ancora, ancora più forte. Manterrò alto l’obiettivo per non abbassare la guardia, e non risparmierò neppure un alito del mio fiato per raggiungerlo. Ce la posso fare. Ce la farò.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-2198405337419383570?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/2198405337419383570/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=2198405337419383570' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2198405337419383570'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/2198405337419383570'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2008/03/sempre-pi-piano.html' title='sempre più piano'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-3610533869201727418</id><published>2008-02-29T09:39:00.000+01:00</published><updated>2008-10-23T09:40:37.069+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>10 km</title><content type='html'>Dopo una settimana decisamente sotto tono, con strani malesseri ed insolite tensioni, non potevo aspettarmi un miracolo. Però, vedersi sfilare davanti certe avversarie che, teoricamente, dovrebbero osservarmi le spalle, è sempre uno smacco. Con l’autostima rasoterra che mi ritrovo, simili colpi possono avere effetti deleteri. Un minutino in meno, non chiedevo tanto: il minimo indispensabile per non sentirsi scarsi del tutto, per poter credere che ci siano buone prospettive, per affrontare con la giusta carica gli impegni a venire.&lt;br /&gt;Invece, flop totale. E, come se non bastasse, le gambe non ne vogliono sapere di riprendersi. A tre giorni dalla gara, ancora arranco, annaspando su ritmi che poco prima mi riuscivano facili. Ho già esaurito tutta la carica?&lt;br /&gt;Voglio pensare che sia solo un momento di stanchezza passeggera, dovuto al sommarsi di alcuni fattori di turbamento. Ma adesso basta. Mi concedo una piccola tregua per riprendere fiato, per poi ripartire, più cattiva di prima. Le novità che mi stanno coinvolgendo devono fornirmi energia positiva. Accidenti a me, perché non riesco a liberarmi una volta per tutte di questi occhiali così grigi?!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-3610533869201727418?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/3610533869201727418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=3610533869201727418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3610533869201727418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/3610533869201727418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://valerunner.blogspot.com/2007/03/10-km.html' title='10 km'/><author><name>Valentina</name><uri>http://www.blogger.com/profile/15920359224748000485</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='21' height='32' src='http://bp2.blogger.com/_dh2AxBVLSkE/R43OU_8kTMI/AAAAAAAAAAM/ZjjmBiMhYJU/S220/05.09.04.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-815479595248528655.post-4186980047310047053</id><published>2008-02-05T09:37:00.000+01:00</published><updated>2008-10-23T09:38:16.896+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='running'/><title type='text'>maratonina Trofeo Lolli</title><content type='html'>Dopo l’esperienza di Reggio Emilia, che timore poteva incutermi un po’ di pioggia? In fondo, si trattava di correre solo una mezza maratona… Certo, la prestazione ne avrebbe risentito ma, non sapendo né cosa potevo aspettarmi, in questa fase dell’allenamento, né quali avversarie mi avrebbero soffiato sul collo, non avrebbe avuto senso allarmarsi più di tanto.&lt;br /&gt;Serena e determinata, sono entrata con convinzione e grinta nell’atmosfera della gara – la prima vera prova della stagione. L’anno scorso mi stavo ancora leccando le ferite, quindi avevo saltato l’appuntamento. Quello precedente, per la prima volta in quattro anni, avevo mancato il podio. Ora, non potevo deludere – né deludermi.&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La pioggia è leggera ma insistente. Non me ne curo, così come provo a non curarmi delle solite facce che incontro. Lo so, sono un orso, ma non ho voglia delle solite domande e dei soliti discorsi: rispondo ai saluti e proseguo innanzi. Che c’è di male? Sono concentrata, ecco tutto. Non ho ancora scorto individui pericolosi, a parte quelli (o meglio, quelle) che si contenderanno la prima posizione. Il terzo posto resta un incognita…&lt;br /&gt;Il tempo di riscaldarmi (e bagnarmi), un sorriso al fotografo, e via!&lt;br /&gt;Non vedo i chilometri, non so a quanto sto andando. La partenza, per me, è sempre da panico: attenta a non farmi travolgere, pronta a superare chi intralcia, preoccupata per le strane sensazioni di scarsa coordinazione che sistematicamente percepisco. Ma, una volta trovata la strada, restiamo solo io e il mio respiro.&lt;br /&gt;L’asfalto bagnato è un’ insidia, così come pure le gocce che picchiettano gli occhiali; per non parlare della fastidiosissima aria che rema contro. Come sto correndo? Non saprei, ma questo è tutto quanto riesco a dare. Intanto, so di essere terza. La sfida, a questo punto, è con la posizione: dovessi lottare con la più violenta delle bufere, non devo lasciarmela sfuggire.&lt;br /&gt;Non mi volto indietro, mai. Un po’ per paura, un po’ per non mostrare segni di cedimento. Non so nemmeno se sto rallentando o mantenendo il ritmo, tanto le indicazioni chilometriche sono tutt’altro che affidabili. Quanto più la fatica si fa sentire, maggiormente invoco i miei mantra: le urla di Antonio e le dune del Sahara, l’incitazione della folla a New York (Go, Vale! Go!) e gli occhioni di Cleopatra.&lt;br /&gt;Jader mi aspetta al traguardo, ha la febbre ma non ha voluto lasciarmi sola. Gli riporto dunque quel sorriso di un’ora e mezzo fa. Certo, fossi arrivata più presto sarebbe stato meglio. Ma ci sarà tempo per rifarsi. Smetterà di piovere, prima o poi!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/815479595248528655-4186980047310047053?l=valerunner.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://valerunner.blogspot.com/feeds/4186980047310047053/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=815479595248528655&amp;postID=4186980047310047053' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/815479595248528655/posts/default/4186980047310047053'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds
